March 28, 2008

Io sono qui

Filed under: Politica

Eccomi io sono qui… il partito a me più vicino pare esser eun partito di cui conosco solo il nome, non ho mai visto un rappresentante e non so se sia all’interno di qualche coalizione… ora mi informo poi vi faccio sapere eh! Di certo quelli da cui sono più lontana sono stati abbondantemente indovinati e spero sempre che stiano molto lontani da me!

 

March 25, 2008

Pillole 2.0

Filed under: web2.0

Dopo molto tempo ritornano le mie pilloline 2.0 (ho tanto materiale da poterne scrivere un libro).

  • EMTube Per visualizzare i video di Youtube su un dispositivo mobile, per scaricarli e vederli in locale (comrpende anche il riproduttore multimediale)! 
  • Twine, un motore di ricerca semantico! Elabora le informazioni contenute nei documenti indicizzati secondo criteri automatici affiancandoli alla collaborazione degli utenti (umani) che daranno un valore semantico alle diverse tag assegnate. Niente male!
  • Wikidot uno dei nuovi concorrenti di pbwiki con alcuni punti importanti di distacco. Quasi quasi trasferisco il mio wiki li! Come si legge su downloadblog

                Sarà possibile anche aggiungere adsense alle nostre pagine per monetizzarne i contenuti, inoltre con Wikidot si possono inserire nelle pagine oggetti multimediali, feed RSS, immagini da Flickr, segnalibri da Del.icio.us, e integrare vari moduli aggiuntivi. L’editor di Wikidot permette di aggiungere equazioni, note bibliografiche, note a piè di pagina in stile LaTex, lo strumento preferito per le pubblicazioni scientifiche. Il tutto gratuitamente, anche il supporto per un dominio puro tipo www.tuonome.com.

  • Twiddla, uno strumento di condivisione che offre la possibilità di scrivere, disegnare e inserire oggetti multimediali su una lavagna bianca o su una normale pagina web e di condividere il tutto con uno o più persone collegate (e da noi invitate).
  • Un elenco dei migliori tools di visualizzazione fatto da un "ente" ormai "certificato"
  • La nuova idea di Lessing sul congesso partecipato ha tutti i suoi limiti di fattibilità ma è un indicatore forte del cambiamento in atto e in cui continuo a nutrire piena speranza. Change Congress! A quando un Cambia il parlamento?
  • The Flip, Asuss Eee, Wii, ha inzio l’era della supertecnologia a prezzi contenuti!
  • Tra Apple e Microsoft c’è una differenza di orientamento: la prima fa passare il concetto che è generoso da parte sua mettere al centro l’utente in fase di progettazione proprio perchè Microsoft non lo fa (ma sappiamo tutti che dovrebbe essere solo la metà del loro dovere!) L’articolo su Wired analizza più o meno ironicamente la dittatura di Steve Jobs!
March 22, 2008

Arteq Summit 2008

Filed under: web2.0, P.A., I miei spazi

Mercoledì ero a Milano ad Arteq Summit 2008 un evento organizzato dal Forum della NetEconomy e da Wireless che si è proposto di fare il punto sullo stato dell’arte delle nuove tecnologie per i beni culturali.

Ho potuto seguire solo la mattinata della sessione plenaria (poichè il pomeriggio ero occupata per il nuovo lavoro) ma devo ammettere che gli input sono già bastati. In generale l’evento è stato molto ricco di contenuti ma poco curato nei particolari: non è mai stato chiesto se la platea avesse domande e d’altronde non hanno mai ceduto la parola a qualcuno diverso dagli speaker e, in seconda battuta, la presentazione dell’evento a cura del presidente di Wireless ha sottolineato più volte come questo evento avrebbe dovuto avere come scopo la creazione o il rafforzamento della rete tra i produttori di tecnologie e i responsabili di musei, mostre ecc., ma poi lo Spazio Oberdan non offriva uno spazio fisico per fare rete (non un bar, non una saletta, non un ingresso spazioso, non una saletta coffee break); infine, la rete ha dato non pochi problemi: del wi-fi manco a parlarne e la LAN ha dato fastidio in qualche modo in tutti gli interventi.

Gli speach che ho potuto seguire sono stati molto interessanti. Vediamoli nel dettaglio (anche se non sono ancora disponibili le slide sul sito nè tanto meno saranno disponibili dei video, dato che in sala c’erano solo 2 anacronistici fotografi che avranno fatto centinaia di foto alle slide!!!) 

