June 29, 2009

Vedo prevedo un “Enterprise 2.0″

Filed under: Enterprise2.0

Quanto si sono risultate veritiere le previsioni fatte da Dion Hinchcliffe a fine anno?

Predictions enterprise 2.0 per il 2009

1) Tight budgets will drive the adoption of low-cost Web 2.0 and cloud/SaaS solutions.
Pare, quindi, che con la crisi le grandi aziende avrebbero dovuto avvalersi di piccole aziende meno costose per i servizi e gli sviluppi legati agli strumenti di lavoro aziendali. Qui in Italia però le grandi aziende di consulenza continuano a tenere bel salda la loro posizione senza offire grandi professionalità.

2) Online community and 2.0 technologies become a priority for most organizations.
Se solo la priorità fosse condivisa anche dai dipendenti di queste aziende, magari si otterrebro davvero i benefici che possono derivare dall’utilizzo di strumenti 2.0. L’eccessiva competitività porta a cannibalizzare i vantaggi derivati da strumenti collaborativi e di condivisione delle informazioni.

3) Cloud computing will remain one of the biggest new Internet developments.
Cloud Computing
Il paradigma secondo il quale gli strumenti devono essere dei software forniti come servizi (SaaS), amministrati da un layer intermedio e fruiti da un cliente che di tutto questo non si preoccupa. In effetti sembra davvero essere l’unica grande innovazione di quest’anno… e infatti in Italia ne stanno parlando in pochi e se ne stanno occupando ancora meno!

4) Internal use of 2.0 will continue growth in large enterprises while the struggle continues with market-facing 2.0 products.
Questo si rifà al punto 2. Fino a quando il 2.0 non riuscirà ad intaccare l’organizzazione, il modo di pernsare un’azienda e di conseguenza il modo di pensare dei suoi dipendenti non si riuscirà mai davvero a realizzare l’Enterprise 2.0.

5)The economic climate will at long last drive major advances towards aligning IT with business.
Certo le parole chiave devono essere innovazione e apertura per restare competitivi sul mercato! Quale livello di innovazione di deve raggiungere qui in Italia per rimanere competitivi? A me pare che la soglia sia minima e comunque inferiore ad altri paesi che non si accontentano.

6) Mobile platforms and devices will become highly strategic in 2009.
Si ma sempre solo per telefonare! L’età media dei dirigenti (aventi diritto ad un blackberry) in quasi tutte le aziende rende l’uso del mobile limitato a telefonate interminabili a tutte le ore del giorno e della notte e ad una lettura di mail rapida e veloce che prevede risposte concise e dicotomiche (Si/No) data la scarsa interattività di “quegli aggeggi infernali”

7) SOA goes on a diet, picks up some new tricks, and survives.
Architettura orientata ai servizi, si rifà ai concetti di SaaS e cloud-computing, evolvendosi in quella direzione è presumibile che sopravviverà! D’altronde l’interoperabilità tra sistemi ad oggi è effettuabile attraverso web service.

8) The massive changes in the business landscape create new 2.0 business opportunities.
Mi sembra più una speranza che una previsione! E’ cambiato o sta cambiando davvero qualcosa nei massimi sistemi di questa economia globale e capitalista? Mi sembra che abbia bisogno prima di implodere su stessa e questa crisi finanziaria non è ancora bastata!

January 23, 2009

Una segnalazione veloce

Filed under: web2.0, Enterprise2.0



Vi embeddo il widget di un evento sull’Enterprise 2.0 che promette essere davvero interessante. Ho riletto da poco la tesi dalla quale nasce anche questo blog e ho appuntato una frase (liberamente ispirata alle parole di Granieri) che non mi ricordavo di aver scritto.

Se la democrazia nacque con la scrittura e se la stampa ha generato una democrazia 2.0 (in cui aumentò l’importanza delle
istituzioni a scapito del contatto personale), nella società digitale
si origina una democrazia 3.0 che modifica la rappresentazione
stessa. Ciascuno diventa partecipe in prima persona, le voci, che
rappresentano qualcosa o qualcuno, si moltiplicano giorno dopo
giorno e la tecnologia è l’unica soluzione ad oggi che ci
permette di gestire la complessità delle voci. La partecipazione,
come si dimostra con il Web 2.0, avviene in base all’interesse
individuale e viene stimolata dalle applicazioni, grazie alle quali
si tracciano mappe d’interesse. Infatti, nella rete si ottiene
partecipazione progettando sistemi equi (non egualitari perché
non sarebbe la condizione naturale) e trasparenti, che
permettono di sviluppare e approfondire il proprio interesse.
Se si osservano i processi sociali della rete, nello spazio e nel
tempo, emerge che la Rete e il Web sono cresciuti molto, e che
continueranno a crescere, anche d’importanza, pervadendo la
sfera personale: la partecipazione è la soluzione migliore oggi
per dominare la complessità sociale generata dai nuovi media.
E la democrazia diventa così la lotta della tecnologia per
dominare la complessità.

Allora non avevo considerato neanche lontanamente l’influenza dei 4 pilastri fatto dalle 2 C e dalle 2 P(Collaborazione Condivisione Partecipazione Personalizzazione) nell’ambiente di lavoro. In effetti la tesi potrebbe esserne rafforzata proprio grazie all’introduzione nella cultura generale di questi pilastri passando attraverso il sistema work.
Come favorire la collaborazione in ambiente concorrenziale? Come stimolare la partecipazione in persone che si sentono già sature di attività da portare a termine? Come permettere la personalizzazione sbaragliando nelle persone il timore di osare?
Mi aspetto che prima o poi sapremo trovare delle risposte anche a queste domande! In fondo è solo questione di cultura e di abitudini…