March 22, 2008
Mercoledì ero a Milano ad Arteq Summit 2008 un evento organizzato dal Forum della NetEconomy e da Wireless che si è proposto di fare il punto sullo stato dell’arte delle nuove tecnologie per i beni culturali.
Ho potuto seguire solo la mattinata della sessione plenaria (poichè il pomeriggio ero occupata per il nuovo lavoro) ma devo ammettere che gli input sono già bastati. In generale l’evento è stato molto ricco di contenuti ma poco curato nei particolari: non è mai stato chiesto se la platea avesse domande e d’altronde non hanno mai ceduto la parola a qualcuno diverso dagli speaker e, in seconda battuta, la presentazione dell’evento a cura del presidente di Wireless ha sottolineato più volte come questo evento avrebbe dovuto avere come scopo la creazione o il rafforzamento della rete tra i produttori di tecnologie e i responsabili di musei, mostre ecc., ma poi lo Spazio Oberdan non offriva uno spazio fisico per fare rete (non un bar, non una saletta, non un ingresso spazioso, non una saletta coffee break); infine, la rete ha dato non pochi problemi: del wi-fi manco a parlarne e la LAN ha dato fastidio in qualche modo in tutti gli interventi.
Gli speach che ho potuto seguire sono stati molto interessanti. Vediamoli nel dettaglio (anche se non sono ancora disponibili le slide sul sito nè tanto meno saranno disponibili dei video, dato che in sala c’erano solo 2 anacronistici fotografi che avranno fatto centinaia di foto alle slide!!!)
Paolo Cavallotti, responsabile ufficio internet del museo nazionale della scienza e tecnologia Leonardo da Vinci (Milano), ha presentato una serie di esperimenti effettuati in rete dal museo. In primis il Progetto didattico Cimeli, all’interno del quale gli studenti delle superiori hanno simulato il processo seguito dai ricercatori museali suddiviso in due fasi: osservazione e studio. Per ciascun oggetto storico on line sono disponibili tutta la documentazione presente al museo e si conclude l’attività didattica giocando a progettare e allestire virtualmente una ipotetica mostra. [Notare che Cavallotti ha sottolineato come gli utenti interrompessero nella maggior parte dei casi l’attività perchè richiedeva troppo tempo]. Un’altra attività che richiede la partecipazione degli utenti è "Ti ricordi?", data la storicità locale del museo (un pò come il museo Egizio a Torino, questo è il luogo dove tutti gli autoctoni dalle elementari alle medie vanno almeno 3 volte all’anno in "gita"), strutturato su 3 livelli, integrato con postazioni multimediali in loco. Le attività interattive richiedono in un caso di scrivere come ci si ricorda la visita al museo effettuata qualche anno fa (notate sulla vostra destra la classifica delle parole più ricordate…una tagcloud fatta a mano!), in un seconod caso di caricare foto di oggetti che evocano ricordi e con un qualche valore storico (la partecipazione è stata scarsissima) e in un terzo caso si richiede di partecipare ad una riproduzione del famoso giochino Memory (statistiche di accesso altissime!). Per concludere Cavallotti ha velocemente accennato ai progetti di 3D all’interno dei quali hanno sviluppato Leonardo Virtuale e presto sarà online un simulatore del funzionamento di un elicottero. Un ultimo appunto le FAQ riguardanti il museo si chiamano sul sito "Fatti un’opinione" e intorno ad esse ruotano eventi organizzati mensilmente: un canale di unione tra utenti e museo molto più efficace di tutto il resto!
Come qualsiasi giovane appassionato e soddisfatto del proprio lavoro ha parlato visibilmente emozionato e ha trasmesso in ogni songola parola tutta la sua dedizione al museo.
E’ la volta di Francesca Alonzo Responsabile di Alphabeti che ha presentato una serie di nuovi format sperimentati al Museo dell’accademia di Firenze, nella città di Cosenza, e in una serie di basiliche calabresi. Molto orientati al marketing museale, il loro obiettivo è quello di dare memorabilità all’esperienza della visita, ricreando momenti estremamente emozionanti che lascino il segno. Il format denominato I’m Vr (Virtual reality) basato sul 3D perchè, essendo abituati a relazionarci con lo spazio, influenza maggiormente i nostri canali percettivi, che da priorità all’internazionalismo (in effetti non usciremo mai dall’Italia se continuamo parlare solo Italiano oppure ad abbozzare un inglese maccheronico - www.grecia.it è greco ma parla in italiano!), basato sui principi di edutainment e di personalizzazione. Di tutto ciò non abbiamo potuto vedere niente (tranne un video orrendo in cui una statua di marmo animata ha ballato sulle note di Saturday Night Fever) poichè la rete è crashata! Ci ha però potuto aggiungere che la sua azienda è imbarcata in un progetto che mira a creare network di aziende e musei per sviluppare la nascita di nuovi servizi di marketing di (non ben identificata) nuova generazione.
