Natale e Capodanno del 2002 erano arrivati in un attimo e io da fine novembre non avevo ancora trovato niente… se non altro avevo seguito per intero i corsi previsti ed ero concentratissima per gli esami della sessione di gennaio/febbraio. Una capatina a Firenze e poi sotto con la sessione, purtroppo per me molto poco produttiva: due esami su tre erano andati molto male e non mi spiegavo neanche il perchè! Sono arrivata a pensare che forse ero troppo abituata ad avere giornate frenetiche e tutta questa tranquillità mi spegneva il cervello. In realtà ero troppo preoccupata per il lavoro che non trovavo o meglio ero preoccupata per i lavori assurdi ai quali a breve mi sarei dovuta adattare… Non potevo neanche richiedere il sussidio di disoccupazione: non avevo mai lavorato regolarmente…
Tra tutti i lavori proposti in quel periodo il più assurdo l’ho trovato su Secondamano e recitava più o meno
Cercasi studente di scienze della comunicazione per assisteza studio architettura con orari flessibili 334…
Chiamo immediatamente e mi viene fissato un appuntamento qui, uno dei punti più panoramici della città con vista sulla curva a gomito che compie il letto del Po’ quando incontra la Dora… Il numero civico era un villone immenso, suono e mi viene aperto il cancello per l’automobile. Alla porta trovo una coppia di architetti gay: nessuna delle due caratteristiche mi era stata dichiarata esplicitamente ma almeno una delle due era alquanto evidente!
Mi fanno accomodare sul terrazzo di questa villa stratosferica di fronte al panorama mozzafiato sopra descritto! Ogni tanto mi distraevo a guardare il fiume da quella prospettiva e non li ascoltavo, anche perchè dopo le prime 5 frasi avevo già sentito puzza di sfruttamento ed imbroglio. La loro proposta consisteva nel seguire i lavori di ristrutturazione di una casa a Torino e un’altra in Liguria con un rimborso spese non ben identificato, benchè sollecitato da una mia specifica richiesta. Tanto per chiudere il quadretto mi fanno fare un giro della villa indicandomi i punti in cui i lavori di ristrutturazione “avevano sporcato l’ambiente” ovvero si dava per scontato che i muraturi dopo aver spaccato un pilastro per modificare il corso dei tubi in esso contenuti, avessero dovuto ripulire dalla polvere. Alla mia legittima osservazione “Ma l’annuncio indicava la ricerca di uno studente di scienze della comunicazione…” la risposta è stata tanto disarmante quanto determinante la mia immediata dispedita “Beh… ma non vi insegnano a comunicare? Puoi praticare molta comunicazione…”
Intanto si raggiunge febbraio e io ero ormai sul lastrico: proprio sul punto in cui inziavo a disperarmi ecco che mi viene proposto (addirittura) un contratto a tempo determinato di 4 mesi al BINGO (???!!!???) Lo stipendio era davvero ottimo e avrei inziato proprio durante la pausa universitaria tra i due semestri.
Il mio ruolo era speaker e venditrice di cartelle… unico ruolo generico in una sala bingo. I direttori di questo bingo erano una coppia di furbastri: lui romano “de Roma” e lei, Carmen, spagnola delle Baleari. Il bingo, si sa, è stato inventato in Spagna e Carmen ha pensato bene di importare il metodo usato lì, un metodo che rendeva quella sala da gioco la seconda più redditizia del Piemonte. Redditizia perchè eravamo cronometrati nella vendita delle cartelle e ogni volta era una sfida a battere il record (tanto eravamo noi a correre come matti) dai 4 ai 6 minuti netti per vendere dalle 300 alle 400 cartelle in 5 o al massimo 6 “schiavi corridori”; tutto ciò perchè le sale bingo non possono rimanere aperte più di 10 ore al giorno (in caso contrario avrebbero sicuramente organizzato 3 turni in modo da coprire la produzione… di soldi contanti!) e quindi bisogna rendere il più produttive possibili quelle 10 misere ore.
Questo fantastico sistema, che rendeva tanto felice il titolare del bingo (un imprenditore che non aveva di meglio in cui investire e aveva trovato la coppia giusta da eleggere direttori: un “morto de fame” e una donna “con le palle”) prevedeva l’uso del manghito, un borsello da tenere al braccio in cui ogni giorno venivano consegnati a ciascuno di noi 80 € come fondo cassa. Ovviamente, nel caso di perdita del fondo cassa non si era tutelati in alcun modo.
