Mercoledì ero a Milano ad Arteq Summit 2008 un evento organizzato dal Forum della NetEconomy e da Wireless che si è proposto di fare il punto sullo stato dell’arte delle nuove tecnologie per i beni culturali.
Ho potuto seguire solo la mattinata della sessione plenaria (poichè il pomeriggio ero occupata per il nuovo lavoro) ma devo ammettere che gli input sono già bastati. In generale l’evento è stato molto ricco di contenuti ma poco curato nei particolari: non è mai stato chiesto se la platea avesse domande e d’altronde non hanno mai ceduto la parola a qualcuno diverso dagli speaker e, in seconda battuta, la presentazione dell’evento a cura del presidente di Wireless ha sottolineato più volte come questo evento avrebbe dovuto avere come scopo la creazione o il rafforzamento della rete tra i produttori di tecnologie e i responsabili di musei, mostre ecc., ma poi lo Spazio Oberdan non offriva uno spazio fisico per fare rete (non un bar, non una saletta, non un ingresso spazioso, non una saletta coffee break); infine, la rete ha dato non pochi problemi: del wi-fi manco a parlarne e la LAN ha dato fastidio in qualche modo in tutti gli interventi.
Gli speach che ho potuto seguire sono stati molto interessanti. Vediamoli nel dettaglio (anche se non sono ancora disponibili le slide sul sito nè tanto meno saranno disponibili dei video, dato che in sala c’erano solo 2 anacronistici fotografi che avranno fatto centinaia di foto alle slide!!!)
Paolo Cavallotti, responsabile ufficio internet del museo nazionale della scienza e tecnologia Leonardo da Vinci (Milano), ha presentato una serie di esperimenti effettuati in rete dal museo. In primis il Progetto didattico Cimeli, all’interno del quale gli studenti delle superiori hanno simulato il processo seguito dai ricercatori museali suddiviso in due fasi: osservazione e studio. Per ciascun oggetto storico on line sono disponibili tutta la documentazione presente al museo e si conclude l’attività didattica giocando a progettare e allestire virtualmente una ipotetica mostra. [Notare che Cavallotti ha sottolineato come gli utenti interrompessero nella maggior parte dei casi l’attività perchè richiedeva troppo tempo]. Un’altra attività che richiede la partecipazione degli utenti è "Ti ricordi?", data la storicità locale del museo (un pò come il museo Egizio a Torino, questo è il luogo dove tutti gli autoctoni dalle elementari alle medie vanno almeno 3 volte all’anno in "gita"), strutturato su 3 livelli, integrato con postazioni multimediali in loco. Le attività interattive richiedono in un caso di scrivere come ci si ricorda la visita al museo effettuata qualche anno fa (notate sulla vostra destra la classifica delle parole più ricordate…una tagcloud fatta a mano!), in un seconod caso di caricare foto di oggetti che evocano ricordi e con un qualche valore storico (la partecipazione è stata scarsissima) e in un terzo caso si richiede di partecipare ad una riproduzione del famoso giochino Memory (statistiche di accesso altissime!). Per concludere Cavallotti ha velocemente accennato ai progetti di 3D all’interno dei quali hanno sviluppato Leonardo Virtuale e presto sarà online un simulatore del funzionamento di un elicottero. Un ultimo appunto le FAQ riguardanti il museo si chiamano sul sito "Fatti un’opinione" e intorno ad esse ruotano eventi organizzati mensilmente: un canale di unione tra utenti e museo molto più efficace di tutto il resto!
Come qualsiasi giovane appassionato e soddisfatto del proprio lavoro ha parlato visibilmente emozionato e ha trasmesso in ogni songola parola tutta la sua dedizione al museo.