Paolo Cavallotti, responsabile ufficio internet del museo nazionale della scienza e tecnologia Leonardo da Vinci (Milano), ha presentato una serie di esperimenti effettuati in rete dal museo. In primis il Progetto didattico Cimeli, all’interno del quale gli studenti delle superiori hanno simulato il processo seguito dai ricercatori museali suddiviso in due fasi: osservazione e studio. Per ciascun oggetto storico on line sono disponibili tutta la documentazione presente al museo e si conclude l’attività didattica giocando a progettare e allestire virtualmente una ipotetica mostra. [Notare che Cavallotti ha sottolineato come gli utenti interrompessero nella maggior parte dei casi l’attività perchè richiedeva troppo tempo]. Un’altra attività che richiede la partecipazione degli utenti è "Ti ricordi?", data la storicità locale del museo (un pò come il museo Egizio a Torino, questo è il luogo dove tutti gli autoctoni dalle elementari alle medie vanno almeno 3 volte all’anno in "gita"), strutturato su 3 livelli, integrato con postazioni multimediali in loco. Le attività interattive richiedono in un caso di scrivere come ci si ricorda la visita al museo effettuata qualche anno fa (notate sulla vostra destra la classifica delle parole più ricordate…una tagcloud fatta a mano!), in un seconod caso di caricare foto di oggetti che evocano ricordi e con un qualche valore storico (la partecipazione è stata scarsissima) e in un terzo caso si richiede di partecipare ad una riproduzione del famoso giochino Memory (statistiche di accesso altissime!). Per concludere Cavallotti ha velocemente accennato ai progetti di 3D all’interno dei quali hanno sviluppato Leonardo Virtuale e presto sarà online un simulatore del funzionamento di un elicottero. Un ultimo appunto le FAQ riguardanti il museo si chiamano sul sito "Fatti un’opinione" e intorno ad esse ruotano eventi organizzati mensilmente: un canale di unione tra utenti e museo molto più efficace di tutto il resto! ;-) Come qualsiasi giovane appassionato e soddisfatto del proprio lavoro ha parlato visibilmente emozionato e ha trasmesso in ogni songola parola tutta la sua dedizione al museo.

 

E’ la volta di Francesca Alonzo Responsabile di Alphabeti che ha presentato una serie di nuovi format sperimentati al Museo dell’accademia di Firenze, nella città di Cosenza, e in una serie di basiliche calabresi. Molto orientati al marketing museale, il loro obiettivo  è quello di dare memorabilità all’esperienza della visita, ricreando momenti estremamente emozionanti che lascino il segno. Il format denominato I’m Vr (Virtual reality) basato sul 3D perchè, essendo abituati a relazionarci con lo spazio, influenza  maggiormente i nostri canali percettivi, che da priorità all’internazionalismo (in effetti non usciremo mai dall’Italia se continuamo parlare solo Italiano oppure ad abbozzare un inglese maccheronico - www.grecia.it è greco ma parla in italiano!), basato sui principi di edutainment e di personalizzazione. Di tutto ciò non abbiamo potuto vedere niente (tranne un video orrendo in cui una statua di marmo animata ha ballato sulle note di Saturday Night Fever) poichè la rete è crashata! Ci ha però potuto aggiungere che la sua azienda è imbarcata in un progetto che mira a creare network di aziende e musei per sviluppare la nascita di nuovi servizi di marketing di (non ben identificata) nuova generazione.

Marcello Persiani, agitato quanto me alla discussione della tesi, PM della 3M, ha mostrato gli incredibili progetti che l’azienda dei post-it e delle spugne ha sviluppato. Un sensitive space system in cui attraverso un’interfaccia Touchless (che rileva solo il movimento del braccio e della mano) è possibile navigare una serie di contenuti tra cui uno spazio dotato di webcam in cui poter lasciare la propria faccia in un guestbook visuale. Un altro progetto che prevede un sistema di interazione a pavimento e a muro oltre che la trasformazione di una vetrina di un negozio in uno schermo interattivo. Il tutto velocemente spiegato attraverso due case studies in cui l’interazione è stata da parte di ogni genere di utente particolamente interessata e divertita. Inutile dire quanto ne fossi entusiasta. (E non so quanto mi sono moriscata la lingua… mi è davvero pesato non poter fare domande).

