September 14, 2008

Tutta la vita davanti - 7° puntata

Filed under: I miei spazi

Preparare la tesi (seppur triennale), presenziare allo stage e lavorare contemporaneamente al bar (quel lavoro che tanto “amavo”) non è stato affatto facile. I primi 8 mesi del 2004 sono trascorsi tra le mattinate nella Biblioteca di Settimo, i pomeriggi a scrivere la tesi con un compagno di corso, e i tardi pomerigi e serate al bar a cercare di non mandare a quel paese tutti! L’unico refrigerio per il cuore era quel frugoletto minuscolo tanto tanto tenero del quale mi occupavo il più delle volte: la nipotina!
Una nipote è una cosa fantastica: si prova la sensazione di vedere qualcosa di piccolo piccolo che ti assomiglia molto e la sensazione di stupore misto scioglievolezza è irripetibile.
Rimanevo comunque sempre più convinta che me ne dovessi andare lontano da tutto e da tutti per riuscire a pensare alla mia vita. Ormai vivevo in funzione di una nipotina bellissima, del bar di mia sorella e di una tesi che facevo per inerzia, dopo la bella avventura con il “barone” (il titolo è stato Biblioteche multimediali: il caso della Bublioteca di Settimo e tutta la tesi era incentrata su una banale indagine statistica per tracciare il profilo dell’ avventore tipico di una bibloteca multimediale: pensate, sono ragazzini che giocano molto ai videogiochi…)
Finalmente giunge agosto, un mese che mi sarebbe piaciuto godermi un pò… in fondo la tesi era a buon punto, c’erano solo pochi ritocchi da fare e rileggerla a mente lucida dopo aver staccato un pò sarebbe stato l’ideale. Si decide col consorte di andare a Zurigo alla Street Parade una settimana. La partenza è avvenuta dopo una notte insonne e poco riposata, giunti a 50 kilometri dalla meta un colpo di sonno ci ha condotti dritti verso un brutto incidente in cui l’unica che si è fatta veramente male è stata l’auto.
I nostri amici che stavano già soggiornando a Zurigo e avevano fatto baldoria tutta la notte in giro per la città (era la serata di apertura della manifestazione) sono stati chiamati da un’ infermiera che arrancava con l’italiano: non ha spiegato loro la nostra situazione ma solo di correre a “vederci”! Non si dimenticheranno lo spavento che han vissuto: hanno percorso 50 kilometri (nel doppio del tempo necessario data la mancanza di cartine e navigatori) convinti che fossimo in fin di vita: il momento del loro arrivo è stato altrettanto indimenticabile! Una felicità di vederci espressa da un abbraccio così forte come mai ne ho più ricevuti successivamente da loro!! ;-)
Dopo la settimana che comunque abbiamo fatto a Zurigo, torniamo a casa progettando il futuro che ci attendeva: tanta ingenuità e tanto incanto. La mia auto avrebbe sostituito quella deceduta in Svizzera e io ad ottobre mi sarei laureata e sarei partita alla volta di un mondo tutto nuovo: nuova lingua, nuova cultura, nuovi amici, nuova università! Far capire a mia sorella che non avrei lavorato il giorno della mia discussione è stata dura figurarsi spiegargli che almeno una settimana prima avrei dovuto preparare il malloppo da consegnare!
Beh i miei giorni me li sono presi lo stesso: ho passato settembre a scrivere e lavoricchiare e ad ottobre le avevo già annunciato che al massimo le guardavo la bimba (la cosa sembrava sollevarla ma approffittò anche troppo della mia scioglievolezza di fronte al frugoletto)! Insomma il 12 ottobre non ho scoperto l’America ma ci sono andata vicina: mi sono gettata alle spalle un anno di agonia e finalmente potevo prepararmi ufficialmente alla partenza verso il nuovo mondo! (O per lo meno le mie aspettative erano quelle!)
Arrivare alla laurea non è stato un percorso tanto lineare perchè se io non rischio non mi sento soddisfatta! A settembre mi mancavano ancora 10 crediti prima di poter consegnare la tesi: due esami che prevedevano la prova scritta e al suo superamento la prova orale. Siccome, però, erano esami della stessa disciplina, gli scritti si svolgevano lo stesso giorno… in quel periodo mi sono maledetta per la voglia di rischiare che sopraffaceva la razionalità! Il fatto era che se non passavo gli esami, non potevo laurearmi, e se non potevo laurearmi non potevo partire per l’Erasmus….
Parlai con i prof di quella disciplina che non furono affatto accondiscendenti e tantomeno comprensivi nei confronti di quella ragazzina bizzarra! Dovetti svolgere entrambi gli scritti in un’ora e mezza. Il primo lo completai velocemente e il secondo lo compilai alla velocità della luce ma allo scoccare del gong mi fu levato da sotto la penna senza troppi complimenti.
Non mi arresi (se non passavo gli esami, non potevo laurearmi, e se non potevo laurearmi non potevo partire per l’Erasmus….) e mi ripresentai dal prof del secondo esame a chiedere anticipatamente il risultato del compito: giusto per sapere come potevo dimostrargli che ero preparate per l’esame. Mi disse di mettermi l’anima in pace: “Con uno scritto così non posso darti 18…”
Contrattai con la mia tutor aziendale i 5 crediti di riconoscimento dello stage (che avevo spacchiosamente rifiutato a suo tempo… “Tanto non mi serviranno…”) e dopo aver superato il primo esame, del quale lo scritto andò alquanto bene, ero pronta per consegnare la tesi.
Farsi riconoscere i crediti per uno stage è un iter molto burocratizzato che richiede due o tre corse in vari uffici dell’università: in uno di questi itinerari per i corridoi dell’università mi capitò sotto gli occhi (appesa alla solita bacheca dei risultati degli esami scritti) la griglia di risultati del secondo esame scritto: avevo preso 18!!!! E l’orale era fissato per quel giorno stesso lle 9,00. Erano le 11,30. Mi recai nell’aula indicata tra lo stizzito e l’incredulo! “Professore ma ho passato l’esame!” “Si, ma ti mi avevi detto che ti facevi riconscere i crediti dello stage!” “Si! Ma ho passato l’esame! Posso ancora iscrivermi all’orale?” “Beh, non si potrebbe, ormai ho fatto l’appello!” “Vado a prendermi gli appunti!”
La mia testardaggine era nota in quegli anni: è una caratteristica che con la maturità è diventata più razionale e molto meno evidente. Ho percorso i miei 30 kilometri all’andata e altrettanti al ritorno nella metà del tempo abituale solo per dimostrare a quel professore che io ero preparata!
Mi fece passare per ultima: verso le 16,00 ma non mi diede la soddisfazione completa! Mi chiese cosa fosse una intranet e poco altro e poi disse solo “28!” E la mia risposta fu “Lo rifiuto!” ormai aveva già compilato il registro e mi disse “30 sulla fiducia.. è inutile che ti faccia altre domande!” E va beh..
Consegnata la tesi (dopo la tipica notte in bianco passata a stampare le infinite pagine: la stampante si scassa sempre quando ne hai bisogno) si vociferava che le date per la discussione sarebbero state fissate nel mese di novembre.
Ma se si discuteva a novembre non potevo laurearmi ad ottobre, e se non potevo laurearmi non potevo partire per l’Erasmus ad ottobre….
Mi concedo un giorno di relax dopo la consegna della tesi e poi inizio la mia battaglia personale contro la burocrazia universitaria. Prima tappa: segreteria studenti del mio corso di laurea. Non era corretto far perdere un mese di Erasmus a tutte le persone che dovevano partire: erano soldi pubblici anche dell’Unione Europea! “Siamo sempre noi studenti a rimetterci…” Al suono di quelle parole la signora (che ormai mi conosceva dopo le infinite code che avevo pazientemente aspettato per avere informazioni dal primo anno di iscrizione) e un ex studente dottorato si sono inteneriti e hanno segnalato la cosa.
Non ancora soddisfatta ho preso appuntamento con il professore responsabile del programma Erasmus che, senza alcun ostacolo burocratico, ha fatto un paio di telefonate e ha fatto mettere a verbale (davanti ai miei occhi) durante il consiglio di facoltà (che si stava svolgendo contemporaneamente) che lui stesso avrebbe presieduto una commissione di laurea speciale per i ragazzi in attesa di discutere la triennale e che risultavano coinvolti in una delle tante tappe del progetto (pur non essendo affatto in consiglio).
Il potente barone è riuscito, quindi, (con la sola imposizione della voce…) a farci discutere a metà ottobre e alle 23.00 del 18 di quel mese salgo su un treno diretto a Barcellona, dove mi aspettava un aereo diretto a Las Palmas de GC!

