June 12, 2009

State of play

Filed under: blog, Cinema

Una lezione di giornalismo e una riflessione sul conflitto tra giornali e blog (che dà ragione ai giornali).
Un grande reporter che ha tutti gli agganci giusti per portare al Washington Globe gli scoop che fanno vendere di più!
Ma lui no, lui non fa parte del business, non si svende per quelle notiziette che vanno bene per il web, lui rischia la vita, va fino in fondo, vuole sapere la verità, anche a costo di amicizie profonde, anche a costo di conoscenze influenti!
In tutto questo la blogger del giornale (che costa 0 e rende un post all’ora) prova a zampettare dietro al mago del giornalismo, che per sua gentile concessione la lascia guardare mentre scrive il pezzo da prima pagina! Pone anche la sua firma e le fa addirittura inviare il pezzo!
Beh, qui il confronto è posto tra due persone con diversi livelli di esperienza e di competenza non tra due professioni! E’ un pò come sostenere che il giornalista che è passato ad usare il commodore 64 dismettendo la sua vecchia “Lettera 32″ non sarebbe stato mai più un gran professionista!

Il mezzo impone uno stile di scrittura diverso, un’impostazione delle cartelle che lascia spazio ai paragrafi, una fruibilità del pezzo determinato dalle categorie, dalle tag, dai link…. ma tutto questo non determina la professionalità e l’acquisizione delle competenze!
Diciamoci forse che l’editoria si è completamente fatta acquistare dal privato e il dio denaro comanda sul dio verità: proprio forse attraverso i blog avremo garanzie di libertà d’informazione per il prossimo futuro.
A questo proposito un articolo pubblicato l’anno scorso a Natale rappresenta un punto di vista interessante: Morte dei media e mutazione della democrazia. Qui se ne discuteva.
In ogni caso il film è davvero interessante e va seguito con attenzione fino all’ultimo minuto!

June 11, 2009

Si può fare

Filed under: Politica, Cinema

Una frase di speranza, una storia di speranza, un film che dà speranza. In una Italia governata da chi c’era quando è passata la legge Basaglia, e chi c’è ancora quando interi gruppi politici incitano all’intolleranza e alla violenza, la storia, racconta di come, nella Milano anni Ottanta, un sindacalista mandato in un manicomio riesca a fare di un gruppo di matti degli imprenditori di successo, nel ramo dei pavimenti a parquet.
Il sindacato e i sindacalisti oggi sono sinonimo di potere, di lachè, di accordi politici per interessi puramente personali! Una storia del genere produce speranza nello spettatore, quel genere di sensazione che fa star bene e che fa riflettere sulla strada percorsa dalla società italiana negli ultimi 30 anni.
Se puntavamo a diffondere la solidarietà e l’integrazione del diverso, abbiamo fallito!
Se puntavamo a conquistare diritti nel mondo del lavoro, abbiamo fallito!
Se puntavamo alla democrazia, abbiamo fallito!
A questo proposito, le critiche o meglio gli insulti rivolti ieri da Grillo ai parlamentari hanno trovato il mio appoggio! Ci vorrebbe qualcuno che faccia davvero opposizione in questo governo e capisco (e condivido) la frustrazione (che porta all’inciviltà e allo sproloquio) quando paghi qualcuno per farlo ma non sa neanche da che parte cominciare! Lasciano che i media si occupino di Noemi e della Lario e attaccano personalmente lo psiconano che per definzione andrebbe totalmente ignorato. Si dovrebbe andare oltre, superare la dicotomia destra e sinistra, che “la gente è poco seria quando parla di sinistra o destra”.

April 29, 2009

L’onda

Filed under: Cinema

Cos’è l’autarchia? E’ il fascismo, è il nazismo, è la dittatura…

Il termine autarchia definisce un concetto di autosufficienza economica, chiamato anche economia chiusa, in cui non sono presenti relazioni commerciali con l’estero e l’ecosistema economico nazionale non è influenzato dalle tendenze internazionali. via

E’ l’esatto contrario dell’anarchia, il corso tenuto da quel professore antipatico, superbo e noioso!
Secondo voi non è possibile ritornare ad una forma di autarchia? Ce lo dimostrano subito un gruppo di adolescenti dei nostri giorni. Ciascuno con le proprie problematiche, la propria vita difficile, la propria situazione economia e sociale, persi nella sfiducia, nella mancanza di punti di riferimento, in un mondo dove comandano i vecchi ricchi e potenti e non c’è modo di cambiare le cose… ai quali non resta che pensare a divertirsi, per non morire di noia.
Tutti sotto un unico concetto, con una divisa, un logo, una pagina di myspace e un saluto si sentono uniti, si sentono forti, sentono che possono fare finalmente grandi cose, che contano qualcosa e che uniti possono cambiare le cose! Sotto l’onda non contano più le razze, le religioni, gli status sociali: tutti sono uguali, tranne quelli diversi. E diverso diventa chi non appartiene all’Onda!
Un esperimento didattico e sociale splendido, esemplare ma come tutti i grandi esperimenti destinato ad implodere perchè troppo avanguardista, troppo perfetto, troppo esasperato, troppo.
Un gran bel film: grafica, fotografia, montaggio… dieci e lode!

