Non era bastato il quinquennio 2001-2006… non ci erano bastate leggi per la depenalizzazione del falso in bilancio, l’editto bulgaro e altri abusi del potere parlamentare, non ci abbiamo voluto credere che fosse davvero tutta una grande truffa… No! Ci dobbiamo provare un’altra volta per essere davvero sicuri che lo psiconano salga al potere per salvare se stesso e qualche amico dalle “grinfie” della giustizia e della magistratura!
Durante la campagna elettorale l’Italia è stata dipinta come un paese del Terzo Mondo: nessuna famiglia riesce ad arrivare non solo alla terza, ma neanche alla seconda settimana! C’erano madri che piangevano per non avere il latte da dare ai bimbi, c’erano intere famiglie cadute in povertà che elemosinavano un tozzo di pane ai semafori, c’erano vecchietti morti assiderati durante l’inverno… ora improvvisamente l’Italia si è rialzata! Si! Siamo tornati tutti benestanti, ora tutti non solo arriviamo alla quarta settimana ma abbiamo incrementato i nostri risparmi “Grazie all’abolizione dell’ICI!!!”, per strada non ci sono più straccioni che rubano e sporcano le strade: “Ci sono i MILITARI che ci difendono e che pensano alla nostra sicurezza!!!” Ma poi in fondo i problemi si risolvono in fretta “Sposatevi uno ricco”…
Se prima tutti noi eravamo quelli poveri che sporcavamo ed elemosinavamo per strada, ora siamo quelli che vogliono maggiore sicurezza per le strade!
Ma da che parte stiamo??? Siamo quelli poveri o quelli ricchi??? Ma soprattutto che cos’è la ricchezza???
Il punto però della mia polemica mattutina, che non posso fare in ufficio, come facevo fino a qualche tempo fa (perchè sono tutti apatici disinteressati e di centro destra grrrrrrrrrrrr), e quindi stresso voi, è: con il pacchetto sicurezza che verrà approvato oggi, saremo nuovamente di fronte alla solita legge ad personam che eviterà a Berlusconi di essere intercettato e soprattutto di essere processato per il caso Mills.
A voi che l’avete votato chiedo disperatamente una risposta (da anni ormai): secondo quale logica perversa e masochista godete nel vedere che il vostro premier la fa franca ancora una volta? Cos’è una specie di complesso di Edipo deviato… una sindrome che deve ancora essere scoperta??? Perchè??? Io voglio, esigo e pretendo una spiegazione! Non potete farmi vivere altri chissà quanti anni sotto il regime di un delinquente senza precedenti che ha scoperto il miglior modo per vincere i processi - farsi le leggi ad hoc (e quando questo non basta, corrompere i giudici)-, senza darmi uno straccio di giustificazione!
E’ una storia vista e rivista questa, perchè ci ostiniamo a rivivere sempre lo stesso incubo?
[E non vorrei “gufare” ma a giudicare dai titoli di oggi mi aspetto, tra non molto, un’altra bella censura sull’informazione…]
Il mio periodo di precariato inzia con un bel contrattino a scadenza presso un favoloso Call Center della periferia di Torino… Dovevamo vendere delle casse di vino (la qualità non la posso garantire ma il prezzo ragazzi era esorbitante…) Erano previsti dei regali da assegnare ai malcapitati a seconda di quanta resistenza facessero nell’acquistare quelle 12 o 24 bottiglie: un husky (venduto come “un fantastico giaccone da montagna”) oppure un “bellissimo set da somellier” (composto da un cavatappi e basta!)… Insomma… il primo mese con ben 4 ore di lavoro quotidiano 6 giorni su 7 avevo guadagnato quasi il doppio del mio vecchio stipendio… (avevo preso un incentivo per aver raggiunto un tot di vendite). Il resto della mia giornata era dedicata all’università, seguivo qualche lezione, studiavo in aula studio… ero riuscita a conquistarmi il diritto di fare, almeno in parte, la studentessa!
Tra il rinnovo del primo contratto al Call Center e il secondo doveva passare una settimana e, ormai lanciata nel mondo dei pesce cani, mi faccio trascinare da un annuncio appeso nella bacheca dell’università
“Cercasi comunicatori per il WWF”
Il termine comunicatori avrebbe dovuto far pensare ad un autore dell’annuncio poco affidabile, ma una ventunenne che non sa quale corso di laurea sta frequentando e un pò disorientata in un mondo tutto nuovo, amante degli animali da sempre, legge solo WWF e chiama. Il lavoro consisteva nell’andare a Venezia con viaggio, vitto e alloggio pagato per parlare del “WWF alle persone”! Dopo aver dato gli esami nella sessione di recupero di novembre (nella quale ho salvato la borsa di studio) avevo giusto una settimana di tempo e, quindi, con il fare un pò vacanziero e un pò divertito parto alla volta di Mestre!