September 12, 2008

Influenza - Momenti di lucidità dedicati al cinema

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Avevo così tanti film arretrati da vedere… Ho approffittato nei momenti di lucidià che mi hanno regalato i cocktail di medicinali che ho inghiottito in questi giorni!
Borat - Un cult che non avevo avuto ancora il piacere di vedere!
Ho letto alcune critiche in giro e mi pare che da alcuni non sia stato compresa la forte ironia sulla situazione del mondo. Un ironia irriverente e naturalmente estremizzata ma che fa riflettere sui vari estremi che oggi esistono nel mondo: paesi arretrati dove il popolo non conosce altre culture al di fuori della propria (e la stessa è solo approssimata) ne esistono ancora, parallelamente al nostro “progredito” occidente che poi dimostra di non essere così civile (”Ciao sono Borat, sono nuovo in città!”… “ma questo è pazzo..”)!
Per spezzare il mal di testa e il delirio febbricitante ho visto Crank: un film tamarrissimo dove (e qui sì, non sicuramente in Borat) viene data ancora una volta un’immagine della donna offensiva e degradante. La tipica bambolina, incapace, inerme, stupida ma con un fisico da urlo!
Il mio cervello riesce a ripartire (anche se con poca energia) e mi fiondo quindi a vedere Fast Food Nation in spagnolo: ho ancora l’immagine di tutto quel sangue che scorre! Io sono figlia di un allevatore e conoscevo bene la fine che facevano i poveri vitelli da allevamento! Fortunatamente però in Italia ci sono leggi rigidissime per quanto riguarda il macello e, per una volta, sono contenta che lo stato spenda quella cifra esorbitante per le ASL e i veterinari!
Spulciando tra i titoli, poi, ho trovato un film del 2003 del quale non ricordavo l’esistenza: Ho visto le stelle !
Un’interpretazioni di Salemme alla Troisi (ha solo cercato di copiare lo stile eh!) basata interamente sull’equivoco. Il finale è banalissimo!
Ho concluso, infine, la giornata celebrando un ricordo amaro della nostra storia, quando al governo vi era l’attuale staff incompetente, che ci ha fatto vergognare per la prima volta di una lunga serie: G8 - I diritti negati ! Ho avuto per un attimo il pensiero galoppante verso un futuro lontano quando racconterò a mia nipote (attualmente ha 5 anni, non posso inziare ora a tediarla) ciò che so, quale è stata la mia esperienza nei confronti di questi governi, che cosa ho fatto io per evitare lo schifo che ci propinano e mi sono sentita in colpa: un voto contro non basta! E la rassegnazione è inconcepibile!