Marcello Persiani, agitato quanto me alla discussione della tesi, PM della 3M, ha mostrato gli incredibili progetti che l’azienda dei post-it e delle spugne ha sviluppato. Un sensitive space system in cui attraverso un’interfaccia Touchless (che rileva solo il movimento del braccio e della mano) è possibile navigare una serie di contenuti tra cui uno spazio dotato di webcam in cui poter lasciare la propria faccia in un guestbook visuale. Un altro progetto che prevede un sistema di interazione a pavimento e a muro oltre che la trasformazione di una vetrina di un negozio in uno schermo interattivo. Il tutto velocemente spiegato attraverso due case studies in cui l’interazione è stata da parte di ogni genere di utente particolamente interessata e divertita. Inutile dire quanto ne fossi entusiasta. (E non so quanto mi sono moriscata la lingua… mi è davvero pesato non poter fare domande).
Ma ecco che verso le 12 prende la parola l’unico senza vestito, dai lineamenti non propriamente italiani. Si presenta Karim Ben Hamida, responsabile del Portale della cultura italiana (si proprio quello di Italia.it e qui mi sono dovuta alzare per non fare domande!!) Ha parlato del grande progetto al quale lavora dal 2001 in cui rientra l’accordo con i grandi database culturali (Alinari per le foto, le schede di Touring Club per le città italiane, ecc…) del quale abbiamo visto qualche scorcio ma del quale sorprendentemente è online solo con una maschera di accesso. La categorizzazione è ha faccette e il motore interno non funziona ancora!!! Di italia.it ha parlato sommessamente e di striscio dicendo che con il nuovo governo si vedrà a chi verrà riassegnato l’incarico e che si impara dai propri errori (!!!!!) [veramente anche da quelli degli altri… non è che se lui personalmente non aveva mai visto un sito in vita sua può sbagliare di qualche milione di euro!] La presentazione è stata la più noiosa: lui era impreparato e aveva visibilmente paura di essere linciato! [ma io dubito che qualcuno in sala conoscesse la vicenda di Italia.it]
Dulcis in fundo compare una donna magnifica Silvana Toffolo, PM di un centro studi sui sistemi di trasporto che lavora attualmente con la torinese GTT e la Reggia di Venaria. Da luglio partirà infatti alla reggia una sperimentazione con iTacitus, un sistema di palmari e agenti intelligenti che con Gprs, Gps e bluetooth riconosce il luogo in cui si trova l’utente e fornisce un sacco di informazioni utili (ricreazione storica delle sale, suoni, aneddoti storici, curiosità, allestimento virtuale). In parallelo stanno sviluppando le applicazioni per un binocolo da posizionare di fronte ai quadri o affreschi usurati dal tempo che può sostituire l’opera di restauro (ricostruendo virtualmente l’opera originale).
Al pomeriggio mi sarebbe piaciuto assistere almeno alla presentazione di Bollo ma sono dovuta scapare.
February 4, 2008
Ad onore della mia umile e semplice tesi secondo la quale il web 2.0 darebbe vita a strumenti di e-Democracy degni di questo nome vi segnalo La lista partecipata, una iniziativa che si propone di presentare una lista in corsa nelle prossime elezioni eletta direttamente dai cittadini, che presentino proposte realmente provenienti dai cittadini. Da tenere d’occhio.
Qualche tempo fa avevo appuntato una serie di articoli a questo proposito.
Il web 2.0 può e deve essere utilizzato dalle P.A. proprio perchè i principi fondanti del web sociale sono per molti aspetti i principi alla base della cosa pubblica. Attraverso strumenti che permettono lo user generated content e la partecipazione degli utenti si porrebbe la P.A. nella posizione in cui sarebbe sempre dovuta essere: nelle mani dei cittadini! http://www.crcitalia.it/rete_crc/emilia_romagna/news/resoconto_seminario_29_ottobre.html
Non facciamo invece ingannare dai soliti forum spacciati per iniziative di e-democracy, imposti dall’alto e dove gli amministratori non partecipano e non sono tanto meno interessati a farlo. In questo articolo viene gridato al miracolo democractico con un sito Ecoparma: non ho potuto esattamente constatare come siano strutturate le pagine di discussione perchè la registrazione è riservata ai residenti di Parma. Nel caso chi passa di qui voglia descriverci meglio il sito è ben accetto (smentitemi almeno che è un forum, please!!)
