Come sappiamo Beppe Grillo con il suo sito ha scalato le classifiche dei blog mondiali, non tanto perchè sia un blogger molto bravo (non è neanche un blogger, poichè non partecipa alle discussioni che suscita con i suoi post) ma perchè la struttura del suo sito è tecnicamente quella di un blog. I commenti non servono a creare discussione con l’autore ma più che altro a far discutere i suoi partecipanti.
Concettualmente, spesso, mi trovo d’accordo con ciò che scrive Grillo: effettivamente esprime i luoghi più comuni, si lamenta come facciamo noi davanti alla macchinetta del caffè in ufficio e usa un linguaggio estremamente semplice. L’iniziativa Meet up è un buon elemento democratico: in ogni democrazia dovrebbero esistere gruppi del genere anche se rappresentano la loro primordialità. Se mai riusciremo ad evolvere questo sistema in cui viviamo che ci ostiniamo a chiamare democrazia, ci renderemo conto quanto gruppi di iniziativa spontanea che si muovono sul territorio e per il territorio debbano diventare la regola, senza mettere su poltrone regali persone che automaticamente si allontanano dal territorio e dalle persone che li hanno eletti per gestire la cosa pubblica.
Qualche post fa di Sonounprecario, in cui ci si chiedeva quale scopo avesse BeppeGrillo di scalare le classifiche del Time, vengono riportati questi due link che mi sono letta con interesse per capire fino a che punto Grillo sia un venduto come quelli che lui stesso giudica.
Nella pagina delle condizioni di vendita viene riportata più di una volta l’intestazione dell’azienda di consulenza ICT cui si è appoggiato Grillo per gestire il suo e-commerce. Emerge, da queste pagine, che il ruolo di Casaleggio Associati sia unicamente la consulenza ICT demandata da Grillo stesso. (Per altro io noterei la trasparenza con cui sono state redatte le condizioni di vendita: in pochi spazi on line ho letto condizioni del servizio così chiare e trasparenti. Di solito clicchiamo su Accetto senza leggere fidandoci a priori, proprio perchè sono scritte in font 8 e con termini giuridici!!).
In questo articolo viene, invece, identificata la Casaleggio Associati come l’editore di Grillo. Le motivazioni non sono sempre convinceti e io personalmente ho smesso di leggere a questo punto
Nel video della Casaleggio Associati si pubblicizza Second Life (Seconda Vita), “un mondo virtuale in 3D aperto a tutti i maggiorenni dove ogni evento della vita può essere riprodotto” [10].
Second life è ciò che tecnicamente viene definito un M.M.O.R.P.G. ovvero un Massive Multiplayer Role Playing Game (Un Videogioco di Ruolo destinato alla Massa): immaginate un videogioco in cui possano partecipare contemporaneamente centinaia di migliaia di giocatori (se non milioni) collegati in rete, ognuno con il proprio personaggio (avatar), con un proprio conto corrente e varie proprietà mobili ed immobili. Esso è stato creato dalla Linden Lab, reso disponibile in rete nel 2003, oggi può contare quasi 8 milioni di utenti nel mondo (dato di luglio 2007[11]
Poco si sa su questa strana piattaforma, ma nei media si sono già iniziati a denunciare episodi alquanto sgradevoli accaduti all’interno di questo “mondo secondario”, anche se la vera natura estremamente deviante non viene adeguatamente sottolineata! E’ un mondo estremamente deleterio e pericoloso per la psiche umana.
Casualmente sia Beppe Grillo (con tanto di avatar) che Antonio di Pietro hanno il loro sito proprio in Second Life…
Magari su disinformazione hanno davvero qualche lacuna informativa, poichè non è vero che si sa poco su questa strana piattaforma e vorrei capire per quale motivo (visto che non se ne sa nulla) dovrebbe essere deleterio e pericoloso per la psiche umana. Mi sa che chi scrive su disinformazione ha il dente avvelenato per la rete in genere e forse, provenendo dalla carta stampata, non accetta il fatto che i giornali sono destinati ad una non molto lontana fine.
Per quanto mi riguarda non ritengo sbagliato che Grillo venda i suoi spettacoli o i suoi Dvd - tutti noi abbiamo uno stipendio e di certo non chiediamo all’amministratore delegato dell’azienda che cosa compie di eticamente corretto con i soldi che amministra (anche se in un mondo ideale dovremmo farlo) - e, nel caso davvero, avesse un editore significa che è un editore coraggioso che gli lascia dire pressocchè ciò che vuole. E’ una voce che raccoglie centinaia di migliaia di italiani utilizzando la rete come un mezzo di comunicazione di massa. Chi la conosce, la studia e la abita quotidianamente sa che è molto di più: ma quanti siamo? Poche migliaia di persone in tutta Italia (prenderei come numero rappresentativo il numero di iscritti italiani a Twitter). L’Italiano medio guarda la Tv e legge il giornale in ufficio, Grillo ha portato tante di quelle persone anche davanti al pc. Non è poco!
In ogni caso, guardando da un altro punto di vista la blogosfera emerge un’altra dura e amara verità: la blogosfera ri-crea spesso e volentieri quello che inzialmente emergeva spontaneamente. Le polemiche spesso sono pilotate: basta una telefonata ed ecco che improvvisamente tutti parlano della stessa cosa (che rimanda ad un unico link!) pur in assenza di Blogbabel. La natura della società italiana tremendamente corrotta dalla seconda repubblica (e in declino con la terza) non può essere modificata da un mezzo di comunicazione!
complimenti. credo di non aver mai letto un post più convincente e ben scritto di questo. in assoluto. concordo totalmente su tutto
Comment by abel — May 20, 2008 @ 9:33 pm
Non scrivi più tanto ma quando lo fai ci stai veramente dentro, eh?
Ho apprezzato questo post, grillo non è la rete e la rete non è (solo) grillo, ma almeno sposta un po’ l’attenzione. La rete ti deve interessare, se non te ne frega nulla non c’è evangelista che tenga, le sue parole verranno ascoltate sempre solo dai soliti
Comment by pietro — May 21, 2008 @ 7:12 am