A destinazione incontro altri studenti universitari alla ricerca dei soldi facili senza alcuna idea di cosa dovessimo fare; provenienza: Milano! Raggiungiamo finalmente il punto di incontro e troviamo la nostra responsabile: una ragazza bolognese più squattrinta e più dispereata di noi! Affittiamo 2 auto per conto dell’azienda e andiamo nell’agriturismo che ci avrebbe ospitato tutta la settimana. La mattina dopo la bolognese, con molta delicatezza, ci butta già dal letto alle 6,00 e alle 7,00 precise eravamo in coda in autostrada per Padova. Alle 9,00 giungiamo finalmente a destinazione: un bel angolo di strada dove montare un banchetto (temperatura vicino allo 0) e convincere i passanti a firmare niente meno che un RID bancario di 80.000 delle vecchie lire di donazione annuale per il WWF!!!
Di quel giorno ricordo solo che una signora impellicciata (??) mi ha firmato il RID (di donazione per il WWF) dicendo “ohhh ma poveri ragazzi… ma chi è che vi stare qui???” Il ritorno in agriturismo è avvenuto verso le 21,00 (il pranzo è stato un panino velocissimo nel bar di fronte) e la previdente bolognese aveva comprato un pacco di pasta da 500 gr in 8 e un barattolino di sugo pronto con i quali abbiamo cucinato un tristissimo piatto di pasta! Tutto sommato però (esclusa la complice dell’inganno “mangia tortellini”) tra di noi avevamo stretto subito una certa amicizia e una certa solidarietà! Abbiamo fatto baldoria, malgrado la stanchezza, per un bel pezzo della serata per poi alzarci alle 6,00 del mattino dopo, assolutamente distrutti.
Scopriamo il terzo giorno che le 150.000 lire giornaliere promesse sarebbero state versate solo al raggiungimento di un certo numero di contratti firmati. A fine settimana avevamo stretto una bella amicizia tra di noi e un odio profondo per chi ci aveva teso la trappola, compresa la bolognese, la quale, sentito puzza di rivolta e ribellione, cercava di mediare i ruoli che ricopriva. Purtroppo alcuni di noi non raggiunsero il numero di contratti richiesti e non vennero pagati, ma ancor peggio i contratti che avevano fatto firmare (quasi con la forza) se li accaparrò la “tortellina”, che aveva diritto ad una percentuale su ogni contratto firmato. Sabato sera, una volta fatti i conti e visto l’ordine di bonifico partito a mio nome, avrei dovuto proseguire alla volta di Milano ma tornai a Torino a gambe levate, riflettendo, nel lungo viaggio di ritorno solitrario, che mai più sarei caduta in queste trappole mostruose!
Una volta tornata a Torino ricomincio a lavorare nel call center ma dopo qualche giorno (e una telefonata ad una pensionata calabrese che mi ha salutata dicendo “Signorina, tu sei tanto gentile ma con questo ordine mi hai fatto spendere tutta la pensione”) proprio sul punto di entrare nell’open space per sedermi alla mia postazione ho fatto un giro di 90° su me stessa e sono entrata nell’ufficio della psicologa che mi aveva fatto il colloquio e le dico che me ne vado… per un mese ero ancora coperta grazie alla liquidazione…
Ricominciai così a guardare la bacheca dell’università, leggere gli annunci sui giornali e a fare il giro delle maledette interinali che alla fine non mi proponevano mai niente ma mi facevano scorrazzare da una parte all’altra della città per farmi i colloqui interni…
In mezzo a tutti questi problemi da adulta, ero pur sempre un’adolescente con tutti i problemi di un’adolescente… le paturnie, gli ormoni impazziti, la confusione disarmante, la voglia di libertà, la solitudine infinita…. i primi amori, i primi dolori. Il mio primo amore si era presentato in terza superiore: un mio compagno di classe spostato da un altro liceo per indisciplina! Proveniva da un ceto sociale nettamente diverso dal mio: padre dentista e madre psicologa! Prima di partire per il w-e i genitori gli lasciavano 100.000 lire sul comodino mentre lui dormiva il sabato pomeriggio. Già perchè spesso i sabati mattina tagliavamo da scuola e andavamo al baloon o davanti all’università… una gran fatica!
Dopo queste allegre mattinate io correvo al bar con l’ansia di combinare qualche guaio, ma poi filava sempre tutto liscio e nessuno si accorgeva delle mie alterazioni: ero solo una ragazzina dietro il bancone di un bar in fondo! Finivo di lavorare verso le 23 e correvo a casa del mio lui trovando puntualmente quel quadretto così lontano dalla mia vita: un ragazzino ancora un pò fuso che si crogiola nel letto con il corrispettivo del guadagno di 2 mie giornate di lavoro sul comodino che gli è stato lasciato di diritto mentre lui DORMIVA! Questa, col senno di poi, era la differenza fondamentale tra quelle due giovanissime anime che si erano innamorate e che volevano percorrere un pezzetto di vita insieme tenendosi per mano!