Infine vi rimando ai paper di una conferenza svoltasi qualche mese che sicuramente conoscete!
Mentre spero che non si vada alle elezioni nei prossimi giorni, vado a punzecchiare la bambolina vodoo di voi sapete chi!
January 31, 2008
Si dice che il 2008 sia l’anno di Twitter, l’anno delle metriche (anche se doveva già esserlo il 2007), l’anno del boom delle NET-TV, ma si dice anche che sarà l’anno dell’accessibilità! Già quella cosa che aveva assillato la progettazione degli anni ‘90 e che in molti servizi 2.0 viene un pò dimenticata, torna a far parlare di sè!
Come leggo sul paper consegnato ai partecipanti all’ultimo convegno di CSIPiemonte, il Web per tutti, (non che io ci sia potuta andare, ma hanno mandato il mio dirimpettaio lavorativo e io gli ho rubato bellamente tutti i materiali), le tecniche si sono smaliziate e affinate e finalmente le sperimentazioni sono state fatte con reali disabili. Tra i lòuoghi comuni da sfatare c’è il javascript: anche se Jaws (il sistema operativo per non-vedenti) non lo legge attraverso un piccolo ecamotage, che col passaparola è arrivato all’orecchio di tutti, viene fruito e anche apprezzato dagli utenti disabili.
Un altro evento svolto nel dicembre passato (ma da poco è stato aggiornato il sito con i materiali dei relatori) è L’evoluzione dell’accessibilità informatica, del quale segnalo in particolare la parte di Oreste Signore, manager di W3C Italia.
Infine, per rimanere informatissimi sui sistemi di IA (Information Architecture) vi segnalo Iainstitute.
In questi giorni mi sto interessando di Enterprise 2.0, ho visto decine di interviste a Dion Hitchcliffe e ho passato al setaccio il suo blog e ho scoperto un mito che ha tradotto in italiano tutti i paper pubblicati dal re dell’applicazione alle aziende del web 2.0.
November 13, 2007
- Quell’obrobrio di Italia.it ha chiuso e, con il suo logo da centinaia di migliaia di €, è andato a farsi un giro alle Barbados (con 45 miglioni di € tutta la blogosfera avrebbe vissuto di rendita in un qualche posto esotico, con palme e casette di argilla!). Insieme a questo progetto però è naufragato anche RItalia, un progetto che avrebbe dovuto dimostrare quanto può essere influente la blogosfera, quanto può essere potente la democrazia se esercitata con i mezzi digitali …
- La settimana scorsa è stato approvato un ddl dal titolo "Misure per la modernizzazione e la semplificazione delle amministrazioni digitali", dove si include anche lìobbligo per le P.A. dal 2008 di usare almeno per le chiamate interne la tecnologia Voice Over Ip.
- taggaTo, il nuovo servizio del sito del comune di Torino, per gli utenti di TorinoFacile. Ecco il massimo di interattivo che può fare una P.A. nei meandri burocratici in cui è costretta quotidianamente.
- Attraverso questa guida si scopre passo passo come condividere i blog salvati nel proprio GoogleReader! Ce l’avevamo davanti agli occhi, ma quanti ci hanno fatto caso???
- Un microblog degno di segnalazione: metalinguaggio, autoreferenzialità… chiamatela come volete! Resta comunque interessante!
- Ennesimo giocattolino per Twitter, TwitterPoster, per vedere il proprio avatar insieme a mille altri in un’unica immagine. Gli usi sono i più disparati
October 18, 2007
L’indagine Capgemini di quest’anno (il 7° Benchmarking sui servizi pubblici in rete della Commissione Europea), che ha analizzato la situazione di 31 paesi del vecchio continente (i 27 Stati membri dell’UE più Islanda, Norvegia, Svizzera e Turchia), ci da alcuni spunti interessanti per ragionare sulla situazione italiana nell’ambito dei servizi on-line provenienti dalla P.A.
