Quanto si sono risultate veritiere le previsioni fatte da Dion Hinchcliffe a fine anno?
1) Tight budgets will drive the adoption of low-cost Web 2.0 and cloud/SaaS solutions.
Pare, quindi, che con la crisi le grandi aziende avrebbero dovuto avvalersi di piccole aziende meno costose per i servizi e gli sviluppi legati agli strumenti di lavoro aziendali. Qui in Italia però le grandi aziende di consulenza continuano a tenere bel salda la loro posizione senza offire grandi professionalità.
2) Online community and 2.0 technologies become a priority for most organizations.
Se solo la priorità fosse condivisa anche dai dipendenti di queste aziende, magari si otterrebro davvero i benefici che possono derivare dall’utilizzo di strumenti 2.0. L’eccessiva competitività porta a cannibalizzare i vantaggi derivati da strumenti collaborativi e di condivisione delle informazioni.
3) Cloud computing will remain one of the biggest new Internet developments.
Il paradigma secondo il quale gli strumenti devono essere dei software forniti come servizi (SaaS), amministrati da un layer intermedio e fruiti da un cliente che di tutto questo non si preoccupa. In effetti sembra davvero essere l’unica grande innovazione di quest’anno… e infatti in Italia ne stanno parlando in pochi e se ne stanno occupando ancora meno!
4) Internal use of 2.0 will continue growth in large enterprises while the struggle continues with market-facing 2.0 products.
Questo si rifà al punto 2. Fino a quando il 2.0 non riuscirà ad intaccare l’organizzazione, il modo di pernsare un’azienda e di conseguenza il modo di pensare dei suoi dipendenti non si riuscirà mai davvero a realizzare l’Enterprise 2.0.
5)The economic climate will at long last drive major advances towards aligning IT with business.
Certo le parole chiave devono essere innovazione e apertura per restare competitivi sul mercato! Quale livello di innovazione di deve raggiungere qui in Italia per rimanere competitivi? A me pare che la soglia sia minima e comunque inferiore ad altri paesi che non si accontentano.
6) Mobile platforms and devices will become highly strategic in 2009.
Si ma sempre solo per telefonare! L’età media dei dirigenti (aventi diritto ad un blackberry) in quasi tutte le aziende rende l’uso del mobile limitato a telefonate interminabili a tutte le ore del giorno e della notte e ad una lettura di mail rapida e veloce che prevede risposte concise e dicotomiche (Si/No) data la scarsa interattività di “quegli aggeggi infernali”
7) SOA goes on a diet, picks up some new tricks, and survives. Architettura orientata ai servizi, si rifà ai concetti di SaaS e cloud-computing, evolvendosi in quella direzione è presumibile che sopravviverà! D’altronde l’interoperabilità tra sistemi ad oggi è effettuabile attraverso web service.
8) The massive changes in the business landscape create new 2.0 business opportunities.
Mi sembra più una speranza che una previsione! E’ cambiato o sta cambiando davvero qualcosa nei massimi sistemi di questa economia globale e capitalista? Mi sembra che abbia bisogno prima di implodere su stessa e questa crisi finanziaria non è ancora bastata!
Flickr my Background: inserisce automaticamente come sfondo del proprio account di Twitter l’ultima foto pubblicata su Flickr (previa autorizzazione accesso dell’applicazione ai rispettivi account). Un giocattolino che rappresenta bene l’interoperabilità!
Twitcard: un’applicazione che permette la creazione di card da twittare o segnalare via Facebook o FriendFeed. Qui c’è la mia prova!
TwitterRibbons: generatore gratuito di ribbons da copiare e incollare sul proprio blog per pubblicizzare il proprio account di Twitter
Retweetist: sulla base degli argomenti o degli utenti più twittati mostra trends, popular topics and popular people. Cercando la mia utenza non ha trovato nulla!
TwttrSTRM: le Q&A (Questions and Answers) di Twitter. Poni una domanda con una scadenza e aspetti che i tuoi followers rispondano!
Tweetminster: il modo più facile per raccogliere tutti gli accopunt politici e avere lo streaming delle discussioni politiche quotidiane. naturalmente solo i ministri inglesi si prestano! Qui l’opinione di Rheingold sullo strumento.
BubbleTweet: un’applicazione per twittare video con la propria webcam (oppure con un semplice upload). Esilarante! I video twittati comariranno all’interno di una bolla nella pagina del proprio account!
Articoli di inzio anno annunciavano l’era della decandenza del re delle ricerche on line. Si parlava di come i dipendenti si licenziavano uno dopo l’altro per lo stipendio basso, i benefits insesistenti, too much bureaucracy, poor management, poor mentoring, and a hiring process that took months e si diceva anche di come Twitter fosse il motore di ricerca real time per eccellenza, spodestando l’indicizzazione storica seppur frequente effettuata dal big G, anche se nel frattempo continuavano ad uscire nuovi gadget per iGoogle.