L’anno successivo quel ragazzino un pò viziato mi lasciò per una mia compagna di classe cabinotta che odiai dal primo giorno della prima! Ne feci una specie di ossessione: le davo sempre contro, nutrivo sentimenti immaturi, insani, avevo reagito molto male e non c’era niente e nessuno che mi faceva ragionare… quell’anno al bar subii una specie di promozione - i responsabili erano temporaneamente andati ad aprire un altro bar e mi lasciarono delle responsabilità che ero troppo giovane per sostenere… ma ero anche poco matura per rifiutare… Mi trovavo ad uscire dall’aula per parlare al cellulare (ero l’unica ad averne uno allora) con il commercialista o con il fornitore della birra!!! Conclusi la quarta superiore con un eritema sulle mani per lo stress: fu l’unica occasione della mia vita in cui ebbi un eritema.
Concluso finalmente il liceo e la tortura di quei due che mi stavano intorno tubando (non voglio raccontare che trauma è stata la gita) ritorna un pò di serenità sentimentale… Inizio finalmente a guardarmi intorno ad accettare gli inviti a bere qualcosa! E a divertirmi! Tutto il primo anno dell’università è stato un turbine di emozioni, di incontri e conoscenze significative, fino a quando non ho combinato un gran casino, che non sto adesso a raccontare, che ha fatto incazzare non poco un ragazzo di qualche anno in più di me… è proprio vero che i 20 anni non si scordano mai…
Ricapitolando mi trovavo con gli esami da passare assolutamente a settembre altrimenti sarebbe andato in fumo… (anche se ormai non si trattava più di quel sogno da liceale, ma piuttosto una mia soddisfazione personale), un gran casino sentimentale e il lavoro al bar che ormai non sopportavo più ma che ero costretta a portare avanti per un fattore puramente economico…
Organizziamo con 2 mie amiche (Lucia e Anna) e 2 miei amici (Graziano e Luca) di salire sul mio pandino e andare in giro per un mese per l’Europa!
Prima tappa: Zurigo - Street Parade!!! Ginevra e poi 4 giorni per attraversare trasversalmente la Francia! L’ultimo tratto prima di arrivare nei Paesi Baschi consta di 300 km di strada a una corsia costellata di sagome nere con foulard rossi al collo che da lontano evocano benissimo “La notte dei morti viventi” (iniziativa del ministro per i trasporti francese in carica nel 2002 per sensibilizzare gli automobilisti e in particolare i camionisti, assidui frequentatori notturni di quella strada).
Semana grande di San Sebastian e poi semana grande di Bilbao (eravamo muniti di videocamera e di tutta quella vacanza abbiamo ben 3 nastri da 90′, dei quali quasi uno intero dedicato al Guggenheim). Si scende quindi nella capitale dopo più di 2 settimane: inzia la seconda metà della vacanza e quindi l’avvicinamento al ritorno. A Madrid leggo un annuncio in cui si cerca una barista in un bar e la voglia di rimanere lì è stata tanta. Non volevo tornare… tutti i casini che avevo lasciato a casa erano ancora tutti li ad aspettarmi… Inizio a preparare la cricca alla possibilità di proseguire in 4! Colti dal timore di doversi caricare gli zaini sulle spalle e proseguire il viaggio in treno i signorini hanno inziato a dissuadermi e a farmi spicciole morali pseudo rassicuranti “I problemi vanno affrontati”… “Non ti preoccupare, vedrai che i problemi si risolvono…”
Proseguiamo il viaggio verso Valencia, dove nasce ufficialmente la storia d’amore con il mio attuale consorte… Dopo 20 giorni di corteggiamenti romantici nei luoghi più impensati (il parco del Retiro, la playa de rosas, il centro sociale di San sebastian, le dune du Pyla…) iniziamo a fare sul serio e proseguiamo il viaggio verso Barcellona e Figueras in un tripudio di emozioni e tuffi al cuore (quella sensazione indescrivibile di quando ti innamori).
Dopo aver percorso la costa francese in direzione opposta rientriamo in territorio italiano e mi si ributtano tutti addosso i pensieri che avevo lasciato a casa… Forse l’unica cosa che sembrava positiva in tutto sto casino era il lato sentimentale… forse… già perchè non ero stata attirata nelle braccia di quello di quello che si può definire un bravo ragazzo…
Non so come i nodi inziano a sciogliersi… i problemi relazionali non si ripresentano, con lo spirito e la forza recuperati da un mese di vacanza mi tuffo a pesce su quei due maledetti esami che dovevo assolutamente passare e li passo… non so ancora come… e per quanto riguarda il bar… beh ho preso il coraggio a 4 mani e me ne sono andata con forte disapprovazione dei titolari del bar (che nel frattempo era diventata mia sorella… un dettaglio che non mi ha alleviato la penza ma l’ha appesantita come un macigno).
Inzia effettivamente il mio precariato… epoca in cui questo termine non esisteva o meglio non veniva usata (il che equivale a non esistere)…
Luglio 2001 - La commissione dell’Edisu delibera le nuove regole per l’assegnazione delle borse di studio e, quando ormai sembrava deciso il mio destino da emigrante italiana, viene fuori che per le matricole il limite del merito (il voto della maturità da 70/100 in sù) non era più previsto!
Una semplice delibera di un gruppo di annoiati burocrati che ha cambiato la vita di quella che allora era conosciuta da tutti come Danielina (in realtà mi chiamano tutti così per la mia elevata statura)! Mi sentivo così grande però! Così contenta! C’era qualcuno da qualche parte che mi voleva bene! Senza fare nulla mi pioveva addosso la possibilità di realizzare il mio sogno!
