Domani sarò qui perchè parteciperò, finalmente, alla GGD! Seguiranno post e foto dell’evento!
Come sappiamo Beppe Grillo con il suo sito ha scalato le classifiche dei blog mondiali, non tanto perchè sia un blogger molto bravo (non è neanche un blogger, poichè non partecipa alle discussioni che suscita con i suoi post) ma perchè la struttura del suo sito è tecnicamente quella di un blog. I commenti non servono a creare discussione con l’autore ma più che altro a far discutere i suoi partecipanti.
Concettualmente, spesso, mi trovo d’accordo con ciò che scrive Grillo: effettivamente esprime i luoghi più comuni, si lamenta come facciamo noi davanti alla macchinetta del caffè in ufficio e usa un linguaggio estremamente semplice. L’iniziativa Meet up è un buon elemento democratico: in ogni democrazia dovrebbero esistere gruppi del genere anche se rappresentano la loro primordialità. Se mai riusciremo ad evolvere questo sistema in cui viviamo che ci ostiniamo a chiamare democrazia, ci renderemo conto quanto gruppi di iniziativa spontanea che si muovono sul territorio e per il territorio debbano diventare la regola, senza mettere su poltrone regali persone che automaticamente si allontanano dal territorio e dalle persone che li hanno eletti per gestire la cosa pubblica.
Qualche post fa di Sonounprecario, in cui ci si chiedeva quale scopo avesse BeppeGrillo di scalare le classifiche del Time, vengono riportati questi due link che mi sono letta con interesse per capire fino a che punto Grillo sia un venduto come quelli che lui stesso giudica.
Nella pagina delle condizioni di vendita viene riportata più di una volta l’intestazione dell’azienda di consulenza ICT cui si è appoggiato Grillo per gestire il suo e-commerce. Emerge, da queste pagine, che il ruolo di Casaleggio Associati sia unicamente la consulenza ICT demandata da Grillo stesso. (Per altro io noterei la trasparenza con cui sono state redatte le condizioni di vendita: in pochi spazi on line ho letto condizioni del servizio così chiare e trasparenti. Di solito clicchiamo su Accetto senza leggere fidandoci a priori, proprio perchè sono scritte in font 8 e con termini giuridici!!).
In questo articolo viene, invece, identificata la Casaleggio Associati come l’editore di Grillo. Le motivazioni non sono sempre convinceti e io personalmente ho smesso di leggere a questo punto
Nel video della Casaleggio Associati si pubblicizza Second Life (Seconda Vita), “un mondo virtuale in 3D aperto a tutti i maggiorenni dove ogni evento della vita può essere riprodotto” [10].
Second life è ciò che tecnicamente viene definito un M.M.O.R.P.G. ovvero un Massive Multiplayer Role Playing Game (Un Videogioco di Ruolo destinato alla Massa): immaginate un videogioco in cui possano partecipare contemporaneamente centinaia di migliaia di giocatori (se non milioni) collegati in rete, ognuno con il proprio personaggio (avatar), con un proprio conto corrente e varie proprietà mobili ed immobili. Esso è stato creato dalla Linden Lab, reso disponibile in rete nel 2003, oggi può contare quasi 8 milioni di utenti nel mondo (dato di luglio 2007[11]
Poco si sa su questa strana piattaforma, ma nei media si sono già iniziati a denunciare episodi alquanto sgradevoli accaduti all’interno di questo “mondo secondario”, anche se la vera natura estremamente deviante non viene adeguatamente sottolineata! E’ un mondo estremamente deleterio e pericoloso per la psiche umana.
Casualmente sia Beppe Grillo (con tanto di avatar) che Antonio di Pietro hanno il loro sito proprio in Second Life…
Magari su disinformazione hanno davvero qualche lacuna informativa, poichè non è vero che si sa poco su questa strana piattaforma e vorrei capire per quale motivo (visto che non se ne sa nulla) dovrebbe essere deleterio e pericoloso per la psiche umana. Mi sa che chi scrive su disinformazione ha il dente avvelenato per la rete in genere e forse, provenendo dalla carta stampata, non accetta il fatto che i giornali sono destinati ad una non molto lontana fine.