L’Italia è al 16° posto nella classifica dei servizi on-line offerti dalla Pubblica amministrazione a cittadini ed imprese, registrando un notevole balzo fra il 2003 e il 2004 grazie soprattutto ai servizi telematici offerti dal Portale del cittadino, realizzato e gestito dal CNIPA (che ha realizzato tra l’altro l’introduzione della CNS, carta nazionale dei servizi). La classifica vede al primo posto Austria, Malta e Slovenia e all’ultimo Lettonia, Polonia e Bulgaria, confermando le indicazioni emerse dall’European eGovernment Awards di Lisbona. Nel dettaglio, per il livello di sofisticazione, l’Italia si attesta al 79% (76% dato medio europeo) e per quello di disponibilità dei servizi al 70% (58% media continentale). Per l’attenzione nei confronti dell’utente (user centricity) l’Italia si trova invece al 20% (19% media europea). Soffermandosi sul Portale nazionale del Cittadino, il 7° Report europeo di Capgemini ha attestato che dispone di 24 servizi di e-Government giudicati essenziali e la qualità complessiva è stata valutata nell’82% (75% dato medio europeo): : l’Italia sarebbe quindi al di sopra della media europea. Sono diverse migliaia i servizi raggiungibili in pochi click con almeno 3 mila accessi al giorni, un terzo dei quali da parte di cittadini italiani residenti all’estero.
Il portale si presenta come una "piazza virtuale", un punto unitario di accesso, intuitivo e rapido, che consente ai cittadini di accedere dal proprio pc ad un’amministrazione pubblica amica, sia centrale che locale, semplice da comprendere e raggiungere. Uno sportello virtuale in cui trovare supporto nello svolgimento delle pratiche, risposte a dubbi e curiosità, notizie sui fatti del giorno e sui principali eventi del mondo istituzionale. Il portale è un valido aiuto anche nell’affrontare la burocrazia connessa ad alcuni eventi della vita: dalla nascita alla scelta della scuola, ricerca del lavoro e salute. via
La soddisfazione e la conoscenza di questi servizi da parte del cittadino non però stati considerati: quali sono i benefici se la cultura continua a rimanere analogica? Con questi numeri giungiamo alla conclusione che i servizi sono fatti bene ma cosa sappiamo di chi li usa e come? Molte pratiche sono state informatizzate nella burocrazia italiana, in alcuni casi anche esclusivamente (come la compilazione del modelllo F24) ma se i piccoli, medi imprenditori continuano a delegare la pratica (a un comemrcialista o altro) cosa cambia nella gestione?
Le mie perplessità vengono confermate da questo articolo di P.I.: l’Italia è cartocratica. La cultura analogica è decisamente preponderante! I servizi ci sono ma non vengono usati!!!
Intanto le amministrazioni si ingegnano per trovare i sistemi digitali migliori. La regione Umbra fa fronte alla necessità di razionalizzare la spesa pubblica con un processo che ha richiesto in questi anni un intervento coordinato da parte delle istituzioni e per questo sono stati siglati accordi importanti in questa direzione. Strutture come Cnipa e Rgs, la Ragioneria Generale dello Stato, hanno messo in cantiere progetti che miglioreranno, a partire dal 2008, la misurazione dell’efficacia degli interventi sostenuti dalle pubbliche amministrazioni. Nuovi software e innovazioni nell’Ict, come l’implementazione del SICOGE, il sistema informativo di contabilità, cercheranno di migliorare la gestione contabile e finanziaria negli Enti locali.
Interventi in questa direzione stanno per essere attuati anche a livello regionale. Il 5 ottobre scorso la Regione Umbria ha presentato un nuovo sistema per il controllo di gestione destinato ai comuni con meno di 5.000 abitanti. Un sistema informativo che risponde agli obblighi a cui sono sottoposti i comuni in materia “controllo di gestione” e che proverà ad ottimizzare, anche attraverso oppositi correttivi, il rapporto costi-benefici dell’azione amministrativa.
Il progetto conferma l’impegno della Regione Umbria nell’innovazione e nell’informatizzazione della pubblica amministrazione ed è riconducibile all’Accordo di programmma quadro in materia di e-government. Presentato a Perugia nella sede dell’Anci Umbria, il nuovo sistema ha accolto da subito l’attenzione degli amministratori locali presenti, che hanno ricevuto spiegazioni su questo strumento da parte di Francesco Mosiello, dirigente del Servizio sistema informativo della Regione Umbria.
Il sistema, messo a punto dalla software house umbra “Webred”, permetterà ai piccoli Enti locali di collegarsi ad un’applicazione web attraverso la quale effettuare il controllo di gestione in maniera semplificata, con automatismi che limitano l’impegno di risorse umane e che può essere gestito anche da associazioni di piccoli enti. Un sistema pensato per enti che hanno una complessità organizzativa molto ridotta e che potrà essere utilizzato, oltre che da Regione e Comuni, anche da Corte dei Conti e da altri enti che necessitano di informazioni per effettuare controlli.