La mia prima settimana ho perso ben 30€… fortunatamente le mance lasciate dai vincitori dei bingo erano decisamente laute e con qualche settimana di mance avrei recuperato la perdita… Peccato che la perdita non era dovuta ad un errore nel dare resti, nè ad una svista mistica ma ad una collega incaricata di fornire di cartelle i venditori sprovvisti che mi ha fatto pagare le cartelle di cui avevo bisogno 30 € in più… miseramente se li mise in tasca e nel compiere quell’atto maldestro fu vista dai manager.
Naturalmente non mi raccontarono nulla fino a quando non riuscirono a sorprenderla in flagrante e consegnarle la lettera di richiamo (inducendola a trovarsi un altro lavoro).
La vicenda, ricordo, mi aveva improvvisamente aperto un altro mondo nell’ingenuità dei miei 21 anni!
Quel periodo, in ogni caso, lo ricordo come il più faticoso e il più intenso. In quel bingo avevo visto di tutto: colleghi iene, ma anche amicizie molto importanti (cadute nel dimenticatoio purtroppo dopo qualche mese), mamme che costringevano i loro bambini nella sala fino all’una di notte, malati di gioco che perdevano interi stipendi in una sola giornata, padri di famiglia che andavano nell’ufficio del direttore e chiedere in prestito dei soldi per giocare ancora, tamarri di zona e spacciatori che rigavano le auto dei dirigenti (o le rubavano direttamente). Ma la vita doveva rimanere aggrappata a quel pacato mondo universitario…
Da marzo a giungo di quell’anno dovevo seguire 3 corsi a frequenza obbligatoria: giovedì, venerdì e sabato mattina. Ho seguito le prime lezioni dormendo: il bingo chiudeva verso le 5.00 - 6.00 a.m.! Poi, avendo un contratto, seppur a tempo determinato, scoprì di avere l’opportunità di chiedere lo spostamento dell’orario per motivi di studio: e così tutte le sere, tranne la domenica e il lunedì, uscivo alle 22.00!! E la mia busta paga (essendo a contratto a tempo determinato , quindi soggetta a meno trattenute) rimaneva invariata (e più alta di un lavorante a tempo indeterminato): alcune colleghe (donne tipiche dei quartieri popolari di bassa cultura) non mi vedevano proprio di buon occhio. Tentativi di sottrazione di parte del manghito (avevo imparato a memoria tutti i multipli di 1,5€ - il costo della cartella- fino a 1,5 *30), ostilità nel momento del bisogno, assenza assoluta di collaborazione. E, soprattutto, attesa molto attenta di una mia mossa falsa: che non tardò ad arrivare.
Il giorno di pasquetta proprio non sono riuscita a rinunciare alla mega grigliata tra amici e ho telefonato alle 15.00 dicendo che sarei arrivata qualche ora in ritado per un guasto alla macchina. Alle 19.00 sono entrata a lavoro e il direttore mi passò vicino dicendo solo “Riunione alla chiusura!” Alle 4.00 di quel mattino, quando finalmente furono invitati ad uscire tutti i malati di tombola, mi beccai una paternale storica davanti a tutti i colleghi in cui mi si diceva di non aver avuto rispetto negli altri e di essere stata totalmente disonesta. Quindi il direttore passò a dire le stesse cose alla collega spia (una quarantenne ragazza madre con un cervello da 15enne) consigliandole di crescere e farsi la sua vita, senza pensare a quella degli altri. L’odio di quella donna per me da quel momento fu abissale.
Ma prima che potesse fare altri danni (a me e a lei) fortunatamente era arrivato il giorno della scadenza del mio contratto che avevo deciso di non rinnovare (gli stipendi che avevo percepito mi sarebbero bastati da li a fine anno e la liquidazione prevedeva un ulteriore stipendio): mi buttai a capofitto nella sessione d’esami che fu particolarmente soddisfacente! Ben 5 esami dei quali 3 col massimo dei voti e la certezza di aver portato a salvo ancora una volta la borsa di studio! Quelle vacanze furono stupende: quasi un mese intero in giro per la Sardegna: dal golfo della Marinella (Olbia) alle isole della Maddalena e di Caprera, da Sassari a Cagliari, da cala Cipolla a Domus Demaria, dall’isola di sant’Antioco a Villasimius, da Solanas a Orgosolo!

aaah che bello mi piacciono queste storie di vita vissuta!