E’ la volta di Francesca Alonzo Responsabile di Alphabeti che ha presentato una serie di nuovi format sperimentati al Museo dell’accademia di Firenze, nella città di Cosenza, e in una serie di basiliche calabresi. Molto orientati al marketing museale, il loro obiettivo è quello di dare memorabilità all’esperienza della visita, ricreando momenti estremamente emozionanti che lascino il segno. Il format denominato I’m Vr (Virtual reality) basato sul 3D perchè, essendo abituati a relazionarci con lo spazio, influenza maggiormente i nostri canali percettivi, che da priorità all’internazionalismo (in effetti non usciremo mai dall’Italia se continuamo parlare solo Italiano oppure ad abbozzare un inglese maccheronico - www.grecia.it è greco ma parla in italiano!), basato sui principi di edutainment e di personalizzazione. Di tutto ciò non abbiamo potuto vedere niente (tranne un video orrendo in cui una statua di marmo animata ha ballato sulle note di Saturday Night Fever) poichè la rete è crashata! Ci ha però potuto aggiungere che la sua azienda è imbarcata in un progetto che mira a creare network di aziende e musei per sviluppare la nascita di nuovi servizi di marketing di (non ben identificata) nuova generazione.
Marcello Persiani, agitato quanto me alla discussione della tesi, PM della 3M, ha mostrato gli incredibili progetti che l’azienda dei post-it e delle spugne ha sviluppato. Un sensitive space system in cui attraverso un’interfaccia Touchless (che rileva solo il movimento del braccio e della mano) è possibile navigare una serie di contenuti tra cui uno spazio dotato di webcam in cui poter lasciare la propria faccia in un guestbook visuale. Un altro progetto che prevede un sistema di interazione a pavimento e a muro oltre che la trasformazione di una vetrina di un negozio in uno schermo interattivo. Il tutto velocemente spiegato attraverso due case studies in cui l’interazione è stata da parte di ogni genere di utente particolamente interessata e divertita. Inutile dire quanto ne fossi entusiasta. (E non so quanto mi sono moriscata la lingua… mi è davvero pesato non poter fare domande).
Ma ecco che verso le 12 prende la parola l’unico senza vestito, dai lineamenti non propriamente italiani. Si presenta Karim Ben Hamida, responsabile del Portale della cultura italiana (si proprio quello di Italia.it e qui mi sono dovuta alzare per non fare domande!!) Ha parlato del grande progetto al quale lavora dal 2001 in cui rientra l’accordo con i grandi database culturali (Alinari per le foto, le schede di Touring Club per le città italiane, ecc…) del quale abbiamo visto qualche scorcio ma del quale sorprendentemente è online solo con una maschera di accesso. La categorizzazione è ha faccette e il motore interno non funziona ancora!!! Di italia.it ha parlato sommessamente e di striscio dicendo che con il nuovo governo si vedrà a chi verrà riassegnato l’incarico e che si impara dai propri errori (!!!!!) [veramente anche da quelli degli altri… non è che se lui personalmente non aveva mai visto un sito in vita sua può sbagliare di qualche milione di euro!] La presentazione è stata la più noiosa: lui era impreparato e aveva visibilmente paura di essere linciato! [ma io dubito che qualcuno in sala conoscesse la vicenda di Italia.it]
Dulcis in fundo compare una donna magnifica Silvana Toffolo, PM di un centro studi sui sistemi di trasporto che lavora attualmente con la torinese GTT e la Reggia di Venaria. Da luglio partirà infatti alla reggia una sperimentazione con iTacitus, un sistema di palmari e agenti intelligenti che con Gprs, Gps e bluetooth riconosce il luogo in cui si trova l’utente e fornisce un sacco di informazioni utili (ricreazione storica delle sale, suoni, aneddoti storici, curiosità, allestimento virtuale). In parallelo stanno sviluppando le applicazioni per un binocolo da posizionare di fronte ai quadri o affreschi usurati dal tempo che può sostituire l’opera di restauro (ricostruendo virtualmente l’opera originale).
Al pomeriggio mi sarebbe piaciuto assistere almeno alla presentazione di Bollo ma sono dovuta scapare.
ehi! Bella storia! Un’unica richiesta… aggiusta i feed in modo da poter leggere tutto il post e non solo le prime 3 righe…!
Comment by pietroizzo — March 22, 2008 @ 9:09 pm
Ciao Daniela, grazie per la recensione dell’evento, completa e “partecipata”!
Mr Focaccina
Comment by mr focaccina — April 8, 2008 @ 10:12 pm
Mi ha particolarmente appassionata!