Pre-iscrizione immediata alla facoltà di Psicologia e al corso di laurea in Scienze della Comunicazione: mi aspettava a settembre il test di ingresso per entrambe!
Parto per la Croazia con un gruppetto di amici e mi butto a capofitto sugli Alpha Test pensando che se non avessi superato entrambi i test sarei partita per Londra (Ilenia, la sorella del mio amico era sempre lì che mi aspettava!).
Test di ingresso alla facoltà di Psicologia
25. Gamba Daniela
Test di ingresso alla facoltà di Psicologia
251. Gamba Daniela
Il limite di ingresso per Sci.de.com era fissato a 250. Ero il nome proprio sotto la riga rossa (conversazioni, vicino a me, intorno ai risultati esposti in lunghissimi cartelloni e non disponibili online - erano ancora altri tempi “ma guarda questa Daniela che sfiga… ma chi sarà! Proprio sotto la riga rossa!!!”) In base a criteri assolutamente discutibili e totalmente privi di fondatezza ho scelto di inziare quel corso di laurea che avrebbe dovuto farmi diventare una giornalista. In realtà io non avevo la benchè minima conoscenza degli sbocchi professionali: sapevo solo che i mezzi di comunicazione di massa (???) sarebbero stati l’oggetto del mio studio!
Uno scalino raggiunto con tanta fatica e tante difficoltà, sfumato poi in una decisione presa senza la minimia coscenza del futuro che mi avrebbe prospettato! Una scelta maturata sulla base della Guida degli studenti in cui si leggono degli obiettivi formativi mal scritti e mal posti e alla voce sbocchi professionali una serie di paroloni ad effetto che non avrebbero toccato la realtà neanche nella mente di un alcolizzato di Dostojevsky!
Iniziano qui le prime vere contraddizioni della vita: quelle che viviamo tutti i giorni, entro le quali cerchiamo di trascorrere le nostre giornate in uno pseudo equilibrio.
Il primo anno di università va malissimo! Lavorando dietro quel bancone che mi stava tanto stretto da togliermi il fiato non trascorrevo tanto tempo a Palazzo Nuovo e mi sfuggivano tanti meccanismi di quella realtà, compreso il metodo di studio e la preparazione di un esame. Accettavo i voti che mi rifilavano con tanta pena per non perdere quella maledetta borsa di studio, che di certo non mi pagava le spese quotidiane (mi bastava giusto per i libri) ma, se non altro, mi esonerava dal pagamento delle tasse semestrali (che per la fascia minima si aggirava intorno ai 3000 €: che equivalevano più o meno a 5 mesi pieni dei miei miseri stipendi!).
Nell’estate del 2002 volge tutto per il peggio: mi bocciano ad un paio di esami e mi si prospetta la possibilità di perdere il diritto alla borsa di studio per il merito (dovevo superare 30 crediti 6 esami su 8 per ottenere la borsa anche l’anno dopo), il lavoro al bar era diventato ormai insopportabile! Imputavo a questo lavoro che ormai disprezzavo la colpa dei miei bassi profitti scolastici e mi sentivo incastrata: come fare a pagarmi le spese quotidiane (non che io abbia mai avuto grosse pretese… i vestiti li ho sempre comprati al mercato, al baloon, o nei negozi di bassa qualità… ) e contemporaneamente frequentare l’università decentemente??? Beh avevo bisogno di una vacanza per pensarci …
…davanti alle frustrazioni, alle amarezze, alle difficoltà, alle perdite, al precariato! Un film sarcastico per dipingere uno spaccato dell’Italia di oggi.
Il momento giusto per me di vedere questo film. Giovedì sono uscita dal precariato! Ho firmato un contratto di lavoro vero. E per vero intendo con tutte le carte in regola: i permessi, la mutua, le festività pagate, le ferie… Incredibile! In 10 anni di lavoro è la prima vera offerta! Non si scherza più ora! I manager impinguinati mi dedicano tempo per farmi offerte di lavoro reali e le aziende che lascio si incazzano perchè rifiuto le loro controproposte!
Se mi volto per un attimo indietro ripenso a quanta fatica mi sia costata l’istruzione. Sono entrata in un mondo del lavoro di bassissimo livello: ho trascorso anni dietro il bancone di un bar circondata da persone che non sapevano pronunciare nell’ordine un soggetto, un verbo e un complemento!
La mattina però andavo a scuola: avevo scelto il liceo scientifico perchè volevo fare medicina! Spesso mi capitava di addormentarmi tra il portapenne e il quaderno ad anelli perchè per raccattare un misero 6 di italiano o storia dell’arte studiavo un paio di ore dopo le 22, quando staccavo dal bar! Avevo un sogno: quello di raggiungere un alto livello di istruzione! Per me era importante non rinunciare per alcun motivo alla scuola, per quanto non avessi nè il tempo nè la maturità di portarla avanti parallelamente ad un lavoro! Con un misero 67 mi buttarono fuori dal liceo dopo aver conquistato con tanta fatica 3 settimane di libertà dal lavoro (non pagate ovviamente: ero in nero…) per studiare per la maturità! In quelle 3 settimane ho studiato l’intero programma di letteratura italiana mai visto durante l’anno (i compiti scritti li copiavo da quella santa della mia vicina di banco: quella che oggi è la mia insostituibile amica più cara). Ancor prima di parlare di maturità, nel gennaio del 2001, dovevo fare i conti con il futuro. Volevo fare l’università, già, ma con quali soldi????