Per quanto mi riguarda non ritengo sbagliato che Grillo venda i suoi spettacoli o i suoi Dvd - tutti noi abbiamo uno stipendio e di certo non chiediamo all’amministratore delegato dell’azienda che cosa compie di eticamente corretto con i soldi che amministra (anche se in un mondo ideale dovremmo farlo) - e, nel caso davvero, avesse un editore significa che è un editore coraggioso che gli lascia dire pressocchè ciò che vuole. E’ una voce che raccoglie centinaia di migliaia di italiani utilizzando la rete come un mezzo di comunicazione di massa. Chi la conosce, la studia e la abita quotidianamente sa che è molto di più: ma quanti siamo? Poche migliaia di persone in tutta Italia (prenderei come numero rappresentativo il numero di iscritti italiani a Twitter). L’Italiano medio guarda la Tv e legge il giornale in ufficio, Grillo ha portato tante di quelle persone anche davanti al pc. Non è poco!
In ogni caso, guardando da un altro punto di vista la blogosfera emerge un’altra dura e amara verità: la blogosfera ri-crea spesso e volentieri quello che inzialmente emergeva spontaneamente. Le polemiche spesso sono pilotate: basta una telefonata ed ecco che improvvisamente tutti parlano della stessa cosa (che rimanda ad un unico link!) pur in assenza di Blogbabel. La natura della società italiana tremendamente corrotta dalla seconda repubblica (e in declino con la terza) non può essere modificata da un mezzo di comunicazione!
Il Barcamp di Torino è stato faticosissimo! Mi sono ritrovata travolta nell’organizzazione e nelle esigenze del momento! Ma l’intensità ha ripagato in soddisfazione!
Purtroppo non ho seguito più di cinque minuti filati un intervento; ho conosciuto e (ri-)conosciuto tante facce da Barcamp: persone che incontravo per la prima volta ma che conoscevo già! E parlarci diventava più naturale, subito confidenziale! In effetti il blog rappresenta un pezzetto della nostra vita: quel pezzetto che decidiamo di condividere e che ci rappresenta all’interno del network.
Se ne parlava al termine della giornata: questo barcamp è stato meno intenso a livello contenutistico. Le discussioni non sono state vulcaniche, non si è parlato di problematiche (e di ipotesi per risolvere) con quel fervore del 2006! Pare che l’acronimo P2P debba davvero essere declinato in Person-to-Person. [Federico lo sostiene, ma lo dimostrano anche le foto tutte orientate alle facce, ai ritratti, alle espressioni rigorosamente in solitario, vi sono infatti pochissime foto di gruppi e gruppetti]. Tutto da attribuirsi forse anche al numero spropositato di partecipanti: credo che questo barcamp sia stato il più popoloso!
Uno degli obeiettivi di chi partecipa ad un Barcamp, in effetti, è poter attribuire un volto ad un nome, ad una serie di post, a dei contenuti; il fervore inziale dei primi barcamp in Italia e dei discorsi impegnati ("continuamo le discussioni cominciate in rete", "parliamo di net-neutrality") è calato anche nell’esternare i contenuti: pochissimi liveblogging, pochi post dedicati agli interventi (anche se, non dimentichiamo, una 60ina di persone erano in chat su mogulus con l’impagabile Vittorio). L’importante insomma era esserci! [Ed effettivamente la prezzemolina del web lo sapeva!]
Siamo forse ad una svolta nel linguaggio della blogosfera? Non vorrei lanciare prematuramente l’allarme ma qui rischiamo di omologarci ad un linguaggio televisivo! Il sistema delle blogstar e dei personaggi tagless (che non hanno bisogno della spilletta con su il loro nome e indirizzo digitale) lo vedo come una deviazione malsana che potrebbe minare l’importanza dei contenuti e oscurare gli sconosciuti (che potrebbero produrre maggiori e migliori contenuti). Un aspetto questo da non sottovalutare se vogliamo costruire una rete partecipativa e collaborativa, ma se vogliamo soprattutto che questa rete rimanga libera.