April 27, 2009

Lady Henderson Presenta - The Queen

Filed under: Cinema

Un funerale, una vedova, un indiano bigamo, la ricchezza ostentata e la classe inglese dei primi del 900. Cosa può fare una donna rimasta sola dopo la morte del marito? Aprirsi un teatro!
Ha inzio un’avventura che manco a dirsi coinvolge un uomo forte, tenace e caparbio: un’ infatuazione assicurata da compiangere alla scoperta di una moglie.
Un pò di sana scelleratezza e molto coraggio portano il nudo statico nel teatro inglese, mentre in Italia si vive il ventennio fascista!
La forza e la coesione tirano avanti il carrozzone anche durante la Seconda Guerra Mondiale, quando viene fuori che la prima tra le guerre ha ucciso un ventunenne che probabilmente non aveva mai visto l’amore in carne ed ossa! Non si voglia mai che i soldati della seconda possano compiere gli stessi errori…
La trama ha un fondo di verità: a Londra in quegli anni sono esistiti davvero un teatro che rimase aperto durante i bombardamenti, una ricca finanziatrice vedova e un direttore artistico che portava il nome di Vivian Van Damm. Ciò che non è esistito, probabilmente, è stata la spensieratezza con la quale si potevano vivere quegli anni, svolazzando da Londra alla Normandia ogni pomeriggio di sole o rischiando a cuor leggero tutta le proprie ricchezze.
Il regista di questo film è lo stesso di The Queen e lo stampo si vede! Stessa impronta nella fotografia e nella sceneggiatura per restituire alla protagonista un’umanità degna di una regina! La morte di Lady D ha messo in ginocchio una famiglia… se non fosse stato per Tony!

September 12, 2008

Influenza - Momenti di lucidità dedicati al cinema

Filed under: I miei spazi, Cinema

Avevo così tanti film arretrati da vedere… Ho approffittato nei momenti di lucidià che mi hanno regalato i cocktail di medicinali che ho inghiottito in questi giorni!
Borat - Un cult che non avevo avuto ancora il piacere di vedere!
Ho letto alcune critiche in giro e mi pare che da alcuni non sia stato compresa la forte ironia sulla situazione del mondo. Un ironia irriverente e naturalmente estremizzata ma che fa riflettere sui vari estremi che oggi esistono nel mondo: paesi arretrati dove il popolo non conosce altre culture al di fuori della propria (e la stessa è solo approssimata) ne esistono ancora, parallelamente al nostro “progredito” occidente che poi dimostra di non essere così civile (”Ciao sono Borat, sono nuovo in città!”… “ma questo è pazzo..”)!
Per spezzare il mal di testa e il delirio febbricitante ho visto Crank: un film tamarrissimo dove (e qui sì, non sicuramente in Borat) viene data ancora una volta un’immagine della donna offensiva e degradante. La tipica bambolina, incapace, inerme, stupida ma con un fisico da urlo!
Il mio cervello riesce a ripartire (anche se con poca energia) e mi fiondo quindi a vedere Fast Food Nation in spagnolo: ho ancora l’immagine di tutto quel sangue che scorre! Io sono figlia di un allevatore e conoscevo bene la fine che facevano i poveri vitelli da allevamento! Fortunatamente però in Italia ci sono leggi rigidissime per quanto riguarda il macello e, per una volta, sono contenta che lo stato spenda quella cifra esorbitante per le ASL e i veterinari!
Spulciando tra i titoli, poi, ho trovato un film del 2003 del quale non ricordavo l’esistenza: Ho visto le stelle !
Un’interpretazioni di Salemme alla Troisi (ha solo cercato di copiare lo stile eh!) basata interamente sull’equivoco. Il finale è banalissimo!
Ho concluso, infine, la giornata celebrando un ricordo amaro della nostra storia, quando al governo vi era l’attuale staff incompetente, che ci ha fatto vergognare per la prima volta di una lunga serie: G8 - I diritti negati ! Ho avuto per un attimo il pensiero galoppante verso un futuro lontano quando racconterò a mia nipote (attualmente ha 5 anni, non posso inziare ora a tediarla) ciò che so, quale è stata la mia esperienza nei confronti di questi governi, che cosa ho fatto io per evitare lo schifo che ci propinano e mi sono sentita in colpa: un voto contro non basta! E la rassegnazione è inconcepibile!