Informazioni fresche all’Edisu (in cui tra l’altro mi dissero di andare in vacanza prima di pensare all’università) mi indicavano che per la borsa di studio era necessario un reddito inferiore ad una certa quota (e rientravo alla grande) e un voto della maturità minimo di 70/100. Molti professori conoscevano la mia situazione ma non hanno mai fatto nulla nè per aiutarmi nè per favorirmi in qualche modo! Solo l’insegnante di disegno, prossimo alla pensione e Leghista convinto, dopo una serie di scontri politici, si era affezzionato a questa ragazzina ribelle, incazzata con un mondo, che non era stato gentile con lei, mi dava dei consigli su come ottenere del tempo per studiare per la maturità.
Purtroppo il commissario di disegno capitò esterno quell’anno, ma filosofia e storia (8 e 7 in pagella) era un commissario interno! Puntavo tutto su di lui: si chiama Chiarle quell’insegnante! Gli parlai più di una volta facendo presente che per andare all’università avevo bisogno di un 70 (senza borsa di studio non avrei neanche potuto iscrivermi)!
L’esame orale della maturità è stata la mia peggior performance! Farfugliavo, non rispondevo a domande semplicissime! Mi rendo conto che Chiarle non avrebbe potuto fare miracoli!
Ma quando vidi i cartelloni sbiancai: 19 anni e ti senti crollare il mondo addosso. Pensi che non riuscirai a raggiungere il tuo sogno (quello che per quelli intorno a te è un obbligo)! La mia vicina di banco, vicina a me anche in quel momento, mi vide con un grosso groppo in gola e mi sussurrò “Ti presto 3 punti del mio voto” Lei aveva preso esattamente 73/100… passammo tutta l’estate a fantasticare su come avremmo fatto a fare questa donazione di punti! Dietro il bancone di quello stesso bar pensavo però più con i piedi per terra. L’estate prima (durante i 5 anni del liceo le mie vacanze erano dalle 2 alle 3 settimane di permessi non pagati dal lavoro: per me aveva un costo la vacanza e un costo la perdita di 3 settimane di lavoro! Senza contare che a settembre arrivava la mazzata dei libri: la soluzione era risparmiare il più possibile in vacanza! Ma anche su questo sono sempre stata convinta: non avrei mai dovuto rinunciare al divetimento altrimenti non sarei sopravvissuta. Staccavo dal lavoro e rientravo a casa anche all’alba, seppur avessi giornate intense da affrontare!) avevo passato delle splendide vacanze estive: Londra e poi Amsterdam.
Quelle giornate di Luglio post-maturità erano fitte di pensieri tristi e sconsolati: il sogno università era sfumato dovevo andare a Londra, lavorare sodo portarmi a casa un mucchio di sterline e iscrivermi! Telefonai più di una volta alla sorella del mio amico, che ci aveva gentilmente ospitati l’estate prima. Naturalmente lei era disponibile anche per venirmi a prendere all’aereoporto!
Vorrei poter ascoltare tutti i giorni Viva Radio 2 come qualche tempo fa per deliziarmi ancora di quella satira pungente che (purtroppo) dice sempre l’amara verità!!
Grazie a Cattiva Maestra è tornato tra noi lo smentitore ufficiale di sè stesso. Un vecchietto che sempre più spesso soffre di amnesia, come d’altronde qualsiasi anziano di quell’età che dopo una lunga e faticosa vita passata a lavorare onestamente meriterebbe la pensione! Forse sta qui la logica perversa degli italiani: vogliono farlo lavorare ancora, anche se evidentemente non è più nelle facoltà per farlo, perchè non si merita ancora la pensione!
Come sappiamo Beppe Grillo con il suo sito ha scalato le classifiche dei blog mondiali, non tanto perchè sia un blogger molto bravo (non è neanche un blogger, poichè non partecipa alle discussioni che suscita con i suoi post) ma perchè la struttura del suo sito è tecnicamente quella di un blog. I commenti non servono a creare discussione con l’autore ma più che altro a far discutere i suoi partecipanti.
Concettualmente, spesso, mi trovo d’accordo con ciò che scrive Grillo: effettivamente esprime i luoghi più comuni, si lamenta come facciamo noi davanti alla macchinetta del caffè in ufficio e usa un linguaggio estremamente semplice. L’iniziativa Meet up è un buon elemento democratico: in ogni democrazia dovrebbero esistere gruppi del genere anche se rappresentano la loro primordialità. Se mai riusciremo ad evolvere questo sistema in cui viviamo che ci ostiniamo a chiamare democrazia, ci renderemo conto quanto gruppi di iniziativa spontanea che si muovono sul territorio e per il territorio debbano diventare la regola, senza mettere su poltrone regali persone che automaticamente si allontanano dal territorio e dalle persone che li hanno eletti per gestire la cosa pubblica.