Per quanto riguarda il mio arricchimento personale voglio appuntare qui alcune chicche da riporre nei ricordi di questo barcamp.
Da ultimo condivido con voi alcuni suggerimenti che potrebbero essere utili per la prossima volta:
- il gruppo di avvoltoi di una nota azienda torinese che si è fiondato a promuovere non so più cosa nelle sale del circolo dei lettori potrebbe essere anticipato e preso in contropiede per ottenere uno sponsor in più;
- il catering diventa essenziale! Soprattutto quando si ha da sfamare 200 persone: mai più un pranzo organizzato volontariamente!
- i link dei partecipanti (se proprio vogliamo) potrebbero scorrere su un monitor in loop, oppure essere posizionati creativamente su qualche supporto dai partecipanti
Mentre Google rende collaborative tutte le sue apps con il nuovo Team Edition, il lavoro di Wikimedia orientato alla realizzazione di video collaborativi continua e presto potremo vedere anche dei video sullla più grande raccolta di sapere liberamente condivisibile.
Mentre c’è chi crea oggetti di design con sacchetti di plastica, c’è chi vende la spazzatura di new York come souvenir.
Mentre si uniscono le forze per comprare ad un prezzo maggiormente scontato, si confrontano e si condividono i prezzi delle automobili.
Mentre si impara a lavorare in 3D e si si proietta un bel sole luminoso sulle second-foto, si creano fumetti con le foto del proprio capo!
Siamo nell’era della contemporaneità!
Una idea pandemica… in attesa che ce ne parli meglio, ho personalizzato il video.
Mi "sorprende" che in Italia siano state censurate queste campagne ad opera proprio di un italiano.
Per la gioia della cultura underground ho scoperto questo gruppo di persone legate in qualche modo alla guida al consumo critico (che tra l’altro non trovo in vendita on-line e non vedo più neanche nelle vecchie librerie… sarà stata censurata???)
Gli amanti degli anni 70 e degli anni 80 già conoscono questi mega portali a loro dedicati. Io lo segnalo per gli altri che divorano un pò di tutto della cultura in generale.
Un bel articolo sul web 2 e sui luoghi comuni che lo avvolgono!
Non so perchè ci sono finita, ma Rai e Mediaset sembra che si siano accorte che i loro programmi venivano visti in proporzione più su youtube che non sui loro canali. Per lo meno ora sappiamo che quel poco di interessante che viene proposto (dalla Rai) lo possiamo vedere quando ci pare e piace!
Il racconto e l’analisi di Tommaso sull’apertura delle nostre aziende al consumatore è significativa di ciò che penso sulla democrazia in generale: questo sistema con la costituente e i rappresentanti di partito sono nell’insieme un’enorme e irrangiungibile utopia. Il potere con questi mezzi e con queste leggi è falsamente nelle mani della demos e per far si che ci possa avvicinare realmente alla democrazia bisogna prima di tutto colpire la cultura di rappresentanza: i mezzi digitali possono essere un aiuto ma non una soluzione.
A questo proposito riporto l’intervista di Faustino da Fazio che qualche settimana fa mi ha trovato totalmente d’accordo. D’altronde anche il suo ultimo libro dimostra quanto sia legato alla democrazia e quanto ancora non smetta di crederci!

22 e 23 febbraio 2008
Circolo dei Lettori
Torino - Via Bogino, 9
Le due giornate dedicate al web vedono nell’edizione del 2008 un’ulteriore innovazione: agli incontri in stile Webdays tradizionale si affiancherà una giornata di Barcamp, dedicata a conferenze “informali”. Nel Barcamp i ruoli si mischiano per creare maggiore condivisione e partecipazione: Il pubblico interagisce con il pubblico creando il tema e diffondendo la conoscenza in modo orizzontale.
Il Webdays ha una lunga tradizione qui a Torino e si propone di diffondere la cultura digitale mentre il Barcamp più giovane come inziativa si propone come una non-conferenza.