Una sinergia fra enti che garantisce benefici per tutti gli attori istituzionali e che permetterà alla Regione, grazie alla banca dati, di tenere sotto controllo l’efficacia delle politiche regionali.
Il progetto, realizzato dalla Webred, si avvale anche della collaborazione scientifica di Anci Umbria e del coordinamento del consorzio Sir Umbria.
I fondi utilizzati dalla Regione nel progetto provengono invece dai finanziamenti del Cnipa, dai fondi “Docup” e da risorse del Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica.
Gli Enti locali umbri, che vorranno aderire gratuitamente all’iniziativa, ed utilizzare il software, potranno far parte della sperimentazione annuale che prenderà il via dal prossimo 20 novembre.
In questa prima fase saranno organizzati anche appositi incontri formativi che, con la collaborazione di docenti universitari dell’Università di Siena e dell’Università di Perugia, si focalizzeranno sulle tematiche legate al controllo di gestione. via
Anche il Piemonte effettua le sue transazioni verso il digitale in accordo con la strategia di Lisbona i2010 e i cari ex colleghi del Csp, hanno dato vita a un progetto nelle Valli Orco e Soana di inclusione digitale su tutti i fronti. In queste comunità l’integrazione di tecnologie in fibra ottica con il wi-fi (progetto Wi-Pie) e l’installazione di sistemi per la diffusione in digitale come il dvb-h o il dvb-t, hanno permesso di sviluppare applicazioni ibride per l’utilizzo, da parte di cittadini e p.a, di VoIP, servizi di telelavoro e telesoccorso. Il Csp, proprio in queste comunità, ha dato anche vita alla piattaforma multicanale Orso TV, che comprende net-tv, web radio ed un nuovo blog. Un intervento, quello del Csp, che ha visto in questo progetto un coinvolgimento diretto della comunità montane e di diversi partner tecnologici. via
October 15, 2007
Recentemente è venuto allo scoperto un servizio, Politicalbase, che offre wikis sui politici e sulle questioni di pubblico interesse. Qui, a differenza di Wikipedia, le modifiche si effettuano sulla base di specifici argomenti pilotati fin dal principio dai contenuti preesistenti, e tutti i contenuti sono strettamente revisionati da un’attento staff. Il motivo dell’inserimento dei "guardiani" si basa esclusivamente sull’esperienza vissuta con le pagine politiche di wikipedia, che sono nella maggior parte bloccate a causa dei flame che hanno scatenato e dei continui "attacchi" subiti a colpi di modifiche faziose, fanatiche e deliranti!
On the plus side, the site is well-designed, easy-to-use, and has an experienced team behind it. PoliticalBase is founded by Shelby Bonnie, the former CEO of CNET Networks, who brought along a number of former CNET employees with him to launch the company. via
Un potenziale strumento per giungere ad un diverso modo di fare politica: coinvolgere una sfera di persone maggiore, più tecniche e specifiche a seconda dei casi e delle decisioni da prendere!
A proposito di wikipedia, al festival della scienza si è espresso Robert Cailliau sottolineando una delle più grandi inquietudini che calano sul web 2.0 dalla sua nascita: la folksonomy non è realizzabile umanamente. Ci si può avvicinare ma l’essere umano per natura tende all’ordine. E così, anche se le informazioni si realizzano socialmente, le si va a collocare tutte su un’unica piattaforma, creando un centro monopolistico di informazione, tanto quanto Google ha creato un punto d’entrata monopolistico al web. E per la ricerca di molte parole chiave abbiamo già tra i primi risultati di Google le pagine di Wikipedia… Qui se ne parla ancora…
Come non far rientrare in questo discorso, parlando di politica, le primarie del PD, realizzate anche via Second Life e delle quali se ne può vedere una diretta qui, una parvenza di esercizio della democrazia assolutamente inutile dato che si sapeva fin dall’inzio chi era il leader del nuovo partito. Nesuno degli altri 4 candidati si è manifestato in alcun modo e poi, per quanto mi riguarda mi ero già espressa, il metodo delle nuove coalizioni è vecchio e finchè non si cambia o si stravolgono le consuetudini politiche, non serve a nulla dare nuovi nomi alle vecchie cose. Quoto pienamente VP, rimango a guardare attenta e seguo Veltroni (o chi per lui) persino via Twitter, aspettando qualche mossa coraggiosa, sfrontata, sconvolgente che mi dia uno scossone, perchè fino ad ora mi ha convinta davvero poco.