Qualche post fa di Sonounprecario, in cui ci si chiedeva quale scopo avesse BeppeGrillo di scalare le classifiche del Time, vengono riportati questi due link che mi sono letta con interesse per capire fino a che punto Grillo sia un venduto come quelli che lui stesso giudica.
Nella pagina delle condizioni di vendita viene riportata più di una volta l’intestazione dell’azienda di consulenza ICT cui si è appoggiato Grillo per gestire il suo e-commerce. Emerge, da queste pagine, che il ruolo di Casaleggio Associati sia unicamente la consulenza ICT demandata da Grillo stesso. (Per altro io noterei la trasparenza con cui sono state redatte le condizioni di vendita: in pochi spazi on line ho letto condizioni del servizio così chiare e trasparenti. Di solito clicchiamo su Accetto senza leggere fidandoci a priori, proprio perchè sono scritte in font 8 e con termini giuridici!!).
In questo articolo viene, invece, identificata la Casaleggio Associati come l’editore di Grillo. Le motivazioni non sono sempre convinceti e io personalmente ho smesso di leggere a questo punto
Nel video della Casaleggio Associati si pubblicizza Second Life (Seconda Vita), “un mondo virtuale in 3D aperto a tutti i maggiorenni dove ogni evento della vita può essere riprodotto” [10]. Second life è ciò che tecnicamente viene definito un M.M.O.R.P.G. ovvero un Massive Multiplayer Role Playing Game (Un Videogioco di Ruolo destinato alla Massa): immaginate un videogioco in cui possano partecipare contemporaneamente centinaia di migliaia di giocatori (se non milioni) collegati in rete, ognuno con il proprio personaggio (avatar), con un proprio conto corrente e varie proprietà mobili ed immobili. Esso è stato creato dalla LindenLab, reso disponibile in rete nel 2003, oggi può contare quasi 8 milioni di utenti nel mondo (dato di luglio 2007[11] Poco si sa su questa strana piattaforma, ma nei media si sono già iniziati a denunciare episodi alquanto sgradevoli accaduti all’interno di questo “mondo secondario”, anche se la vera natura estremamente deviante non viene adeguatamente sottolineata! E’ un mondo estremamente deleterio e pericoloso per la psiche umana. Casualmente sia Beppe Grillo (con tanto di avatar) che Antonio di Pietro hanno il loro sito proprio in Second Life…
Magari su disinformazione hanno davvero qualche lacuna informativa, poichè non è vero che si sa poco su questa strana piattaforma e vorrei capire per quale motivo (visto che non se ne sa nulla) dovrebbe essere deleterio e pericoloso per la psiche umana. Mi sa che chi scrive su disinformazione ha il dente avvelenato per la rete in genere e forse, provenendo dalla carta stampata, non accetta il fatto che i giornali sono destinati ad una non molto lontana fine.
Per quanto mi riguarda non ritengo sbagliato che Grillo venda i suoi spettacoli o i suoi Dvd - tutti noi abbiamo uno stipendio e di certo non chiediamo all’amministratore delegato dell’azienda che cosa compie di eticamente corretto con i soldi che amministra (anche se in un mondo ideale dovremmo farlo) - e, nel caso davvero, avesse un editore significa che è un editore coraggioso che gli lascia dire pressocchè ciò che vuole. E’ una voce che raccoglie centinaia di migliaia di italiani utilizzando la rete come un mezzo di comunicazione di massa. Chi la conosce, la studia e la abita quotidianamente sa che è molto di più: ma quanti siamo? Poche migliaia di persone in tutta Italia (prenderei come numero rappresentativo il numero di iscritti italiani a Twitter). L’Italiano medio guarda la Tv e legge il giornale in ufficio, Grillo ha portato tante di quelle persone anche davanti al pc. Non è poco!
In ogni caso, guardando da un altro punto di vista la blogosfera emerge un’altra dura e amara verità: la blogosfera ri-crea spesso e volentieri quello che inzialmente emergeva spontaneamente. Le polemiche spesso sono pilotate: basta una telefonata ed ecco che improvvisamente tutti parlano della stessa cosa (che rimanda ad un unico link!) pur in assenza di Blogbabel. La natura della società italiana tremendamente corrotta dalla seconda repubblica (e in declino con la terza) non può essere modificata da un mezzo di comunicazione!
Le cose da fare sono sempre troppe e in più questa volta le tecnologia non mi è stata proprio di aiuto. Volevo pubblicare il mio Muxtape a tema per il 25 aprile ma il mio hard disk esterno che contiene 250 GB di musica ha deciso di abbandonarmi.
