Non posso esimermi dal rimbalzare e continuare la discussione aperta qui! Sonouprecario si occupa spesso dell’immagine femminile riprodotta dai media, degli stereotipi che all’estero hanno dell’Italia e delle donne italiane, del femminismo del nuovo millennio! Lo fa in termini a volte provocatori, altre volte proprio incazzati, un pò, credo, per smuovere gli animi delle sue lettrici…
Il problema più grande, per quanto riguarda almeno la realtà che mi circonda e che sono in grado di leggere personalmente, sta nel maschilismo (o un accezzione di questo termine) insito nel genere femminile. Sembrerebbe un ossimoro ma la realtà che ci circonda pare sia ormai costituita da contraddizioni intrinseche.
Molte donne vivono alle spalle dei genitori fino alla conclusione degli studi universitari per poi sposarsi pochi giorni dopo la discussione e passare ad essere mantenute dal marito (perchè generalmente non si trova un lavoro professionalizzante il giorno dopo la laurea). Le giornate trascorrono tra le pulizie, una commissione per il marito e magari un lavoretto part-time. Ancora nel 2007 sono realtà che si possono incontrare non di rado, anche nell’"evoluto" Nord Italia. Quel genere di donna non ha dentro di sè il concetto di INDIPENDENZA e questo si ripercuote su tutti gli ambiti della sua vita. Dalla creazione del giro di amici adolescenziale (se la ragazzina non ha l’amichetta non esce da sola) alla cena tra amici in coppia in età adulta (quando si diventa "grandi" le combricole per fare una cena devono essere rigorosamente a coppie!).
Il femminismo del nuovo millennio non è più un movimento basato sulle manifestazioni di piazza, un’unione del gentilsesso contro i padri-mariti despota che considerano la donna come un essere inferiore (in Italia poi abbiamo sempre avuto la figura della mamma come quella persona, soprattutto per i figli maschi, insostituibile e dal valore profondo…). Dopo aver bruciato i reggiseni in piazza ci si ritrova oggi a dover combattere all’interno dello stesso genere femminile per modificare quegli stereotipi culturali che rendono le donne più maschiliste di certi uomini maschilisti!
Per fare alcuni esempi: accettare il lavoretto part-time per avere i fondi da spendere in vestiti e suppellettili (perchè tanto alla casa-mutuo-famiglia-bollette-… ci pensa l’uomo di casa), sognare il matrimonio in cui sperperare i risparmi di una vita dei genitori per poi divorziare e patteggiare il mantenimento del marito, regalare bambolotti e cucine finte alle figliolette che devono imparare a cucinare fin da piccole, non occuparsi di tecnicismi o di politica (perchè sono discorsi da uomini), continuare imperterrite ad ostentare quel sentimento ultra-materno che hanno (o avevano) le nostre nonne/mamme nei confronti degli uomini in generale!
Si potrebbe andare avanti all’infinito… Il problema di fondo sta nel fatto che è la donna di oggi a non considerarsi PARI e se per caso ha qualche dubbio o qualche pulsione verso atteggiamenti/sentimenti non proprio consoni agli stereotipi della donna li reprime leggendo Chi e guardando Beautifull!
La manifestazione di sabato non avrà avuto alcun impatto (spero di no) ma questo è un problema dovuto al fatto che in Italia le manifestazioni di piazza, i picchetti davanti alle fabbriche, e gli scioperi non vengono minimamente considerati dai nostri amministratori. Se ne sbattono! Anche forse perchè non si fa mai uno sciopero di mercoledì (sempre di venerdì per agevolare un possibile w-e lungo), si raggiunge il compromesso di garantire comunque il servizio (una contraddizione in termini) e non si fa mai qualcosa di concreto e rappresentativo delle intenzioni di chi sta scioperando! Sfilare per le strade canticchiando degli slogan (scoppiazzati dai cori da stadio) forse non è più la stada giusta per scioperare.