Comment by pietroizzo — July 24, 2008 @ 12:15 pm
Sono passato x caso nel tuo blog e mi sono soffermato con interesse tanto da memorizzare il link x rippassare a rileggerti. Buon inizio settimana da Tiziano
Comment by tiziano — July 28, 2008 @ 11:02 am
hey, mi sono letto tutta la tua storia…….mi hai fatto tornare indietro nel tempo a flashback!!!! si sono anche io un ex bingo corridore, a tempo determinato, e con alle spalle un cogli…..come manager, e una sfilza di colleghi da trita palle alla matriciana!!!! il bingo mi ha imparato che se non puoi camminare puoi sempre correre!!!! mamma mia, ho faticato come un cane che solo adesso penso come si puo’ essere schiavi del denaro in quel modo e puzzare di ipocrisia come chi ci lavora…..che piu tempo passa piu puzzano!!!!!! spero che la tua vita stia andando molto meglio anche se non ti conosco!! buonafortuna!
Comment by jonathan — December 2, 2008 @ 8:36 am
Ciao, mi chiamo Stefania ho letto la tua storia e scusami se ti chiedo un informazione che hai fatto emergere dal tuo racconto…..siccome ho letto che hai deciso di non rinnovare il contratto di lavoro che era in scadenza posso chiederti come hai fatto?
sono in questa situazione…..contratto di 3 mesi con rinnovo di altri 3, con scadenza 16 dicembre, ho accennato verbalmente un giorno fa che non volevo il rinnovo, i miei datori mi hanno chiesto di scrivere 2 righe per la non accettazione del contratto, perchè gli stipendi fanno schifo e l’umanità è zero.
La domanda è: sono obbligata a farlo? o il contratto decade? e basta? perchè vorrei chiedere la disoccupazione…ti ringrazio immensamente se riuscirai a rispondermi.
Comment by stefania — December 11, 2008 @ 12:18 pm
@Tiziano Grazie! E’ bello sapere che c’è chio apprezza! Ti fa tornare la voglia di scrivere!
@jonathan Ahhhh, immagino non siamo proprio i più bei ricordi della tua vita, come non lo sono per la mia! Scriverne però è un buon esorcizzante!
@stefania Ehm converrebe fare una telefonata in qualsiasi patronato o ufficio di collocamento. Li ti sanno dare indicazioni precise anche in merito alle nuove leggi. Se non vado errata dal 2008 è obbligatorio compilare un modulo on line che viene inviato all’ufficio per l’impiego di competenza in cui il lavoratore conferma che il suo licenziamento (o nel tuo caso rifiuto del rinnovo) è spontaneo. Lo fanno proprio per evitare (come spesso succede, soprattutto nel settore artigianale) che insieme alla firma del contratto si faccia firmare una lettera di licenziamento senza data e che il datore il lavoro possa usare a suo uso e consumo quando gli fa più comodo. In ogni caso la lettera di licenziamento in generale è obbligatoria: ma è una tutela per i lavorati e non un ostacolo.
Comment by Dany — December 12, 2008 @ 9:13 am
Grazie per la tua gentilissima risposta che ho letto solo adesso, pensavo che il licenziamento fosse un’altra cosa, ho chiesto ad un sindacalista che mi ha detto che non è obbligatorio firmare qualcosa, in quanto ho rispettato la naturale scadenza del contratto e siccome l’azienda per la quale lavoro mi ha fatto firmare l’ultimo rinnovo qualche giorno dopo la scadenza del contratto, nella teoria avrei potuto non presentarmi a lavoro in quei giorni……quella di avvisare è stata una correttezza nei confronti di queste persone, anche se a dirla tutta non se la meritavano……comunque ti ringrazio veramente di aver risposto ad una perfetta asconosciuta….Cari Saluti
Comment by stefania — December 16, 2008 @ 6:28 am
Ciao,
Mi hanno proposto di andare a lavorare al bingo, questo è aperto dal lunedì al sabato dalle 20 alle xx, solo la domenica ed i festivi dalle 5 alle xx. Il ruolo sarebbe venditore e speaker. Con un giorno di riposo settimanale. Mi hanno detto che la paga è buona ma non me l’hanno quantificata. Su internet ho trovato si dice che pagano poco o che pagano bene (il che è soggettivo in base alle proprie aspettative), ho trovato pochi riferimenti precisi allo stipendio vero e proprio. Morale della favola mi potreste dire quanto è lo stipendio? ne vale la pena (sono sposato e ma ora lavoro molto lontano da casa e torno solo nei WE…).
Grazie 1000
Comment by Pierre — April 18, 2011 @ 6:57 am