Tirando le somme a metà anno possiamo contare almeno quattro novità importanti nell’ambito del web searching.
Samepoint - Social media search. Un motore di ricerca categorizzato per strumenti di social web - Real time, discussion point, Network, gruppi, question & answers. Personalmente trovo sia un gran strumento ma l’indicizzazione non mi pare eccellente. O meglio non si capisce quale rilevanza venano date alle fonti della discussione su un tale argomento.
Bing. Il nuovo motore di ricerca di Microsoft. Identico a Google nell’impostazione tranne per lo sfondo ma completamente diverso nell’indicizzazione e a quanto pare incomparabile sul fronte della rilevanza
CUIL - Un motore a faccette. Ogni ricerca presenta una varoetà di categorie diverse da combinare. Più che utile è divertente cercare informazioni con uno strumento del genere. Lo definirei l’arma migliore per la serendipità. Cuil is an old Irish word for knowledge. For knowledge, ask Cuil.
WolframAlpha. Un motore computazionale in grado di interpretare il linguaggio naturale. E’ uno dei primi grandi passi mossi nella direzione della semantica. Aggregando informazioni da più fonti, è in grado di fornire dati, grafici, conversioni, formule matematiche, dati statistici di ogni tipo, compresi quelli finanziari e della borsa, quelli metereologici e sociali. Mi sono divertita a cercare le mie aspettative di vita e la mia data di nascita.
L’evento è passato da qualche mese ma fortunatamente i materiali in rete rimangono.
IA Summit (che avrei voluto tanto seguire) quest’anno ha presentato, tra gli altri, un esperimento eseguito in una scuola elementare di tagging. Learning to think with IA insegna come nasce e come deve essere organizzata la folksonomy, ma soprattuto rende evidente la conclusione cui è giunto l’esperimento: Trying to arrange the tags we produced into a taxonomy
Il blog utilizzato per l’esperimento è qui.
(Le altre slide presenti degli interventi di quest’anno offrono ulteriori spunti in merito all’adattività e agli ecosistemi).
La conclusione di questo esperimento riporta alla solita tesi che la folksonomy da sola non basta. In un sistema informativo complesso per rendere raggiungibile l’informazione (tutta l’informazione presente) la ricerca tramite nuvola di tag è riduttiva, andrebbe implementata da un sistema a faccette.
In questo senso un progetto interessante è FACETAG. Ho trovato slide di presentazione del IA summit di anni passati ma non ho trovato esempi di applicazione. Sarebbe interessante vedere come l’integrazione di tag e faccette apporti vantaggi alla navigazione e alla progettazione.
Un altro modo di presentare le nuvole è quello di snotr: Video Cloud (una nuvola non di tag ma di video e delle loro anteprime).
Cercando informazioni su Facetag, infine, ho trovato questo post che cita TAGGLY, il cui link riporta ad una root (???). Che fine ha fatto? Qualcuno ne sa qualcosa?
L’analisi effettuata a fine anno sui media digitali, sulla blogsfera e sulla Twittersfera, pare non discostarsi da ciò che può essere letto nel primo semestre di quest’anno.
In particolare degli usi che gradualmente se ne stava facendo a gennaio di Twitter…
Infatti, oltre che essere utilizzato per fare, ad esempio, citizen journalism (come è avvenuto per il terremoto in Cina o per i recenti fatti di Mumbai), oppure essere sfruttato come mezzo complementare di diffusione delle notizie anche da parte dei grossi media (CNN, BBC, msnbc, Reuters, Fox News, New York Times, Financial Times, Washington Post, The Guardian, TIME, ecc.), od ancora essere adoperato quale strumento promozionale ed informativo circa conferenze o eventi di varia natura (Web 2.0 Expo, ETech, SMX, CiscoLive, ad:tech, World Economic Forum, ecc.), il servizio viene altresì usato da diverse aziende per effettuare comunicazioni concernenti i propri prodotti e/o servizi (Dell, Samsung), oppure per offrire servizi di customer care (ComCast, Southwest Airlines, JetBlue), financo per fornire consulenze fiscali (HRBlock). Da non dimenticare poi l’uso politico che è stato fatto di Twitter durante le ultime elezioni americane, nonché le finalità politico-istituzionali di iniziative come Tweet Congress o TweetMinster.
…ora se ne vede una diffusione normalizzata in questi sensi.
Spulciando tra i miei vecchi link (accantonati per un post mai scritto) ho trovato tra i centinaia di servizi nati intorno a Twitter, un misuratore di autorità, Twitority. Un servizio del genere non può che suscitare polemiche e riflessioni su cosa siano l’autorità, l’autorevolezza e la popolarità e, maggiormente, cosa rappresentino i followers.