Sul primo paragrafetto hai ragione, lo faccio per quello, meno male che si intuisce
Oggi se non si è in due non si va da nessuna parte, a meno di fortune di famiglia. Idem nel ragionamento: gli esempi che hai fornito tu sono identificano proprio l’atteggiamento di cui parlavo io. Dovete prima “guardarvi in casa” insomma, detto terra-terra. Perché appunto, le prime a non volere la cosiddetta parità (nella considerazione, ecc..) siete voi stesse, ad es. non interessandovi di certe cose o tenendo il famoso atteggiamento mammoso ab aeternum.
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Sembrerebbe un ossimoro ma la realtà che ci circonda pare sia ormai costituita da contraddizioni intrinseche.
Verissimo e, nel caso specifico, lo spieghi anche successivamente. Il problema è che oggi, anche la maggior parte dei maschi, come me, è costretta a vivere sulle spalle dei genitori..anche quando lavora. Perché se si lavora si è precari o precarie, si guadagna poco e non si hanno garanzie. Quando parli del concetto di ‘indipendenza’ di certe donne, parli di donne che - secondo me- non hanno sviluppato pienamente la capacità di imporre quello che realmente volevano fare; non vorrei dire cazzate psicologiche, non è il mio campo, ma è una mia idea. E la mia idea mi porta di conseguenza a pensare che tutto questo derivi anche (e soprattutto) dall’educazione ricevuta. Posso poi farti esempi stupidi sulla vita di coppia, anche se di esperienza evidentemente ne ho ancora poca: parli di cenetta? Se la mia ragazza ha voglia di uscire a cena da sola o con amiche lo faccia, ci mancherebbe, io ho una visione molto “liberale”. Anche perché non sono nessuno per dirti cosa fare o limitare, appunto, la tua libertà; e l’uscita a coppia anche con l’amichetta è forse dovuta alla “paura dell’oddio, succede qualcosa” con cui conviviamo. E’ sempre stato così, se sei figlia femmina (ho amiche però che sono sempre uscite da sole anche con noi maschiacci) sei meno uguale rispetto al figlio maschio. Questo perché siamo ancora molto provincialotti ed arretrati culturalmente e socialmente parlando. Basta vedere come vengono considerati e trattati ancora oggi in Italia gli omosessuali.
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Tornando al capitolo ‘vita’ ti dico che - anche per orgoglio maschile - mi piacerebbe tantissimo potermi permettere di mantenere la mia fidanzata ma per ora non posso (anzi, mi piacerebbe ancora di più farmi mantenere dalla mia fidanzata)…
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E tutto questo si riflette nella società e nel mondo del lavoro: a parità di istruzione guadagnate meno di un uomo, avete incarichi meno prestigiosi, in politica siete in minoranza e contate meno, non vi assumono perché poi avrete dei figli, ecc…
Comment by sonounprecario — November 26, 2007 @ 3:53 pm
Già! Anche io conosco ragazze indipendenti (o semi indipendenti) ma purtroppo, per come la vedo intorno a me, ci sono, in maggioranza, ragazze molto poco indipendenti!
Per quanto mi riguarda non vorrei mai e poi mai che mi mantenessero e neanche che il mio compagno si facesse mantenere da me!
La precarietà è un problema che si deve affrontare di petto! Io e il mio compagno siamo entrambi precari e abbiamo preso casa ugualmente! Se ci saranno delle difficoltà le si affronteranno: non c’è scelta! Se avessimo continuato ad aspettare di essere più stabili nel lavoro avremmo ancora vissuto in quell’odioso limbo in cui si spera di andarsene al più presto da casa di mammà…
Comment by Dany — November 27, 2007 @ 8:42 am
Eh sì…però a 500 euro al mese credo sia impossibile andarsene…Ci pagherei forse un affitto
Comment by sonounprecario — November 27, 2007 @ 6:00 pm