Nel frattempo, leggo quest’analisi di strategia comunicativa di Di Pietro e penso a quanto siano risultati sul lungo termine: nella Rete siamo abituati a parlare delle cose nel momento stesso in cui stanno accadendo, viviamo una dilatazione temporale dieci volte inferiore a quella analogica ma, poi, per raggiungere credibilità, fiducia e sostegno è necessario un tempo 10 volte maggiore a quello analogico. Continuo in ogni caso a pensare che, apprezzando gli sforzi, non sia proprio il modo più corretto di entrare nella blogosfera e che questo tipo di comunicazione non solo non è 2.0, ma non è neanche digitale: è comunicazione analogica digitalizzata!
Tutto ciò perchè purtroppo siamo nell’era della democrazia rappresentativa non rappresentativa dove chi dovrebbe rappresentare gli interessi di certe categorie, non solo non appartiene a quelle categorie ma non ha neanche idea di dove stiano di casa! E questo l’abbiamo potuto vedere per l’ennesima volta nelle recenti dichiarazioni di Padoa-Schioppa, su cui Francesco fa la sua 39esima previsione!
Chiudo pensando al fatto che è ricominciato Report e io nella casa nuova non ho ancora una tv ma ho già rimediato rivivendolo attraverso la rete: linko il surrogato firmato Luca De Biase.
October 3, 2007
Ecco quello che aspettavo di trovare da 2 settimane a questa parte per dimostrare che le mie idee non sono poi così innovative: se lo fa la Nuova Zelanda perchè non noi!!!
Da geekissimo scopro che le leggi di polizia in Nuova Zelanda si creano con un wiki! Si discute nei blog e nei forum quali siano le modalità applicabili e più plausibili!
L’unico dato sulla partecipazione disponibile sembrerebbe essere questo (anche se non ho la certezza che siano gli accesi per editare o le visite) 10159 since 22 Jun 2006 (si trova in basso in HP)
L’idea è ottima e io continuerò a seguire gli sviluppi. Se salta fuori qualche novità o una conclusione a lieto fine del progetto (le scrittura della legge firmata e controfirmata che si basa esclusicvamente sul wiki), vi aggiorno!
May 24, 2007
Ci sono alcune notizie interessanti per quanto riguarda la comunicazione istituzionale delle P.A. e del governo. Io direi di cominciare dalle notizie buone… per poi scendere verso le amenità!
Nasce in questi giorni Polizia di Stato.mobi la versione mobile per accedere alle informazioni che deve fornirci la Polizia di Stato. per una volta mi sento di poter davvero cantare le virtù di un sito appartenente alla P.A.
Il menù è assolutamente usabile strutturato con le scappatoie da tastiera (i numeri dato che siamo su un cellulare, ma non provate con la tastiera del pc… non funziona!), semplice ed essenziale raccoglie sinteticamente tutto ciò di cui dobbiamo essere a conoscenza sui passaporti, sui porti d’armi, sui permessi di soggiorno se siamo stranieri, sulle regole stradali. Una sezione dedicata alle news raccoglie, poi, le ultimissime novità aggiornate più di una volta al giorno!
Si è appena concluso il convegno e-Privacy che, come il ForumPA, raccoglie tutte le ultime novità sul fronte interessato. Per chi si occupa di Privacy e di misure adottate dai governi sarà un piacere scarrellare tutti i documenti pubblicati sul web!
Proprio al Forum della Pubblica Amministrazione è stato presentata la nuova assistente dell’Inps. Vicky è un’assistente virtuale presente in Internet, su cellulare e in Tv. Un triple play sperimentato su Tfr e i contributi dei lavoratori domestici. Come ogni assistente, Vicky ha la capacità di comprendere il linguaggio naturale degli utenti per facilitare l’utilizzo dei servizi dell’Ente. Gli utenti quindi non selezioneranno più voci da un menu standard, ma potranno chiedere l’informazione semplicemente digitando la domanda. Ora è da capire se il riconoscimento si basa su tecnologie più avanzate di quelle che conosciamo già, poichè abbiamo già avuto esperienza con il riconoscimento vocale del servizio di Trenitalia e (per chi l’ha provato) abbiamo già riscontrato la frustrazione profonda nell’utilizzarlo.