Un post di fine anno davvero interessante di Loic Le Meur aveva fatto dire alla blogosfera tutto ciò che c’era da dire a proposito. Quine trovate un riassunto interessante.
Personalmente, rimango ferma sul punto che l’autorevolezza è data solo esclusivamente dall’autore: va bene il citizen journalism, va bene il libero cittadino che segue la giunta comunale e ne fa la cronaca, va bene l’informazione informale ma un grado di ufficialità e autorità va riconosciuto a chi è demandato (e si presume abbia le competenze e le conoscenze adeguate) per dare le giuste informazioni.
L’esempio degli account creati dal comune di Torino è ottimo: sono sempre aggiornata sulle ultime delibere dei consigli comunali, sugli scioperi e su ciò che succede a Torino da una fonte sicura e attendibile.
Sempre tra quei vecchi link ho trovato una intelligentissima guida su Twitter!
E’ bello riprendere con le vecchie abitudini, anche se so che sarà una pacchia che durerà poco…
L’ultimo studio di Nielsen dimostra che solo il 60% degli utenti di twitter usa con continuità l’applicazione. Se Nielsen utilizzasse davvero twitter si renderebbe conto che come percentuale è più che generosa: quanti account ci saranno senza alcun update, oppure con un numero limitatissimi ristretto nel tempo? Visto il genere di applicazione direi che è tutto nella norma e non c’è niente di cui sorprendersi. Il tono dell’articolo di Repubblica è orientato sui sentimenti di imabrazzo e soprpresa: due sentimenti assolutamente fuori luogo.
Di tutt’altro tono invece, la segnalazione di un’applicazione, Twithive, che permette di seguire più account di twitter contemporaneamente filtrando per i tag di proprio interesse!
I richiami alla creatività sono sempre più intensi.
I REALIZE, svoltosi a Torino ieri e oggi, ha raccolto storie di successo e idee innovative in una due giorni da seguire via twitter e in streaming!
Current cerca una domanda sulla libertà d’informazione: da notare è che lo sfondo di questa campagna va a parare sulla promozione del documentario mai arrivato in Italia su canali tv “Citizen Berlusconi”! La domanda da porre dovrebbe essere tanto pungente quanto irnonica!
E’ appena giunto questo comunicato stampa! Ha inzio la guerra tra titani e oggi si scrive la storia!
Google lancia l’attacco a Facebook. Dopo l’insuccesso di Orkut e Lively il colosso di Mountain View non è più disponibile a cedere il passo al “libro delle facce”. Obiettivi prioritari l’integrazione dei due advertising network, di picasa e di youtube, per la creazione di un maxi social multimediale ad alto livello di targetizzazione.
Vi embeddo il widget di un evento sull’Enterprise 2.0 che promette essere davvero interessante. Ho riletto da poco la tesi dalla quale nasce anche questo blog e ho appuntato una frase (liberamente ispirata alle parole di Granieri) che non mi ricordavo di aver scritto.
Se la democrazia nacque con la scrittura e se la stampa ha generato una democrazia 2.0 (in cui aumentò l’importanza delle
istituzioni a scapito del contatto personale), nella società digitale
si origina una democrazia 3.0 che modifica la rappresentazione
stessa. Ciascuno diventa partecipe in prima persona, le voci, che
rappresentano qualcosa o qualcuno, si moltiplicano giorno dopo
giorno e la tecnologia è l’unica soluzione ad oggi che ci
permette di gestire la complessità delle voci. La partecipazione,
come si dimostra con il Web 2.0, avviene in base all’interesse
individuale e viene stimolata dalle applicazioni, grazie alle quali
si tracciano mappe d’interesse. Infatti, nella rete si ottiene
partecipazione progettando sistemi equi (non egualitari perché
non sarebbe la condizione naturale) e trasparenti, che
permettono di sviluppare e approfondire il proprio interesse.
Se si osservano i processi sociali della rete, nello spazio e nel
tempo, emerge che la Rete e il Web sono cresciuti molto, e che
continueranno a crescere, anche d’importanza, pervadendo la
sfera personale: la partecipazione è la soluzione migliore oggi
per dominare la complessità sociale generata dai nuovi media.
E la democrazia diventa così la lotta della tecnologia per
dominare la complessità.
Allora non avevo considerato neanche lontanamente l’influenza dei 4 pilastri fatto dalle 2 C e dalle 2 P(Collaborazione Condivisione Partecipazione Personalizzazione) nell’ambiente di lavoro. In effetti la tesi potrebbe esserne rafforzata proprio grazie all’introduzione nella cultura generale di questi pilastri passando attraverso il sistema work.