Un incontro tra persone interessate e appassionate di cultura digitale, che discutono "democraticamente" sui problemi e sulle questioni che riguardano il mondo della rete. Ciascuno propone un tema, lo affronta dal suo punto di vista e poi ne discute con il resto delle persone presenti.
La cosa più curiosa, però, è che il barcamp si è evoluto in insterstizio. Spesso e volentieri i partecipanti si ritrovano nelle pause sigaretta, caffè (cazzeggio…) a discutere e ad allacciare relazioni: una pratica tanto diffusa da essere diventata la regola e da relegare in un ruolo marginale la vera e propria presentazione. Questo è dato soprattutto dal fatto che nei barcamp passati i partecipanti sono stati quasi esclusivamente blogger che si leggono quotidianamente, si scambiano saluti su twitter, si commentano sui rispettivi blog, si linkano… insomma si conoscono bene ma non si vedono mai, e la voglia di stringere relazioni è più forte della passione che li accomuna (le discussioni sulla net-neutrality sono rimandabili al lunedì sui propri blog
.
In questa occasione però, data la mole di persone (molti "nuovi acquisti"), potrebbe essere diverso. Da un lato potrebbe diventare più interessante assistere alle presentazioni di chi non si conosce e non fa parte probabilmente di un mondo completamente digitale: le questioni sollevate ptrebbero smuovere gli animi di chi vive costantemente on-line, twitterando e bloggando nella stessa misura in cui una persona "analogica" beve caffè. Dall’altra parte, però, potrebbe essere ancora più stimolante trascorre l’intera giornata negli interstizi a conoscere tutti i nuovi acquisti, i loro blog e chiaccherare personalmente con ciasucno di loro! Si vedrà!
Non mancate! Ci si vede lì!
Ehhh si è stata una bella serata! Come al solito ricondurre delle facce a dei blog ha sempre il suo perchè! Stiamo creando un bell’ambiente digitale in questa grigia città! Siamo tutti entusiasta e non è più l’entusiasmo inziale perchè ormai è da giugno dell’anno scorso che ci si ritrova più o meno una volta al mese! Chissà perchè poi, mi chiedo, andiamo tutti così d’accordo: durante la serata si è affrontati discorsi che a certe cene ti guardi bene dal sollevare (politica per esempio…)! Ieri sera ne abbiamo parlato e riparlato senza giungere a qualche conclusione ma rafforzando certe convinzioni!
I prossimi appuntamenti saranno il Barcamp e il Web days! Non mancheremo!
Vi faccio solo notare che la mia blogroll qui a fianco ha partorio una nuova categoria Blogcrikka Torinese! Siete tutti schedati!
Si dice che il 2008 sia l’anno di Twitter, l’anno delle metriche (anche se doveva già esserlo il 2007), l’anno del boom delle NET-TV, ma si dice anche che sarà l’anno dell’accessibilità! Già quella cosa che aveva assillato la progettazione degli anni ‘90 e che in molti servizi 2.0 viene un pò dimenticata, torna a far parlare di sè!
Come leggo sul paper consegnato ai partecipanti all’ultimo convegno di CSIPiemonte, il Web per tutti, (non che io ci sia potuta andare, ma hanno mandato il mio dirimpettaio lavorativo e io gli ho rubato bellamente tutti i materiali), le tecniche si sono smaliziate e affinate e finalmente le sperimentazioni sono state fatte con reali disabili. Tra i lòuoghi comuni da sfatare c’è il javascript: anche se Jaws (il sistema operativo per non-vedenti) non lo legge attraverso un piccolo ecamotage, che col passaparola è arrivato all’orecchio di tutti, viene fruito e anche apprezzato dagli utenti disabili.
Un altro evento svolto nel dicembre passato (ma da poco è stato aggiornato il sito con i materiali dei relatori) è L’evoluzione dell’accessibilità informatica, del quale segnalo in particolare la parte di Oreste Signore, manager di W3C Italia.
Infine, per rimanere informatissimi sui sistemi di IA (Information Architecture) vi segnalo Iainstitute.
