Purtroppo la burocrazia in Italia si trova ancora a dover affrontare il web 1.0. La digitalizzazione della P.A. non è un passo veloce e neanche semplice: ma più di ogni altra cosa le leggi che la regolano prevedono procedure lente e complicate.
Il web 2.0 con i suoi principi aperti, collaborativi e personalizzati potrebbe venire seriamente incontro a queste dificoltà: far recepire questa opportunità ai piani alti però è molto complicato.
Ultimamente due novità sono state gridate dai giornali come "Niente più code, tutto in un click"… frasi che in chi di internet conosce solo la mail (o i siti porno) scatenano aspettative un pò troppo elevate.
La prima grande novità è la Comunicazione Unica: la procedura che consentirà attraverso la Camera di commercio di aprire una nuova impresa (che sia essa individuale o s.p.a.) attraverso una compilazione di un unico grande modulo con una consegna esclusivamente in forma TELEMATICA.
La partenza per la cossiddeta fase "in parallelo", quella che permette ancora le due forme di consegna (quella vecchia e quella nuova) era prevista per il 19 febbraio, ma con la caduta del governo, non si hanno informazioni precise sulla sua sorte. Ciò che si osserva da vicino è che i moduli di consegna ai quattro enti che permettono l’apertura di una nuova impresa (camera di commercio per l’iscrizione al registro delle imprese, agenzia delle entrate per l’apertura della partita iva, inps e inail) non sono cambiati e nel caso dell’inps e dell’Inail sono stati digitalizzati per questa occasione (esistevano solo in forma cartacea!).
Quindi, seconda la nostra visione da duepuntozerini, ci immaginiamo che ci connettiamo al sito della camera della commercio e apriamo la nostra bella impresa! Magari!!!
Innanzitutto il sistema funziona solo con il download di due software (uno dei quali a pagamento) e solo con la firma digitale (che quasi nessuno possiede, ma che potrebbe essere un buon motivo per richiedere a qualsiasi ente certificatore, anche il proprio comune di residenza). Poi, la compilazione del grosso modulone, somma dei quattro vecchi moduli, richiede una competenza non da poco: sono moduli che fino ad oggi si compilano con l’assistenza degli sportellisti di ciascun ente. Esistono delle guide alla compilazione da ricercare però sul sito di ciascun ente e da leggere con molta attenzione (perchè sappiamo bene che se si sbaglia qualcosa si va incontro ad errori nel calcolo dell’Iva e ad oneri non indifferenti).
La maggior parte delle persone ecco cosa farà: prenderà dalle 150€ in sù calcolati nel suo budget di apertura dell’azienda, si recherà dal primo consulente disponibile e lo pagherà per effettuare tutta la procedura (il quale tra l’altro avrà le sue serie difficoltà!!). Le code quindi non ci saranno più (forse), ma non per gli utenti-cittadini.
Non è stato pensato seriamente un sistema di semplificazione perchè non si è lavorato alla radice del problema: un cittadino nell’utopia dell’e-democracy dovrebbe poter avere a disposizone tutte le informazioni che gli servono per muoversi nel suo mondo (in stile Wikipedia) ma siamo ancora troppo lontani.
La seconda novità è un pò più reale e forse permetterà davvero di non fare più code alla poste (con un versamento da fare, unico vero motivo per andare in posta o in banca e dieci persone davanti che devono pagare un bollettino a testa): Web Bancoposta permette da qualche giorno di pagare i bollettini anche con qualsiasi altra carta che non sia appartamente al circuito postale.
mi associo…sì è ancora ben lontani dall’assottigliamento burocratico persino nel web…
Comment by teo — February 14, 2008 @ 7:58 am