Come favorire la collaborazione in ambiente concorrenziale? Come stimolare la partecipazione in persone che si sentono già sature di attività da portare a termine? Come permettere la personalizzazione sbaragliando nelle persone il timore di osare?
Mi aspetto che prima o poi sapremo trovare delle risposte anche a queste domande! In fondo è solo questione di cultura e di abitudini…
Dopo quasi due mesi di latitanza da questi spazi ritorno a scriverele mie pillole 2.0.
Nel mio Tutta la vita davanti scoprirete perchè ho latitato per quasi due mesi… prima o poi imparerò a fermarmi ma per adesso sto correndo correndo correndo…
Tornando alle pillole ho due segnalazioni da fare al volo che vale la pena di diffondere.
Anche il microblogging ha scelto di avere la sua classifica: Twitter Grade è la blogbabel internazionale per i vanitosi della rete. A proposito di vanità, internet ce la sta mettendo tutta per sovrastimare l’ego dei suoi utenti; su Facebook è possibile creare la propria pagina di vip, così i nostri amici non effettueranno più una democratica e paritaria richiesta di amicizia nei nostri confronti ma dovranno diventare nostri FAN! Diabolico!
La classifica di Twitter comprende anche la sezione TwitterElite che ha un bel vantaggio: può essere filtrata per località o per tag di qualsiasi altro genere. Qui potete ammirare l’elite torinese! Ma non fatevi ingannare: le classifiche possono essere raggirate in mille modi diversi!!! [Se fate una ricerca per la tag Torino, infatti, le cose cambiano… tranquilli non mi sono montata la testa!]
Per completare il quadretto è nato il premio per il miglior produttore di contenuti del 2008: Shorty Awards sostituirà il Pulitzer quando la carta stampata non esisterà più!
Per passare a cose più pratiche leggo qui che dalle chat di Google è ora possibile inviare sms! Non temete in Italia non è ancora arrivato e con il monopolio de facto delle reti di comunicazioni scordatevi che arriverà tanto presto!
Le domande poste da Vincos mi hanno stimolato a scrivere di nuovo sul blog dopo quasi un mese (… il tuor de fource di questo periodo ha dell’incredibile…). Definirci Generazione Y, Google generation o facebook generation non aiuta ad analizzare la situazione: indipendetemente dal servizio che ad ondata va di moda (solo per entrare, dopo qualche mese, nella quotidianità di chicchessia) siamo una generazione che usa la rete.
Dopo questa estate del 2008 è scoppiata la moda di facebook e chiunque sia a malapena in grado di digitare una url nella barra dell’indirizzo di un browser (ma non sa decifrare una parola della frase in corso) ha costruito il proprio profilo su FB.
Almeno l’80% degli attuali utenti non sa che facebook è un social network e non sa come utilizzarlo. Nella maggior parte dei casi non vedono il mitico tasto skip (motivo per cui ho dovuto disattivare il servizio di notifiche… sono arrivata a ricevere 70 mail - in un solo pomeriggio- di inviti a cause di ogni genere e richieste di amicizie anche da parte di Babbo Natale), ma soprattuto non sono consapevoli della qualità e quantità di contenuti che direttamente o indirettamente scolpiscono sulla rete.
Si possono leggere dei movimenti quotidiani, dei tentativi di fissare un appuntamento, del racconto di fatti strettamente personali… Spesso leggo poemi sugli Wall che io avrei scritto via mail, commenti agli update di status che io avrei inviato via sms. Proprio perchè gli scambi comunicativi avvengono tra persone che si conoscono molto bene nella vita reale. Dai più FB viene concepito come una copia della rubrica del telefono e non come un mezzo per allargare le proprie conoscenze.
Le mie conoscenze della vita reale (compagni di tutte le scuole frequentate a partire dalle elementari per arrivare all’università, amici e amici di amici compagni di serate, ex colleghi di lavoro) compongono la metà del totale dei miei friends, l’altra metà sono lì dal 2006, quando ho creato il mio account e sono conoscenze fatte on line, alle quali sono legata per il blog. Molti dei miei amici off line da quando hanno scoperto facebook si chiedono come mai il nostro giro di conoscenze si aggira più o meno sulle 200 persone e io raggiungo un totale più che raddoppiato.
Da un lato un social network ha il naturale obiettivo di consolidare i rapporti ma dall’altro ha un utilizzo più importante che è quello di allargare i propri orizzonti, scavalcare i nostri limiti fisici e temporali.
E’ importante che venga diffusa la cultura del nuovo web per l’ecosostenibilità di se stesso! Qualcuno che scrive un pò meglio di me si dedichi a scrivere una bella guida di FB! E’ per il bene di tutti!
Qui sotto le slide dell’intervento di Vincos!