Infine giungiamo alla presentazione di Tiseiconnesso.it, un sito dedicato all’educazione tecnologica dei più giovani con aree dedicate agli insegnanti e ai genitori. Dal punto di vista tecnico posso dire che l’usabilità viene a grandi linee rispettata ma la grafica ricorda i vecchi giochini per bambini scemi! Può apprezzarlo solo chi di internet sa poco o nulla e che (come paradosso italiano vuole) ha il pc a casa usato come macchina da scivere o soprammobile, e che legge questo indirizzo pubblicizzato (come paradosso italiano vuole) su qualche brochure cartacea! E a quel punto sarei curiosa di sapere quanto tempo questo genere di utente rimane sul sito.
Dal punto di vista ideologico, invece, credo che ci sia un errore di fondo… se ci sono ancora ragazzini (di cui sopra) che usano poco le nuove tecnologie, ci sono di sicuro molti più insegnanti/genitori che di Internet hanno la visione distorta che gliene da Italiauno e Canalecinque mostrando come contenuti di YouTube i video di bulli che picchiano disabili, o di ragazzine in tempesta ormonale che si spogliano (scimmiottando per altro scene di film VISTI IN TV…). Quindi, forse, sarebbe meglio comunicare la necessità di un’alfabetizzazione informatica agli adulti, che spesso e volentieri sono nella classe dirigente di qualche P.A. o di qualche azienda e si fanno stampare le mail dalle segretarie!
April 17, 2007
Se supponessimo di applicare l’innovazione digitale su un territorio, a partire da un piccolo paesino, la prima osservazione che ci verrebbe da fare è che abbiamo un bene scarso, la connettività, e un bene talmente abbondante da andare spesso sprecato, l’informazione. Porre rimedio alla scarsità di connettività ci mette nelle condizioni di dominare l’informazione e di mettere in circolo esperienze e competenze altrimenti disperse. Si tratta, in altre parole, di trasferire la complessità di un territorio in un ambiente in cui la gestione sia più agevole: per fare questo è necessario “fare rete”. La prima cosa da fare è quindi fare in modo che la Rete sia distribuita capillarmente, considerando la connettività, come presto potrebbe essere davvero, un diritto insito nell’idea stessa di cittadinanza. Un investimento di questo tipo, se effettuato attraverso i metodi tradizionali, è costoso e non dà risultatiimmediati: una buona alternativa potrebbe essere il modello applicato da FON. Se la città è una rete sociale, dotare ciascun nodo di una connessione (dunque della cittadinanza digitale) significa proiettare su Internet una mappa della realtà locale, con tutti i vantaggi che si ottengono in fatto di velocità, bidirezionalità e uniformità di scambio delle informazioni.
La città in Rete permetterebbe quindi di diventare protagonisti e rappresentanti del proprio territorio agli stessi cittadini che lo abitano.
Sarebbe, quindi, necessaria una profonda rivisitazione dei ruoli: l’amministrazione, in una logica reticolare, non è più il centro ma uno dei nodi della rete senza ragno, un hub di hub, il primo tra i pari. Se la città è l’insieme di tante visioni del mondo quanti sono i suoi cittadini, chi la governa è il nodo deputato alla sintesi di questo flusso di comunicazione che prorompe dal basso. La rappresentanza non è più soltanto un voto quinquennale, ma l’interpretazione costante del racconto della realtà di ciascun nodo, corrisponda esso a un cittadino, a un’associazione, a un’istituzione o a una realtà produttiva.
Successivamente verrebbero tutte le sfide che già ci si pone urgentemente: il superamento delle barriere d’accesso, le difficoltà di dialogo sociale, le opportunità imprenditoriali. Ostacoli che con il Web 2.0 trovano una un’opportunità di soluzione. Il circolo virtuoso nasce con l’infrastruttura di comunicazione e con le tecnologie per la condivisione, sempre più diffuse, facili da usare ed economiche.