Ma ecco che verso le 12 prende la parola l’unico senza vestito, dai lineamenti non propriamente italiani. Si presenta Karim Ben Hamida, responsabile del Portale della cultura italiana (si proprio quello di Italia.it e qui mi sono dovuta alzare per non fare domande!!) Ha parlato del grande progetto al quale lavora dal 2001 in cui rientra l’accordo con i grandi database culturali (Alinari per le foto, le schede di Touring Club per le città italiane, ecc…) del quale abbiamo visto qualche scorcio ma del quale sorprendentemente è online solo con una maschera di accesso. La categorizzazione è ha faccette e il motore interno non funziona ancora!!! Di italia.it ha parlato sommessamente e di striscio dicendo che con il nuovo governo si vedrà a chi verrà riassegnato l’incarico e che si impara dai propri errori (!!!!!) [veramente anche da quelli degli altri… non è che se lui personalmente non aveva mai visto un sito in vita sua può sbagliare di qualche milione di euro!] La presentazione è stata la più noiosa: lui era impreparato e aveva visibilmente paura di essere linciato! [ma io dubito che qualcuno in sala conoscesse la vicenda di Italia.it]

Dulcis in fundo compare una donna magnifica Silvana Toffolo, PM di un centro studi sui sistemi di trasporto che lavora attualmente con la torinese GTT e la Reggia di Venaria. Da luglio partirà infatti alla reggia una sperimentazione con iTacitus, un sistema di palmari e agenti intelligenti che con Gprs, Gps e bluetooth riconosce il luogo in cui si trova l’utente e fornisce un sacco di informazioni utili (ricreazione storica delle sale, suoni, aneddoti storici, curiosità, allestimento virtuale). In parallelo stanno sviluppando le applicazioni per un binocolo da posizionare di fronte ai quadri o affreschi usurati dal tempo che può sostituire l’opera di restauro (ricostruendo virtualmente l’opera originale).

Al pomeriggio mi sarebbe piaciuto assistere almeno alla presentazione di Bollo ma sono dovuta scapare.  

March 13, 2008

Odio e fastidio

Filed under: Politica

Da un articolo di repubblica…

"Penso che in qualsiasi paese un leader politico, a prescindere da quale parte politica esso appartenga, sarebbe costretto a scusarsi per quella battuta offensiva"

No Franceschini! Non le voglio le scuse di un vecchio pazzo scriteriato, non avrebbe mai dovuto pronunciare una battuta del genere (e non era una battuta). L’ha pronunciata e adesso ne risponda…

Vivere nel precariato riduce all’insicurezza più grave: non si possono fare progetti più lunghi della scadenza del contratto (e questo lo dimostra anche qualsiasi banca/posta a cui si richiede un prestito, senza neache toccare il tasto mutuo: ti prestano il capitale che corrisponde ad una rata di restituzione - comprensiva di interessi - pari al 25% del tuo stipendio fino alla scadenza del contratto): per un contratto triennale da 1200€ mensili si può richiedere un prestito di 7000€ (gli altri 2000 vanno in interessi e spese, a conti un pò approssimativi) E cosa ci compri con 7000€? Le vacanze?????

Psiconano arricchito sulle spalle degli italiani, delinquente senza scrupoli condannato più di un assassino, sai dove devi metterteli i tuoi soldi sporchi?

Ma che fine fa Fini in questi casi?? Possibile che sia così servo? Per quanto non abbia mai condiviso le sue posizioni l’ho sempre considerato perchè è un uomo politico, colto, non abbastanza intelligente ma pur sempre una persona stimabile… Perchè non dice nulla?

Non dimenticherò (e i video lo testimoniano) la sua espressione mentre lo psiconano dava del kapò all’europarlamentare tedesco nel lontano 2003… come allora continua a rimanere nell’ombra, visibilmente in disaccordo ma taciturno e impotente.

Se tornassimo ad avere un quinquennio come il 2001-2006, chissà se riusceremo almeno questa volta ad essere un pò più asini?
   

March 12, 2008

Yes we can change

Si! Potremmo cambiare se lo volessimo!

Potremmo smettere di fare campagne elettorali mediatiche basate su concetti semplicistici e promesse che mai saranno mantenute. Potremmo smettere di pensare che internet sia la soluzione.

Potremmo smettere di ragionare sul breve termine e sul risultato immediato.

La partecipazione in Italia è auspicata da quel migliaio di persone che lavorano nell’ambito dell’ICT e che credono nel web sociale e partecipato, oltre che dai grillini che di internet ne sanno ben poco ma sono solo stufi di non veder funzionare nulla.

La classe politica così come la conosciamo è arrivata al capolinea: we can change! We must change! Ma la strada è ancora lunga e prima di tutto dovremmo capire che se vogliamo sviluppare una cittadinanza digitale che sia partecipativa dobbiamo dare gli stumenti ai profani non solo in mano ma serviti su un piatto d’argento.

La maggiorparte dei naviganti della rete non sa cosa sia Twitter, non sa come si realizza un video, non sa da che parte cominciare per commentare su un blog. Se in culture digitalmente più avanzate i dati sulla partecipazione sono scarsi, come possiamo immaginare che siano alti nella nostra italietta? C’è poca coscienza digitale e il dato più preoccupante è che i giovanissimi usano internet, il pc e la rete senza capire cosa stiano facendo.