In questi giorni mi sto interessando di Enterprise 2.0, ho visto decine di interviste a Dion Hitchcliffe e ho passato al setaccio il suo blog e ho scoperto un mito che ha tradotto in italiano tutti i paper pubblicati dal re dell’applicazione alle aziende del web 2.0.
Questa è la giornata che fa al caso mio! Proprio nel post di ieri invocavo alla maggior partecipazione, alla proliferazione dei commenti, al gonfiarsi delle discussioni su questi spazi!
Oggi è il Delurking Day 2008: la messa a nudo dei visitatori che seguono i post ma che raramente commentano! Mi aspetto un qualsiasi commento: dal "mi fa schifo", al "cia", al "migliora sta grafica"!
Non perdete l’occasione!! Delurkatevi!!!!
Una nota da Wikipedia per chi non sapesse cos’è un Lurker.
"Lurker è colui che è iscritto ad una mailing list o frequenta un newsgroup un forum o un blog e ne legge anche con attenzione i messaggi, ma non ne scrive o ne invia mai di propri.
Lurkare è un verbo che fa parte del gergo di Internet. È una italianizzazione del verbo inglese to lurk, che può essere tradotto approssimativamente "spiare da dietro le quinte".
A volte i lurker restano sconosciuti per sempre ai partecipanti della mailing list o del newsgroup o del forum."
Scopro solo oggi che le decine di Incoming links che comparivano nel mio dashboard di WP provenivano da un’immagine ASCII raffigurante (attraverso link a mezza blogosfera italiana) due calici intenti in un brindisi!
Se l’immagine viene replicata su più blog è chiaro che chi si trova nella mischia vedrà schizzare la sua posizione nelle classifiche, in primis quella di Blogbabel che comprende tra i suoi criteri i link ricevuti da altri. In poche parole, si fa un uso abusivo della regola del link alla fonte (di cui parla Granieri qui citando il suo libro Blog Generation) incitando gli amici blogger a produrre link al proprio blog per far avanzare la propria posizione nella classifica. L’obiettivo diventa quindi la popolarità e non più la gestione del proprio spazio. Spesso ho la sensazione che proprio chi critica a spada tratta le classifiche della blogosfera sia tutti i giorni presente sulla classifica a dare una sbirciatina se la sua posizione nel frattempo fosse cambiata.
Personalmente non ho mai fatto troppo caso alla mia posizione in classifica anche perchè sono sempre stata 3000esima o giù di lì: mi accorgo oggi che il trucchetto del cincin ha funzionato anche per me, dato che ora mi ritrovo 884esima! Non riesco ad esserne felice, nè tanto meno riesco a pensare che aver fatto la scalata mi renda più attiva sul blog! Non posso che sorridere di fronte alle mille polemiche ripensando a quella storica presentazione di Elena e Feba: ilcelhopiulunghissimo del 2007
Ho sempre considerato questo spazio come una palestra per migliorare la scrittura (o per imparare da zero), per esprimere le mie opinioni che spesso rimarrebbero inascoltate, per appuntare le infinità di cose interessanti che ogni giorno scopro stando on-line, ma soprattutto per discutere di ciò che scrivo con quella ventina (media approssimativa da Shiny Stats) di persone che mi leggono. Ecco, ciò che mi renderebbe davvero felice sarebbero i commenti: mi farebbe piacere ospitare una sana vecchia flame in questi spazi, vorrei discutere animatamente di questioni che mi interessano!
Sempre Granieri disse, alla fine del 2006, che il 2007 sarebbe stato l’anno delle metriche: l’anno in cui si sarebbe discusso molto del metodo di misurazione della blogosfera. La povera blogpalla non ha un diametro, non una superficie e neanche una forma: la blogsfera è fatta di persone oguna con le sue sfaccettature e i suoi spazi completamente autogestiti. Dare dei punti riferimenti univoci all’esterno non solo non è facile ma necessariamente modificherà il tessuto stesso della blogpalla.
Dalla mia piccola isoletta 2.0 continuo ad osservare le tendenze, a studiarle, ad analizzare i nuovi strumenti che spuntano come funghi nell’umidità della rete, sperando che a qualcun’altro oltre a me interessi sempre ciò che ho da condividere!