Dopo aver adempito alle pre-condizioni elencate qui (digital divide, accessibilità, privacy, ri-configurazione, ecc.), ci si deve occupare di applicare all’Amministrazione un modello reticolare, che, insieme agli utenti vada a costituire la Rete della città. Rimettere in discussione il processo amministrativo non è certo cosa da poco, ma probabilmente in un piccolo Comune risulterà, un po’ più semplice, e se si applicano con dovizia e metodo, poi, i concetti di partecipazione, collaborazione, condivisione e personalizzazione, si può raggiungere un buon risultato. Da un punto di vista generale, di inquadramento del progetto a lungo termine, in attesa anche di un ricambio generazionale, alcune delle linee da poter seguire potrebbero essere:
- considerare il cittadino centrale e fornitore di contenuti;
- coinvolgere il cittadino, rendendolo effettivamente partecipe e tramutare in perfetta utilità il suo contributo;
- ricreare un senso di appartenenza e di rappresentatività nel cittadino;
-
fornire servizi partecipativi, collaborativi e condivisi (nelle grandi città partire dal basso significa, coinvolgere i cittadini avvicinandoli il più possibile al loro territorio, suddividendo gli urban blog per quartieri o zone);
- organizzare e favorire forme di aggregazione e partecipazione;
- sviluppare e favorire la comunicazione bottom-up;
- favorire connessioni e collegamenti (tra gli attori sociali);
- favorire il riuso e la condivisione (delle tecnologie, delle informazioni, delle idee, delle esperienze, ecc.);
- unire alleanze forti e alleanze deboli;
- sviluppare la personalizzazione (e non la profilazione);
- favorire e non ostacolare lo sviluppo della cittadinanza attiva;
-
azzardare nello sviluppo di tecnologie più avanzate (la cittadinanza che conosce le tecnologie più diffuse, potrebbe voler usare tecnologie migliori);
-
sviluppare lungo una linea coerente tutti i programmi definiti dalla Società dell’Informazione (per evitare sforzi futuri di integrazione e allineamenti): e-inclusion, epartecipation, e-procurement, e-government, edemocracy, e-health, e-learning, e-commerce, e-business, e-content, mobility, e-work.
Dal punto di vista web, tutto ciò si tradurrebbe in uno stile accessibile, servizi che favoriscono la partecipazione e la collaborazione del cittadino (urban blog, mappe interattive, wiki, ecc.), partecipazione degli amministratori alla Rete (in modo che il blog dell’amministrazione sia un nodo a tutti gli effetti della blogosfera), contenuti sempre aggiornati e soprattutto provenienti dagli utenti, informazioni taggate e sistemi di ricerca basate sui tag con l’aggiunta di sistemi di social bookmarking e distribuzione dei contenuti attraverso feed RSS.
La rivoluzione del Web 2.0 nelle P.A. non si ferma ad un rinnovamento del sito web, poiché il Web 2.0 è uno stato mentale, un modo di pensare, è già di per sé la democratizzazione della Rete. Proprio per questo il motto del Web 2.0 è “The Power of us”: il potere delle persone e dei cittadini.
March 27, 2007
Quale luogo migliore di Casalecchio di Reno?
Pochi giorni fa, proprio a Casalecchio è stata condotta una sperimentazione di votazioni elettroniche in cui sono stati coinvolti i giovani dai 12 ai 30 anni per decidere il logo del nuovo centro giovanile, mentre da venerdì è partita un’iniziativa per la sensibilizzazione nel risparmio energetico e nel rispetto ambientale che coinvolgerà 100 famiglie!
Non poteva che svolgersi qui il Citizen Camp, un barcamp dedicato alla cittadinanza digitale: l’articolo di Apogeo riassume sinteticamente i post più significativi dei blogger presenti (fisicamente o virtualmente via skype). Qui voglio segnalare gli interventi più significativi per quanto ci riguarda. (Infoservi ne fa una bella recensione)
Le esperienze più e-democracy che sono state riportate vedono in primis la narrazione dell’avventura di due genitori di un bimbo affetto da una grave cardiopatia: una voce in questo mondo difficile, faticosissimo, in cui la comunicazione è l’elemento fondamentale che ci rende vivi agli occhi degli altri e solo sapendo che esistiamo possiamo trovare una mano tesa verso di noi.
La seconda esperienza narra di un piccolo paesino modenese che si è sollevato contro la costruzione di una buca sotteranea per lo stoccaggio di gas (???).
Mi scuso ancora con Antonella per non essere riuscita ad intraprendere quel viaggetto, so che ne sarebbe valsa la pena.
Un’ultima riflessione va fatta, poi, sull’idea dell’Espresso per la promozione della nuova collana di libri sul Risorgimento. La nota testata ha avuto la brillante idea di usare un’isoletta di SecondLife e creare tutti i personaggi del Risorgimento (da Garibaldi a Mazzini a Cavour): fino a domani sera possiamo interagire con personaggi che avremmo sempre voluto conoscere… sperando che chi li manovra sia all’altezza del ruolo!
L’idea non sarebbe male da rigirare su alcune amministrazioni: una volta alla settimana un impiegato dell’Urp di un paesino, di una cittadina o di una città può trovarsi ad impersonare se stesso nella sede dell’Urp su SecondLife e rispondere ai problemi dei cittadini in modo rapido, semplice ed efficiente!
Qui trovate un bell’articolo che sostiene come me un roseo futuro per queste tecnologie!