Recentemente è venuto allo scoperto un servizio, Politicalbase, che offre wikis sui politici e sulle questioni di pubblico interesse. Qui, a differenza di Wikipedia, le modifiche si effettuano sulla base di specifici argomenti pilotati fin dal principio dai contenuti preesistenti, e tutti i contenuti sono strettamente revisionati da un’attento staff. Il motivo dell’inserimento dei "guardiani" si basa esclusivamente sull’esperienza vissuta con le pagine politiche di wikipedia, che sono nella maggior parte bloccate a causa dei flame che hanno scatenato e dei continui "attacchi" subiti a colpi di modifiche faziose, fanatiche e deliranti!
On the plus side, the site is well-designed, easy-to-use, and has an experienced team behind it. PoliticalBase is founded by Shelby Bonnie, the former CEO of CNET Networks, who brought along a number of former CNET employees with him to launch the company. via
Un potenziale strumento per giungere ad un diverso modo di fare politica: coinvolgere una sfera di persone maggiore, più tecniche e specifiche a seconda dei casi e delle decisioni da prendere!
A proposito di wikipedia, al festival della scienza si è espresso Robert Cailliau sottolineando una delle più grandi inquietudini che calano sul web 2.0 dalla sua nascita: la folksonomy non è realizzabile umanamente. Ci si può avvicinare ma l’essere umano per natura tende all’ordine. E così, anche se le informazioni si realizzano socialmente, le si va a collocare tutte su un’unica piattaforma, creando un centro monopolistico di informazione, tanto quanto Google ha creato un punto d’entrata monopolistico al web. E per la ricerca di molte parole chiave abbiamo già tra i primi risultati di Google le pagine di Wikipedia… Qui se ne parla ancora…
Come non far rientrare in questo discorso, parlando di politica, le primarie del PD, realizzate anche via Second Life e delle quali se ne può vedere una diretta qui, una parvenza di esercizio della democrazia assolutamente inutile dato che si sapeva fin dall’inzio chi era il leader del nuovo partito. Nesuno degli altri 4 candidati si è manifestato in alcun modo e poi, per quanto mi riguarda mi ero già espressa, il metodo delle nuove coalizioni è vecchio e finchè non si cambia o si stravolgono le consuetudini politiche, non serve a nulla dare nuovi nomi alle vecchie cose. Quoto pienamente VP, rimango a guardare attenta e seguo Veltroni (o chi per lui) persino via Twitter, aspettando qualche mossa coraggiosa, sfrontata, sconvolgente che mi dia uno scossone, perchè fino ad ora mi ha convinta davvero poco.
Nel frattempo, leggo quest’analisi di strategia comunicativa di Di Pietro e penso a quanto siano risultati sul lungo termine: nella Rete siamo abituati a parlare delle cose nel momento stesso in cui stanno accadendo, viviamo una dilatazione temporale dieci volte inferiore a quella analogica ma, poi, per raggiungere credibilità, fiducia e sostegno è necessario un tempo 10 volte maggiore a quello analogico. Continuo in ogni caso a pensare che, apprezzando gli sforzi, non sia proprio il modo più corretto di entrare nella blogosfera e che questo tipo di comunicazione non solo non è 2.0, ma non è neanche digitale: è comunicazione analogica digitalizzata!
Tutto ciò perchè purtroppo siamo nell’era della democrazia rappresentativa non rappresentativa dove chi dovrebbe rappresentare gli interessi di certe categorie, non solo non appartiene a quelle categorie ma non ha neanche idea di dove stiano di casa! E questo l’abbiamo potuto vedere per l’ennesima volta nelle recenti dichiarazioni di Padoa-Schioppa, su cui Francesco fa la sua 39esima previsione!
Chiudo pensando al fatto che è ricominciato Report e io nella casa nuova non ho ancora una tv ma ho già rimediato rivivendolo attraverso la rete: linko il surrogato firmato Luca De Biase.