Vicino alla mia nuova casetta "casualmente" esiste un negozio per soli geek dove ho smontato l’HD e l’ho rimontato con un accrocchio che fa passare la corrente! Con la modica cifra di 15 € ho recuperato HD e soprattutto dati! Il problema si trovava semplicemente nel trasformatore e quindi, come qualsiasi "consumatore" farebbe, contattati a inzio settimana la consulenza via e-mail. L’indirizzo lasciava presupporre fosse un’assistenza italiana (support-it@trekstor.de) quindi ho scritto in italiano: mi rispondono (fortunatamente dopo poco) dicendomi di scrivere in inglese, spagnolo, tedesco o francese (…) Alla risposta in spagnolo segue la raccomandazione di rivolgermi dove ho comprato il prodotto. Indovinate dove ho comprato il prodotto io? Da mediaworld, dove, almeno qui a To, i commessi ne sanno meno dei clienti e se hai bisogno di un aiuto ti consigliano di buttare via e comprare nuovo.
Alla fine il negozio geek è sempre la soluzione migliore e io anche se in ritardo vi propongo la mia cassetta per il 25 aprile! L’ultimo giorno glorioso per il nostro popolo.
Il lavoro di Nicola, Antonella e tutta la Elastic durante questa campagna elettorale ha scatenato una serie di reazioni a catena e una improvvisa consapevolezza nella nostra società che esiste il web.
10 domande alla chiusura della campagna elettorale ospita un discreto numero di video di domande (43) ed altrettanti video di risposta (anche se questi sarebbero dovuti essere 150), ma soprattutto un’infinità di voti (oltre 4000). Oltre ad osservare numericamente che gli italiani non sono ancora ben consapevoli della partecipazione diretta attraverso la rete, si esplicita come la maggior parte dei candidati premier non si siano scomodati per dare delle risposte ai loro concittadini, e, tra quelli che l’hanno fatto, si possono osservare una certa incapacità nella gestione del mezzo e un alto grado di confusione. Per altre osservazioni rimando all’ultimo post di Nicola, che promette un report sull’esperienza (e che spero di poter leggere).
La confusione è data dal fatto che ciascuno ha voluto urlare dalla propria postazione senza utilizzare tutti la stessa piattaforma per instaurare una vera e propria conversazione. Faustino, pur avendo poi anche risposto sul sito di 10 domande, ha lanciato un appello (anche un pò agghiacciante) ad inzio di campagna elettorale il cui incipit recita "Pvoate a mandvci delle domande…" [con quel provate che sottointende un concetto di nuovo che nessuno sa fare!] In contraddizione a questa evidente inconsapevolezza dell’esistenza della rete la Sinistra Arcobaleno ha utilizzato un blog anche carino graficamente (nel template c’è una due cavalli per tutti i nostalgici degli anni ‘70) in cui il registro comunicativo non era poi così fuori luogo. (Ci sarebbe poi anche da fargli un bel corso accellerato di posizionamento sui maggiori motori di ricerca! Ma si possono comprare mille domini diversi???) Fino alla fine della campagna elettorale si è dimenticato Faustino, come hanno fatto tutti gli altri candidati, di ricordare agli elettori che avrebbero potuto fare riferimento al loro blog, ai loro video e alle risposte date su 10 domande. Nicola osserva, infatti, che l’iniziativa ha avuto poca visibilità off line ma chi meglio degli stessi candidati (ovunque in questi ultimi due mesi) avrebbe dovuto dare visibilità alla piattaforma? La scelta di party è stata, infine, una bellissima inziativa che, però, non si è diffusa oltre il passaparola! [Ciò non toglie che, per quanto mi riguarda, politicamente Fausto rimane la miglior persona che abbiamo]
Ma continuamo con la confusione… Punto Informatico, invece di fare una telefonata ad Elastic o al Sole24 ore ha ben deciso di riprodurre in forma scritta il concetto di 10 domande, dedicando uno Speciale Elezioni sui temi più scottanti per la Rete italiana. Ciò ha prodotto delle risposte da parte dei candidati in numero esiguo e, per la stragrande maggioranza, sempre di stessa parte politica dei candidati che si sono scomodati per 10 domande. [Diciamolo chiaramente lo psiconano e la sua ciurma non si preoccupa minimamente di darci delle risposte ma solo di promettere di toglierci il bollo dell’auto per accalappiare i più indecisi e qualunquisti e assicurarsi altri 5 anni seduto sui nostri soldi e sulle nostre teste!]
Il sito di MTV ha deciso di indottrinare il suo giovane pubblico sulle modalità di esercizio del voto (unico strumento ad oggi che rappresenta debolmente il concetto di democrazia nelle nostre "evolute" società). Negli ultimi 50 anni della nostra storia abbiamo imparato che il primo voto non va, per la maggior parte dei casi, a buon fine: capita a moltissimi giovanissimi di lasciare in bianco o annullare in qualche modo la scheda per incapacità di decisione. Ora l’inziativa di MTV mi sembra perfetta, come stile, come coerenza con il proprio target, come qualità di informazione. Vorrei allora sapere perchè il Ministero degli Interni ha dovuto redarre questo pdf, spendendo qualche migliaia di €, con un registro linguistico neutro e delle informazioni basilari (che non approfondiscono ne l’educazione civica che gli italiani notoriamente non hanno mai ricevuto nè tanto meno il significato del voto e di democrazia)?? Mica sarà solo perchè lo psiconano ha iniziato a piangere perchè il suo simbolo non era l’unico crocettabile sulla scheda????? ["La grafica delle schede non va bene ci sono 13 simboli in più!"]
