Il mio periodo di precariato inzia con un bel contrattino a scadenza presso un favoloso Call Center della periferia di Torino… Dovevamo vendere delle casse di vino (la qualità non la posso garantire ma il prezzo ragazzi era esorbitante…) Erano previsti dei regali da assegnare ai malcapitati a seconda di quanta resistenza facessero nell’acquistare quelle 12 o 24 bottiglie: un husky (venduto come “un fantastico giaccone da montagna”) oppure un “bellissimo set da somellier” (composto da un cavatappi e basta!)… Insomma… il primo mese con ben 4 ore di lavoro quotidiano 6 giorni su 7 avevo guadagnato quasi il doppio del mio vecchio stipendio… (avevo preso un incentivo per aver raggiunto un tot di vendite). Il resto della mia giornata era dedicata all’università, seguivo qualche lezione, studiavo in aula studio… ero riuscita a conquistarmi il diritto di fare, almeno in parte, la studentessa!
Tra il rinnovo del primo contratto al Call Center e il secondo doveva passare una settimana e, ormai lanciata nel mondo dei pesce cani, mi faccio trascinare da un annuncio appeso nella bacheca dell’università
“Cercasi comunicatori per il WWF”
Il termine comunicatori avrebbe dovuto far pensare ad un autore dell’annuncio poco affidabile, ma una ventunenne che non sa quale corso di laurea sta frequentando e un pò disorientata in un mondo tutto nuovo, amante degli animali da sempre, legge solo WWF e chiama. Il lavoro consisteva nell’andare a Venezia con viaggio, vitto e alloggio pagato per parlare del “WWF alle persone”! Dopo aver dato gli esami nella sessione di recupero di novembre (nella quale ho salvato la borsa di studio) avevo giusto una settimana di tempo e, quindi, con il fare un pò vacanziero e un pò divertito parto alla volta di Mestre!
A destinazione incontro altri studenti universitari alla ricerca dei soldi facili senza alcuna idea di cosa dovessimo fare; provenienza: Milano! Raggiungiamo finalmente il punto di incontro e troviamo la nostra responsabile: una ragazza bolognese più squattrinta e più dispereata di noi! Affittiamo 2 auto per conto dell’azienda e andiamo nell’agriturismo che ci avrebbe ospitato tutta la settimana. La mattina dopo la bolognese, con molta delicatezza, ci butta già dal letto alle 6,00 e alle 7,00 precise eravamo in coda in autostrada per Padova. Alle 9,00 giungiamo finalmente a destinazione: un bel angolo di strada dove montare un banchetto (temperatura vicino allo 0) e convincere i passanti a firmare niente meno che un RID bancario di 80.000 delle vecchie lire di donazione annuale per il WWF!!!
Di quel giorno ricordo solo che una signora impellicciata (??) mi ha firmato il RID (di donazione per il WWF) dicendo “ohhh ma poveri ragazzi… ma chi è che vi stare qui???” Il ritorno in agriturismo è avvenuto verso le 21,00 (il pranzo è stato un panino velocissimo nel bar di fronte) e la previdente bolognese aveva comprato un pacco di pasta da 500 gr in 8 e un barattolino di sugo pronto con i quali abbiamo cucinato un tristissimo piatto di pasta! Tutto sommato però (esclusa la complice dell’inganno “mangia tortellini”) tra di noi avevamo stretto subito una certa amicizia e una certa solidarietà! Abbiamo fatto baldoria, malgrado la stanchezza, per un bel pezzo della serata per poi alzarci alle 6,00 del mattino dopo, assolutamente distrutti.
Scopriamo il terzo giorno che le 150.000 lire giornaliere promesse sarebbero state versate solo al raggiungimento di un certo numero di contratti firmati. A fine settimana avevamo stretto una bella amicizia tra di noi e un odio profondo per chi ci aveva teso la trappola, compresa la bolognese, la quale, sentito puzza di rivolta e ribellione, cercava di mediare i ruoli che ricopriva. Purtroppo alcuni di noi non raggiunsero il numero di contratti richiesti e non vennero pagati, ma ancor peggio i contratti che avevano fatto firmare (quasi con la forza) se li accaparrò la “tortellina”, che aveva diritto ad una percentuale su ogni contratto firmato. Sabato sera, una volta fatti i conti e visto l’ordine di bonifico partito a mio nome, avrei dovuto proseguire alla volta di Milano ma tornai a Torino a gambe levate, riflettendo, nel lungo viaggio di ritorno solitrario, che mai più sarei caduta in queste trappole mostruose!
Una volta tornata a Torino ricomincio a lavorare nel call center ma dopo qualche giorno (e una telefonata ad una pensionata calabrese che mi ha salutata dicendo “Signorina, tu sei tanto gentile ma con questo ordine mi hai fatto spendere tutta la pensione”) proprio sul punto di entrare nell’open space per sedermi alla mia postazione ho fatto un giro di 90° su me stessa e sono entrata nell’ufficio della psicologa che mi aveva fatto il colloquio e le dico che me ne vado… per un mese ero ancora coperta grazie alla liquidazione…
Ricominciai così a guardare la bacheca dell’università, leggere gli annunci sui giornali e a fare il giro delle maledette interinali che alla fine non mi proponevano mai niente ma mi facevano scorrazzare da una parte all’altra della città per farmi i colloqui interni…
Sempre più avvincente! Ormai non posso far altro che aspettare la prossima puntata con l’acquolina…
Kiss
Comment by raDIO — June 17, 2008 @ 7:17 am
anche la vecchia pensionata!
ma allora Virzì no ha inventato proprio niente
Terribile.
Comment by mauro — June 17, 2008 @ 11:28 am
Eh si! Le vecchiette sono le uniche ad avere ancora il telefono a casa e soprattutto sono le uniche che rispondono al telefono durante il giorno!
Tremendo!
Comment by Dany — June 17, 2008 @ 12:42 pm