In mezzo a tutti questi problemi da adulta, ero pur sempre un’adolescente con tutti i problemi di un’adolescente… le paturnie, gli ormoni impazziti, la confusione disarmante, la voglia di libertà, la solitudine infinita…. i primi amori, i primi dolori. Il mio primo amore si era presentato in terza superiore: un mio compagno di classe spostato da un altro liceo per indisciplina! Proveniva da un ceto sociale nettamente diverso dal mio: padre dentista e madre psicologa! Prima di partire per il w-e i genitori gli lasciavano 100.000 lire sul comodino mentre lui dormiva il sabato pomeriggio. Già perchè spesso i sabati mattina tagliavamo da scuola e andavamo al baloon o davanti all’università… una gran fatica!
Dopo queste allegre mattinate io correvo al bar con l’ansia di combinare qualche guaio, ma poi filava sempre tutto liscio e nessuno si accorgeva delle mie alterazioni: ero solo una ragazzina dietro il bancone di un bar in fondo! Finivo di lavorare verso le 23 e correvo a casa del mio lui trovando puntualmente quel quadretto così lontano dalla mia vita: un ragazzino ancora un pò fuso che si crogiola nel letto con il corrispettivo del guadagno di 2 mie giornate di lavoro sul comodino che gli è stato lasciato di diritto mentre lui DORMIVA! Questa, col senno di poi, era la differenza fondamentale tra quelle due giovanissime anime che si erano innamorate e che volevano percorrere un pezzetto di vita insieme tenendosi per mano!
L’anno successivo quel ragazzino un pò viziato mi lasciò per una mia compagna di classe cabinotta che odiai dal primo giorno della prima! Ne feci una specie di ossessione: le davo sempre contro, nutrivo sentimenti immaturi, insani, avevo reagito molto male e non c’era niente e nessuno che mi faceva ragionare… quell’anno al bar subii una specie di promozione - i responsabili erano temporaneamente andati ad aprire un altro bar e mi lasciarono delle responsabilità che ero troppo giovane per sostenere… ma ero anche poco matura per rifiutare… Mi trovavo ad uscire dall’aula per parlare al cellulare (ero l’unica ad averne uno allora) con il commercialista o con il fornitore della birra!!! Conclusi la quarta superiore con un eritema sulle mani per lo stress: fu l’unica occasione della mia vita in cui ebbi un eritema.
Concluso finalmente il liceo e la tortura di quei due che mi stavano intorno tubando (non voglio raccontare che trauma è stata la gita) ritorna un pò di serenità sentimentale… Inizio finalmente a guardarmi intorno ad accettare gli inviti a bere qualcosa! E a divertirmi! Tutto il primo anno dell’università è stato un turbine di emozioni, di incontri e conoscenze significative, fino a quando non ho combinato un gran casino, che non sto adesso a raccontare, che ha fatto incazzare non poco un ragazzo di qualche anno in più di me… è proprio vero che i 20 anni non si scordano mai…
Ricapitolando mi trovavo con gli esami da passare assolutamente a settembre altrimenti sarebbe andato in fumo… (anche se ormai non si trattava più di quel sogno da liceale, ma piuttosto una mia soddisfazione personale), un gran casino sentimentale e il lavoro al bar che ormai non sopportavo più ma che ero costretta a portare avanti per un fattore puramente economico…
Organizziamo con 2 mie amiche (Lucia e Anna) e 2 miei amici (Graziano e Luca) di salire sul mio pandino e andare in giro per un mese per l’Europa!
Prima tappa: Zurigo - Street Parade!!! Ginevra e poi 4 giorni per attraversare trasversalmente la Francia! L’ultimo tratto prima di arrivare nei Paesi Baschi consta di 300 km di strada a una corsia costellata di sagome nere con foulard rossi al collo che da lontano evocano benissimo “La notte dei morti viventi” (iniziativa del ministro per i trasporti francese in carica nel 2002 per sensibilizzare gli automobilisti e in particolare i camionisti, assidui frequentatori notturni di quella strada).
Semana grande di San Sebastian e poi semana grande di Bilbao (eravamo muniti di videocamera e di tutta quella vacanza abbiamo ben 3 nastri da 90′, dei quali quasi uno intero dedicato al Guggenheim). Si scende quindi nella capitale dopo più di 2 settimane: inzia la seconda metà della vacanza e quindi l’avvicinamento al ritorno. A Madrid leggo un annuncio in cui si cerca una barista in un bar e la voglia di rimanere lì è stata tanta. Non volevo tornare… tutti i casini che avevo lasciato a casa erano ancora tutti li ad aspettarmi… Inizio a preparare la cricca alla possibilità di proseguire in 4! Colti dal timore di doversi caricare gli zaini sulle spalle e proseguire il viaggio in treno i signorini hanno inziato a dissuadermi e a farmi spicciole morali pseudo rassicuranti “I problemi vanno affrontati”… “Non ti preoccupare, vedrai che i problemi si risolvono…”
Proseguiamo il viaggio verso Valencia, dove nasce ufficialmente la storia d’amore con il mio attuale consorte… Dopo 20 giorni di corteggiamenti romantici nei luoghi più impensati (il parco del Retiro, la playa de rosas, il centro sociale di San sebastian, le dune du Pyla…) iniziamo a fare sul serio e proseguiamo il viaggio verso Barcellona e Figueras in un tripudio di emozioni e tuffi al cuore (quella sensazione indescrivibile di quando ti innamori).
Dopo aver percorso la costa francese in direzione opposta rientriamo in territorio italiano e mi si ributtano tutti addosso i pensieri che avevo lasciato a casa… Forse l’unica cosa che sembrava positiva in tutto sto casino era il lato sentimentale… forse… già perchè non ero stata attirata nelle braccia di quello di quello che si può definire un bravo ragazzo…
Non so come i nodi inziano a sciogliersi… i problemi relazionali non si ripresentano, con lo spirito e la forza recuperati da un mese di vacanza mi tuffo a pesce su quei due maledetti esami che dovevo assolutamente passare e li passo… non so ancora come… e per quanto riguarda il bar… beh ho preso il coraggio a 4 mani e me ne sono andata con forte disapprovazione dei titolari del bar (che nel frattempo era diventata mia sorella… un dettaglio che non mi ha alleviato la penza ma l’ha appesantita come un macigno).
Inzia effettivamente il mio precariato… epoca in cui questo termine non esisteva o meglio non veniva usata (il che equivale a non esistere)…
June 10, 2008
Tutta la vita davanti - 3° puntata
3 Comments »
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beh ma se il lavoro nuovo ti fa uscire questi bei post autobiografici… ben venga! Niente male come vita avventurosa… Baci
P.
Comment by pietroizzo — June 11, 2008 @ 10:07 am
;-) Scrivo molto meno a lavoro quindi ho bisogno di esprimermi quando esco!!
Comment by Dany — June 11, 2008 @ 11:02 am
Eh si! Le vecchiette sono le uniche ad avere ancora il telefono a casa e soprattutto sono le uniche che rispondono al telefono durante il giorno!
Tremendo!
Comment by Dany — June 17, 2008 @ 12:42 pm