Uno dei maggiori free press distribuiti in Italia, City, ha, poi, pensato di sfruttare a sua vantaggio l’idea di 10questions lanciando un appello dalla sua prima pagina e invitando i lettori ad inviare una domanda ad una casella mail, che il giornale si sarebbe preoccupato di girare ai candidati. Non ho più visto nulla sull’argomento, sfogliando distrattamente le copie dell’agglomerato di carta che ogni giorno mi viene rifilata nel tragitto da casa all’ufficio (se sapete cosa abbiano fatto delle domande ditelo!).
La sinistra critica ha realizzato sul suo sito una minifiction per presentare il programma proposto, ma di nuovo Turigliatto non l’ha fatto presente in Tv!
Se la PDL, non si è minimamente sforzata di adattarsi alla nuova società in cui tutto il resto del paese cerca fatocsamente di vivere, il PD si è scatenato sul web: oltre alle immagini geek e alle videochat (dalle quali Nicola ha estrapolato le risposte alle 10 domande), sono stati girati video dal sapore UGC (altri video censurati sono stati davvero creati dal basso), si è fatta molta attenzione alla comunicazione di Obama e si è cercato di stargli dietro con tanto di testimonial (da NeriMarcorè a niente popò di meno che George Clooney), si sono venduti pezzi di strada percorsa dal celebre camper, si è sottoscritto un appello per il software libero (con l’improponibile slogan di World Wide Walter) e si sono realizzati incontri su Second Life (con un bellissimo avatar della Finocchiaro e della sua bodyguard).
I socialisti non sono stati da meno con una comunicazione sul web molto consapevole, anche se tutta orientata contro gli avversari.
Tutto questo urlare, ognuno dal proprio pulpito, non solo ha creato gran confusione ma ha dato ancora più sfiducia a chi di politica e soprattutto di web non si interessa mai. Riporto solodue delle opinioni dell’italiano medio e diciamo che il taglio generale è quello. Ecco quindi che sorgono anche le reazioni attive a questa confusione, a questo continuo urlare senza che nessuno si sia fermato ad ascoltare.
Il voto di sfiducia costruttivo, girato in una catena di Sant’Antonio via mail e poi finito sull’editoriale del Corriere della Sera, che propone due voti contradditori al Senato e alla Camera che si annullano a vicenda e analisi economiche decisamente attendibili ma un pò fai-da-te, anch’esse girate in rete e poi quasi affermate.
La rete, però, è sempre quella che reagisce di più, meglio e con maggior consapevolezza. Oltre ad una formazione di governo proposta sulla fiducia e alla declinazione della politica sui videogiochi, la chiusura della campagna elettorale con una puntata di un programma di proprietà di uno dei candidati (che ha fatto sei milioni di telespettatori e il 24% di share!!!) è stato egregemente raccontato in una live chat ospitata da Anonimo Italiano. La puntata speciale del programma è stata percepita come un evento dagli elettori, esattamente come quel famoso face-to-face del 2006. Nella live chat Sonounprecario, Antonio Vergara, Biagio Raucci, La Privata Repubblica, Liberamente, Kagliostro e Terzo Occhio (tutti vicini a forze politiche opposte) hanno commentato e smentito ciò che i candidati di volta in volta hanno cercato di far credere agli spettatori: l’eleganza e l’alto livello di cività che si sono dimostrati in quella livechat dovrebbero essere di esempio soprattutto alla psiconano che ieri sera ha dimostrato per l’ennesima volta di essere un enorme pagliaccio, di non avere interesse a governare un paese se non per gli scopi altamente personali che può raggiungere attraverso quella posizione. Voglio solo far notare che al nano è stato chiesto due volte in questa campagna elettorale cosa ha intenzione di fare per il precariato (per recuperare i danni mostrusi che ha fatto lui e li suo governo di mafiosi pidduisti con la legge Maroni) e una volta ha risposto di sposarsi suo figlio (e quindi lascia sottointendere una spinta verso la poligamia) e ieri sera non ha neanche risposto dicendo che è più importante il problema dei pensionati!!!Vittorio, Massimo e Federico hanno espresso precisamente cosa frulla nei miei pensieri quando penso allo psiconano. Non aggiungo null’altro perchè non vale la pena parlare del più grande truffatore di tutti i tempi.
Concludo solo appellandomi al vostro buon senso: Non buttiamo via l’Italia!
- E’ lo stesso appello che feci nel 2006, non è che portò molta fortuna ma ci salvò in calcio d’angolo da una probabile dittatura - Io sono in ansia e fino a lunedì sera non dormirò… se le cose vanno male preoccupatevi per me!
Eccomi io sono qui… il partito a me più vicino pare esser eun partito di cui conosco solo il nome, non ho mai visto un rappresentante e non so se sia all’interno di qualche coalizione… ora mi informo poi vi faccio sapere eh! Di certo quelli da cui sono più lontana sono stati abbondantemente indovinati e spero sempre che stiano molto lontani da me!