Comment by Dany — April 9, 2008 @ 9:04 am
Nel post ci sono alcune imprecisioni:
- il portale della cultura italiana non è Italia.it.
- il nome a dominio del portale della cultura italiana è www.culturaitalia.it (mentre Italia.it, ormai oscurato, aveva come dominio www.italia.it)
- la maschera di accesso è giustificata dal fatto che il sito non è ufficialmente pubblicato, stiamo ultimando i lavori e siamo molto prossimi al rilascio on line!
- la categorizzazione a faccette è impiegata da Ebay, Amazon, Library of Congress. Oramai è un modello di organizzazione delle informazioni molto affidabile
- su italia.it non ho parlato granché: perché non ci ho lavorato e non conosco direttamente o meno le persone che ci hanno lavorato.
- sul costo di italia.it non mi pronuncio, conosco meglio quelli del progetto a cui lavoro, che sottolineo è www.culturaitalia.it.
Mi spiace che il mio intervento sia stato il più noioso. Però devo dire che dalle imprecisioni nel post, forse il redattore del blog non è stato molto attento
Comment by Karim — April 9, 2008 @ 3:23 pm
@Karim L ‘attenzione assicuro era alta. Purtroppo non è stato lasciato spazio alle domande perchè avrebbe potuto subito chiarire la sua posizione. Il moderatore della giornata le ha chiesto cosa pensasse di Italia.it… anche se non è un progetto che la riguarda nello specifico è un progetto del ministero dal quale lei è assunto.
Non si senta offeso da quel “noioso”, mi sono sentita libera di dire quello che penso fino in fondo. Provi a considerarlo un’osservazione costruttiva per un futuro intervento.
Comment by Dany — April 10, 2008 @ 8:00 am
Mi scusi, non voglio più insistere perché - concordando con lei - vorrei che il post generasse contributi costruttivi per tutti, compresi i lettori del suo blog, che giudico molto interessante.
anche perché accetto volentieri critiche e suggerimenti per migliorare le mie presentazioni.
) ho dovuto sintetizzare eccessivamente la mia presentazione, avrei voluto far vedere di più il portale.
Non sono affatto offeso
Ha ragione pienamente quando dice che il summit peccava di non lasciare spazio a domande: mi sarebbe piaciuto eccome ricevere domande, anche perché (lei non lo sa, ma mi è stato fatto notare “sotto banco” che dovevo stringere coi tempi
Ciò detto mi permetto di precisare nuovamente che il progetto per il quale lavoro - CulturaItalia.it - risponde al Ministero dei Beni Culturali, mentre l’ex-Italia.it era promosso e finanziato dalla Presidenza del COnsiglio: Italia.it era il portale del governo italiano, veda anche a questa pagina http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/sistema_italia/index.html.
Francesco Rutelli ricopre (tuttora fino al termine della legislatura) il doppio incarico di Ministro dei Beni Culturali e di VicePresidente del Consiglio.
Al summit non sono entrato così nel dettaglio, ma avevo subito chiarito che il “mio” progetto era sotto il MiBAC. Mi scusi se sono ripetitivo, ma la precisazione è importante.
Buon lavoro”
Comment by Karim — April 10, 2008 @ 10:30 am
No, fai bene a puntualizzare, siamo qui per questo!
Francesco Rutelli ricopre (tuttora fino al termine della legislatura) il doppio incarico di Ministro dei Beni Culturali e di VicePresidente del Consiglio.
Questo passaggio mi era sfuggito: di solito il cittadino medio (categoria alla quale appartengo) guarda subito dopo le elezioni la squadra di governo e poi vive di ricordi (confusi e fumosi).
In ogni caso il progetto Italia.it ha suscitato tante polemiche e il gruppo RItalia.it, il quale non è riuscito a portare a buon fine nulla di concreto (e questo fa anche riflettere sul fatto che è facile correggere il tiro di un progetto ma quando ci sei dentro non è così semplice).
Lo scandalo più grande era stato l’entità del budget stanziato, roba che neanche a lavorare con i mouse d’oro si sarebbe dovuto raggiungere…
Comment by Dany — April 10, 2008 @ 3:25 pm