Nelle nostre scuole dovrebbe essere previsto come materia obbligatoria fin dalle elementari l’informatica (in tutti i suoi aspetti), come lo sono la grammatica, la sintassi e la letteratura. Il Pc non è solo una macchina per la quale bisogna prendere la patente: attraverso il pc si fa molto di più di un viaggio "sull’autostrada dell’informazione". Non si devono conoscere solo i "cartelli"!

L’atteggiamento entusiastico da parte di noi invasati della rete è l’atteggiamento più scorretto: porta solo ad una chiusura verso il mondo profano e ad un ritardo della nascita di una vera e propria cultura digitale. Troviamo i motivi per cui ciascuno ha bisogno e voglia di partecipare e poi realizziamo qualcosa di veramente utile: la partecipazione è un dato importante che non viene mai analizzato abbastanza.

A proposito di cambiamenti… qui si cambia lavoro! Mancherebbero 3 mesi alla fine del mio tirocinio in Camera di commercio, ma una buona  occasione si è profilata di fronte ai miei occhi.

Mi dispiace molto lasciare il mio dirimpettaio ma purtroppo nulla è per sempre! Ho avuto molto da imparare e qualcosa devo dire l’ho fatto davvero mio! Una guida spirituale come Pietro è stata degna quanto la guida spirituale durante il mio percorso di tesi (cha ha prodotto anche i suoi piccoli frutti). Grazie ragazzi! Grazie di cuore! Ora tocca a me! Spicco il volo e mi scontro con il duro e cattivo mondo dei leoni! Sono pronta a farmi sbranare… anche se con ciò che ho imparato in questi anni saprò difendermi!

Ora Pietro, le nostre conversazioni politiche continueranno su Gmail! A presto!  

March 3, 2008

E se se ne accorge Pippo Baudo…

"Quando non si badava ai risultati portammo Armstrong, che molti non conoscevano
Oggi guardano stralci di Festival sul Web, c’è un rapporto succedaneo che va valutato"

Una cosa è certa le classifiche fanno male anche in Tv!

Intanto abbiamo appurato che Pippo Baudo voterà per il centro sinistra.Magari gli allibratori internazionali andranno in malora! (Oppure cambieranno presto le quotazioni).

In riferimento alla frase pronunciata da Jovanotti, Baudo dice:

Non ha detto cose scorrette - sottolinea Baudo - non deifichiamo certi personaggi e non facciamo nemmeno una grande battaglia per cose piccole. Ha detto quelle cose in piena libertà. Nel caso, spetterebbe al presentatore intervenire. Ma non si tappa la bocca a nessuno c’è libertà di pensiero"

via

Si ma questa libertà di pensiero è sempre più spesso minacciata! Come ne usciremo?

La storia del web 2.0, del web partecipato, sociale, libero che promette uno spazio per potersi esprimere a tutti, mi ricorda tanto la storia delle radio libere negli anni 70 in Italia. Io l’ho appresa attraverso altri ma più ne leggo (e ne sento) più mi identifico con quello spirito, con quella voglia di comunicare, con quella forza nel dire ciò che si vuole e quando si vuole, chè ci sono amici che ci ascoltano e che spesso la pensano come noi! Sono state una rivoluzione, una forza enorme per lo sviluppo del mercato radiofonico in Italia… ma per restare libere si sono messe da parte, rimangono fuori dai sistemi economici e pubblicitari. Perchè il mercato le avrebbe rese sue schiave. Si parla spesso del cambiamento di rotta che dovrebbe intraprendere il commercio e il Cluetrain Manifesto fa de "I mercati sono conversazioni" la sua prima tesi. 

Mi chiedo se saremo in grado di non ripetere gli stessi errori compiuti con la Radio, mi chiedo se davvero riusciremo a costruire un mercato meno venale, dozzinale, superficiale e a breve termine. Perchè, in fondo, dipende anche da noi!  

March 2, 2008

Vedo, prevedo…

Filed under: web2.0

Le previsioni di Deloitte per il 2008 sulle telecomunicazioni, sulla tecnologia, sui media!

Getting mobile indoors may spur network sharing — the need for improved indoor network mobile coverage is likely to be increasingly important for operators.

A move to online authentication—while initially being regarded as an affront to liberty by some, could ultimately be good for business and for users.

The living room may become Public Enemy Number One—the media and consumer electronics industries should consider how the carbon footprint of the living room can be reduced without the need to revert to antiquated technology, such as CTR tubes and analog transmission.